Calabria

Balneari, Gasparri: “Bene decisione Regione Calabria su estensione al 2033”

«Plaudo all’intesa che è stata raggiunta presso la Regione Calabria sulle concessioni balneari. Come hanno ribadito le autorità regionali, bisogna applicare le norme nazionali che hanno esteso le concessioni al 2033». Lo dichiara il senatore Maurizio Gasparri, responsabile del settore enti locali di Forza Italia.

«I Comuni si devono attenere a questa norma, non ci sono alternative. La legge parla chiaro ed è stata ribadita più volte, anche in occasione dell’emergenza Covid, dopo che era stata approvata nella legge di stabilità 2019», prosegue Gasparri.

«Grazie alle autorità della Regione Calabria che hanno indicato la strada giusta, come io più volte avevo auspicato che avvenisse», conclude il senatore di Forza Italia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mondo Balneare

Dal 2010, il portale degli stabilimenti balneari italiani: notizie quotidiane, servizi gratuiti, eventi di settore e molto altro.
Seguilo sui social:
  1. Non so se Gasparri ci legge ma se lo facesse io vorrei che capisse che non deve dirlo a noi o ai tecnici dei comuni italiani di applicare la legge italiana ma deve dirlo ai giudici del Tar e del consiglio di stato. Pur essendo Lei un giornalista e non un avvocato, non credo sia così difficile da capire che occorra fare pressione sul consiglio di stato di sospendere ogni valutazione in attesa di un chiarimento Europeo visto che la bolkestein è stata applicata a piacimento

  2. Fortunatamente Carlo siamo un uno stato di diritto per cui l’on. Gasparri può fare pressione giusto sugli alluci per far passare le emicrania..quanto scritto sul recovery plan mi sembra inequivocabile. Le aste presto saranno realtà ma vediamo le rivelazioni previste per la manifestazione dei balneari del 30 aprile.

    • Avv. Lucano says:

      La pressione la può fare il parlamento e i rappresentanti indiretti del popolo compresi i consigli regionali. Io vedo una quasi unanimità di vedute sulla necessità di estensione. Ho già ribadito conviene più pagare le infrazioni in attesa che questi folli capiscano e non stravolgere 7000 km di spiagge creando danni economici enormi oltre che ricadute occupazionali per molte famiglie . Chiaramente l’Europa lontana anni luce dalle realtà locali e dai trascorsi giuridici delle nazioni vede le cose in modo diverso, anzi ci vedrà una ripresa dell’economia ( follia allo stato puro, fare benessere stravolgendo 30.000 imprese sane) . Peccato che in caso di aste il danno per l’Italia e i benefici per il resto del mondo saranno fin troppo evidenti. Ma sono fiducioso nella democrazia indiretta, dopotutto i giudici non scrivono le leggi se lo ricordi e nemmeno l’agcm .

  3. Nikolaus Suck says:

    Parlare di pressioni della politica e del parlamento sul Consiglio di Stato, ovvero su dei giudici, è di una gravità inaudita. Siete pericolosi, oltre che ignoranti.

  4. Avv. Lucano says:

    La pressione da me auspicata è politica sulla macchina legislativa europea, il consiglio di stato non l’ho mai nominato e ci mancherebbe. Ho solo ribadito l’ovvio, le leggi sono espressione del potere legislativo e non delle toghe. Avete la capacità di mettere in risalto cosa mai dette e mai pensate .

