Basilicata Fiba-Confesercenti

Balneari lucani in attesa fra riforma concessioni e nuovo piano lidi

Sabato agli stati generali della categoria si è fatto il punto sulla situazione regionale delle concessioni demaniali marittime

I balneari lucani hanno seguito in massa gli “stati generali” della categoria organizzati da Fiba-Confesercenti Basilicata sabato scorso a Bernalda per fare il punto della situazione in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la proroga delle concessioni al 2033. Molto apprezzati, in particolare, gli interventi dell’assessore regionale alle infrastrutture Donatella Merra e del coordinatore della task force regionale sul demanio marittimo Francesco Chiarella. In rappresentanza delle istituzioni sono intervenuti anche Nunzio Marsiglia, funzionario della Regione Basilicata per il settore demanio marittimo, e il sindaco di Bernalda Domenico Raffaele Tataranno.

Paolo Fuina, presidente regionale di Fiba-Confesercenti Basilicata, dopo avere fatto un excursus sui motivi che hanno portato alla sentenza del Consiglio Di Stato, ha invitato la categoria a “fare squadra”: «Bisogna serrare le fila – ha detto Fuina – affinché dalla Regione Basilicata, che per molti versi sembrerebbe essere il fanalino di coda nel sistema Italia, in questa fase arrivi l’input necessario all’intera nazione per blindare nel minore tempo possibile la tutela delle imprese. Non ci opponiamo all’evidenza pubblica, che ormai è cosa certa e scontata, ma vogliamo essere parte integrante dei tavoli tecnici che necessariamente coinvolgeranno le associazioni di categoria, nei quali faremo sentire con fermezza la nostra voce per la tutela del diritto d’impresa. I balneari italiani stanno pagando le mancanze di quella politica nazionale che si è resa poco incisiva negli anni, ma che lascia pagare il conto a imprenditori che come loro unica colpa hanno la responsabilità di avere creduto e investito nel turismo balneare». A questo proposito la Regione Basilicata, attraverso l’assessore Merra, si è resa disponibile al colloquio con le associazioni di categoria

Durante l’assemblea si è discusso anche dell’annosa questione del piano dei lidi che la Regione Basilicata in vent’anni non è riuscita ad approvare, causando gravissime conseguenze per la qualità e la quantità degli investimenti di tutto il settore, oltre che un danno di immagine per l’ormai globalizzato sistema turistico che pone i balneari lucani in condizione di minoranza rispetto ai colleghi del resto d’Italia. Come ha sottolineato Fuina, «la mancanza del piano dei lidi ha provocato la politica delle “baracchelle” sul mare, e non è sostenibile dopo vent’anni pensare che strutture precarie debbano insistere in un mondo dove la qualità dei servizi fa la differenza. Senza poi sottovalutare l’aspetto economico che comporta lo smontaggio e il rimontaggio di strutture autorizzate per quattro mesi all’anno, ma ancora peggio l’aspetto ambientale: lo smontaggio, il trasporto e il montaggio delle strutture che spesso avvengono in aree tutelate provoca molto più inquinamento del dovuto. È perciò necessario e opportuno approvare il piano definitivamente entro l’inizio della stagione balneare 2022».

In tutta risposta il coordinatore della task force regionale sul demanio marittimo Francesco Chiarella ha illustrato i lavori in programma: «Il gruppo, nominato dalla giunta regionale su proposta dell’assessore Merra, è composto da figure professionali tutte interne alla Regione fra tecnici, figure amministrative e avvocati, con la mission di redigere un documento di inquadramento di contesto, normativo e di indirizzo, denominato “Linee guida normative, strategiche e programmatiche – Atto di indirizzo preliminare per la redazione del P.U.A.D”. Il gruppo sta lavorando per raccogliere tutte le esperienze, i progetti e i dati che in questi anni si sono generati in materia di demanio marittimo, per inserirli su una piattaforma informatica e metterli a disposizione di tutti. In buona sostanza il lavoro della task force anticipa le indicazioni del governo Draghi che in merito alle concessioni demaniali, con il “decreto concorrenza” ha previsto un iter di mappatura delle concessioni. Il decreto contempla infatti una delega al governo per costituire un sistema informativo di rilevazione delle concessioni di beni e per promuovere la completa pubblicità e trasparenza dei principali dati e delle informazioni afferenti a tutti i rapporti concessori».

«Sulla piattaforma si stanno caricando tutte le concessioni oggi in esercizio con tutti i dati a esse relativi (estensione, posizionamento, fronte mare utilizzato, eccetera)», ha proseguito Chiarella. «Tutti questi dati non saranno il soddisfacimento di un semplice atto di informazione e trasparenza, ma ci aiuteranno a capire e valutare quanto e se la risorsa pubblica (mare e arenile) è effettivamente scarsa, uno degli aspetti più importanti su cui si fonda la direttiva Bolkestein. I dati reperibili sulla piattaforma costituiranno lo strumento indispensabile per le fasi successive di programmazione, di formazione degli atti di indirizzo e di redazione del Piano di utilizzo delle aree demaniali, ma saranno anche lo strumento utile all’operatore economico, al privato professionista e al funzionario dell’ufficio pubblico che deve amministrare il bene demaniale, nonché a chi è preposto a fare i controlli sul territorio».

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Fiba Confesercenti

Fiba (Federazione italiana imprese balneari) è la federazione sindacale di categoria degli stabilimenti balneari, in seno a Confesercenti.
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    • Cammarella Pasquale Raffaele says:

      Si é di quella massa di incivili che lasciano le spiagge piene di spazzatura e che spesso i vicini concessionari per ragioni di decoro della loro azienda sono costretti a ripulire stante l’assenza degli enti preposti a tale servizio. Massa di incivili che non soltanto non producono nulla per l’economia ma costituiscono danno

  1. Alfredo Ludovico says:

    Vorrei ricordare ad alcuni concessionari della Basilicata che qualche anno fa, il mare si è portato via tutto. Personalmente penso che l’approvazione del piano dei lidi potrebbe danneggiare ulteriormente la fascia costiera che va tutelata e difesa dagli avventori del mattone.

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