Sindacati e associazioni

Balneari, l’11 aprile tutti uniti per sollecitare una soluzione al governo

Diverse le iniziative organizzate a Roma e Bruxelles dalle associazioni di categoria, tutte con la stessa richiesta: applicare correttamente la direttiva Bolkestein, che prevede le gare solo in caso di scarsità di risorsa

L’11 aprile si prospetta una giornata molto simbolica per la categoria degli imprenditori balneari, che organizzerà diverse iniziative per sollecitare una rapida soluzione sul rinnovo delle concessioni di spiaggia. Si tratta di manifestazioni distinte e organizzate da varie associazioni di categoria, che però hanno un importante elemento in comune: quello di non porsi come proteste contro il governo Meloni, bensì come delle forme di sollecitazione a supporto dell’esecutivo di centrodestra, che ha promesso di salvaguardare gli attuali concessionari dalle gare previste dalla direttiva Bolkestein.

L’appuntamento di piazza, al quale sono invitati a partecipare tutti gli imprenditori balneari e le loro famiglie, sarà alle ore 11 in piazza Santi Apostoli a Roma: organizzata dalle associazioni Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti, la manifestazione vedrà partecipare dal palco svariati esponenti politici di maggioranza e opposizione, oltre ai rappresentanti di Regioni e Comuni. In contemporanea, lo stesso giorno le associazioni Assobalneari-Confindustria e Base Balneare promuoveranno due incontri istituzionali alla Camera dei deputati e al Parlamento europeo, che saranno trasmessi in diretta streaming.

Lo scopo delle iniziative delle associazioni balneari, come detto, è corale: chiedere la corretta applicazione della direttiva Bolkestein, che prevede le gare delle concessioni di spiaggia solo in caso di scarsità della risorsa naturale. Lo scorso ottobre il governo Meloni ha concluso un lavoro di mappatura che ha dimostrato come solo il 30% delle coste italiane fosse occupato da imprese, dichiarando l’intenzione di lavorare a una riforma che permettesse di garantire la concorrenza richiesta da Bruxelles dando nuove concessioni sui litorali liberi, anziché toccare le imprese esistenti. Tuttavia, da allora sono passati sei mesi e nulla di concreto è stato fatto; anzi, la situazione è precipitata: le concessioni storiche, infatti, si stanno avvicinando alla scadenza del 31 dicembre 2024 prevista dalla legge 118/2022 del governo Draghi, e in assenza di una diversa norma nazionale, molte amministrazioni comunali hanno già effettuato i bandi o si stanno apprestando a farlo. In sostanza, decidendo di non agire, il governo Meloni di fatto ha consentito l’avvio delle gare in molte località costiere, che è proprio il contrario di ciò che aveva promesso. Per questo, le varie associazioni dei balneari hanno deciso di sensibilizzare pubblicamente l’esecutivo a mantenere l’impegno che ha dichiarato a più riprese, sia durante la campagna elettorale che col lavoro di mappatura.

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