  5. AVV suck. Lei a volte mi sorprende. Intanto dare dell’ignorante alla gente è quantomeno indelicato. Ma lei ha spesso espresso opinioni negative attraverso l’uso della parola che le ha permesso di non farsene accorgere. Innanzitutto io ho espresso quello che è emerso in ambienti Tar ossia di attendere l’epilogo del confronto con l’Europa. Poi mi si lasci dire che se lei ritiene che non vi siano pressioni in tutti gli ambienti in Italia o vive all’estero o è lei ignorante. Poi se si riferiva a qualche commento fatto da altri me ne scuso. Ma a me sembra che il suo commento sia riferito al mio…infine la invito a leggere la storia di Palamara e quella fresca di Patroni Griffi….. Ancorché siano ancora nella fase delle indagini appare evidente che in qualsiasi ambiente a qualsiasi livello esistono pressioni politiche sorrette da evidenti questioni di rilevanza sociale ma questo può capirlo chi ha un cuore. Quando leggo che agli spagnoli hanno sottratto un bene di proprietà e poi gli hanno concesso una proroga sorrido. L’imprenditore da lei viene visto come un soggetto non meritovole di nulla. Quindi non mi meraviglia la sua posizione

    • Nikolaus Suck says:

      Carlo ha scritto Lei “occorre fare pressione sul Consiglio di Stato di sospendere ogni valutazione”, e scritta e letta così secondo ne è una affermazione grave e ignorante, lo confermo senza problemi. Se poi vuole precisare come ha fatto, dicendo in reskta qualcosa di diverso ed ulteriore, bene ne prendo atto. Ma “quanto emerso in ambito TAR visa significherebbe? I TAR (alcuni) hanno solo rinviato al merito ogni decisione senza anticiparla, come è giusto e normale che sia e l’Europa non c’entra niente. Né i TAR potrebbero a loro volta fare o significare “pressione” (parola sua) sul Consiglio di Stato. Quanto a quelle del circolo Palamara, venivano dall’interno, non dall’esterno sui magistrati. E come Lei stesso riconosce erano e sono appunto “scorrette”. Quindi che “ci sono pressioni ovunque” vero i falso che sia non significa né che sia giusto o “normale” né che vadano accettate o ritenute normali, e tanto meno che le si possa o debba sollecitare, tanto meno su dei magistrati, cge per definizione è o dovrebbe essere la categoria più indipendente.

      • Guardi, la questione Palamara o Griffi fa pensare che questi magistrati che siano pressati dall’interno o per favorire un amico o come nel caso del Magistrato Griffi un parente, siano corruttibili. Lei può dire ciò che vuole ma è un dato di fatto che ci siano debolezze quindi non si meravigli

        • Nikolaus Suck says:

          Io non mi meraviglio di nulla anzi figurarsi se non lo so e non lo vivo, ma quindi questo cosa significherebbe o legittimerebbe, non ho capito?

  6. Avv.Lucano,ogni volta che scrive un commento fa dei danni irreparabili alla categoria.Da notare la convenienza a pagare tutti noi la procedura d’infrazione.Dopo quasi un secolo di totale assenza di trasparenza,di controllo sugli investimenti e dell,uso esclusivo di un bene prezioso e pubblico come sono le spiagge e dopo tutti i favori che sono stati loro concessi e che continuano a esigerli chiamandoli diritti…..dopo tutto questo ci dobbiamo anche fare carico di pagare la procedura di infrazione perché è più conveniente?

    • Avv. Lucano says:

      La domanda la deve fare ai vari governi di tutte le forze politiche che si sono succeduti nel tempo. Sono loro che evidentemente hanno ritenuto sia stato meglio pagare per non distruggere un intero comparto economico. Ma come mai se lo chiede?? Solo per i voti ??? Be dopo venti anni sembra una scusa banale poco credibile . Sarà perché la direttiva crea seri problemi economici e sociali? Crea un ingiustizia verso chi ha fatto di quel lavoro la vita della propria famiglia? Ma la guerra fra poveri e piccoli soggetti economici è solo all’inizio le spiagge sono uno dei tanti esempi di questioni italiane che nn dovrebbero essere problemi ma lo sono. Questo perché il tessuto economico è debole , il benessere collettivo è solo un ricordo e la gente vuole arrivare a prescindere da tutto, morte mia vita tua . Ma quale concorrenza, ripeto voi dall’altro lato avreste fatto lo stesso e molto di più . Chiamasi ipocrisia . Lasciate in pace la gente che lavora , chiedete spazi nuovi su cui investire non giocate con la vita delle persone . Io per lo meno nn ci riuscirei. Ecco perché sostengo questa gente.

      • Renzo,vada a leggere il testo del ricovery plan esattemente dove parla di concorrenza,proroghe e rinnovi automatici e della necessità di adeguadersi alle direttive europee soprattutto quelle non autoesecutive.È scaricabile in pdf.Buona lettura!

  7. Se la convenienza sta nel fatto che le spiagge sono un bene pubblico che deve restare agli italiani per tutti i benefici che citate bene.Proviamo a spiegarlo all’Europa.Però tenendo ben presente che gli italiani sono 60 milioni.E dicendo all’Europa che gli italiani che hanno venduto le spiagge agli stranieri e alle multinazionali hanno sbagliato.Che le spiagge le vogliamo gestire noi italiani secondo la tipicità che ci caratterizza.Bene,proviamo.Ma tenendo ben presente che TUTTI gli italiani hanno questo diritto .Che non ci saranno figli e figliastri.Tutti gli italiani sullo stesso piano,che partano le gare e che vinca il migliore.Avremmo risolto il problema della tipicità italiana,sarebbe conveniente per tutti i cittadini degni,ma anche questa richiestadubito sarebbe accolta.Proviamo a fare “pressione” su questo.O non va bene neanche così?

    • Finalmente ha detto una cosa giustissima. Non si veda all’Europa. Si gestisca indipendentemente dalla bolkestein e allora ogni discorso sarebbe accolto….ma voi volete usare la bolkestein come grimaldello per attenzionare l’Italia su una questione delicata. Ma si ricordi che prima della questione balneare ce ne sono….avoja…..la storia italiana è piena. L’ultima vergogna è la concessione autostradale ma ce ne sono a bizzeffe

  8. La questione balneare merita di essere attenzionata e riformata tanto quante le altre.Comunque andranno le cose,in questo momento voglio porre la mia fiducia al presente Draghi che alla richiesta dell’Europa di garanzie sulle riforme ieri ha chiaramente risposto:Garantisco io!!!

    • Tutela imprese says:

      Le riforme le fa il parlamento e Draghi cade se vuole imporre normative europee che distruggono e non proteggono le categorie produttive già provate dalla crisi. Non scherziamo. Anche se cadrà a prescindere prima della prossima primavera. Vedremo un governo di centrodestra speriamo a favore di chi produce e non distrugge.

  9. Il governo di centrodestra se vuole vedere i quattrini che arriveranno scaglionati e con verifiche periodiche altrimenti salta il banco,se non vuole togliere la speranza di futuro ai nostri figli e nipoti per favorire chi di favori ne ha già tantogoduto dovrà adeguarsi eccome.Però speriamo che a primavera cada il governo e poi usciamo dall’Europa per i balneari! E come no!Non scherzi lei Tutela imprese,la posta in gioco è troppo alta.

  10. Finalmente si inizia a “ragionare”, anche i pro-aste si accorgono che la direttiva europea è una gran “cagata” che farebbe male, molto male, solo agli italiani. Tutti, dobbiamo fare “quadrato” per respingere questa aberrante, ridicola, speculativa “strumentalizzazione”, anche politica! Una volta eliminato questo grande pericolo, se volete, potremmo riaprire il confronto.

    • Vorrei sentire dire chiaramente e inequivocabilmente che se si togliessero di mezzo stranieri e multinazionali sareste disposti a competere con i vostri concittadini che,secondo quanto dice il Diritto italiano,hanno gli stessi diritti vostri di aspirare a gestire una spiaggia.Basta dire si o no!

    • Tutela imprese says:

      Assolutamente nessun movimento popolare ha mai chiesto in gran massa aste , ne mai nessuno è sceso in piazza per questo , ne mai nessuno ha chiesto di rimuovere gli attuali gestori perché rappresentanti di una casta, ne ho mai visto piazze affollate di pro aste . C’è solo qualche ambientalista e i radicali e forse azione che più che altro vuole aumento dei canoni , sono battaglie radicali per marcare differenze , che puntualmente non trovano popolarità . Ma la comprensione e la solidarietà nel dramma di perdere un impresa e un lavoro io lo riscontro quotidianamente . Anzi quando spiego guardate le l’Europa vorrebbe fare aste e far ruotare il bene , tutti dicono ma come , ti fanno costruire , paghi imu ci sei dentro da una vita e ti cacciano o ti sostituiscono perché il bene deve ruotare? Ma l’impresa è tua non dello stato . Allora stai a spiegare , l’impresa è mia ma l’Europa vuole che me ne vado .

      • Infatti è importante un dibattito serio che faccia capire che l’azienda è tua e te la tieni mentre a ruotare è la gestione dei profitto collegati all’uso del bene pubblico rappresentato dalla spiaggia attraverso delle evidenze pubbliche aperte ad altri imprenditori interessati…prova a vederla così e vediamo quanti sostengono la tua idea!

        • Tutela imprese says:

          Allora organizzate la piazza è mettetevi contro tutti, imprenditori , politica nazionale , regioni , 90% di amministratori locali . Potete invitare agcm con le sue bandiere e con i suoi avvocati del libero foro a spese dei contribuenti per battaglie contro il suo stesso stato è l’indirizzo politico dettato con una legge pienamente in vigore.

          • Per ora tutela imprese la cosa più rapida ed efficace è agire tramite le istituzioni e per ora sta funzionando.

      • Tutela imprese,finché le cose vengono spiegate solo come fa comodo è facile disorientare.Qui leggono in pochi,ma sono sicura che dal confronto che ne è uscito fuori qualche dubbio sul Verbo che voi predicate la gente se lo porrebbe eccome! Comunque non ho capito:le gare pubbliche fra noi italiani proprietari delle spiagge(no delle aziende,quelle sono vostre)vanno bene vero?

        • Tutela imprese says:

          Le spiagge italiane non hanno necessità di cambiare concessionario sono un eccellenza che ha contribuito alla crescita del turismo nostrano nel mondo , se non per follie europee prive di riscontri oggettivi su vantaggi economici non ottenibili senza gare. C’è la difficoltà evidente di spiegare ad un gestore per quale motivo se ha fatto bene deve andare a casa lui e la sua famiglia e i suoi dipendenti. Le spiagge devono restare con l’opzione di insistenza a chi sopra ci ha messo l’azienda nel rispetto di tutte le leggi di questo mondo. Quello che si cerca di fare è avvantaggiarsi di una situazione economica creata e pensata da altri che hanno il diritto di poter continuare a svolgere un lavoro che non hanno rubato a nessuno. Sarebbe il primo caso al mondo di cambio di azienda senza un motivo economico valido se non che il bene su cui insistono è pubblico . Si ricondì che le aste senza stranieri non possono mai aver luogo, lo dice l’Europa del benessere .

          • Nikolaus Suck says:

            Ma quale cambio azienda e quale andare a casa, ancora insistete con questa storia, non devono fare altro che partecipare alle gare e se è vero che hanno fatto e fanno tanto bene e sono stati e sono così bravi e i migliori allora non c’è motivo perché non le rivincano. Almeno si sa e resta confermato che sono effettivamente i candidati migliori Ma si deve accertare, perché la chance di sfruttare risorse collettive deve essere data a tutti allo stesso modo, appunto per trovare i migliori, non solo per “motivi economici” ma anche per ragioni di interesse pubblico, collettivo e generale. Le gare servono a questo, non a “cambiare concessionario”.

          • Tutela imprese says:

            Allora non ce alcun dubbio , come è possibile paragonare l’operato di un gestore storico con un neofita della spiaggia. Che le fanno a fare le aste , se è come dice lei Suck non ci saranno problemi. Peccato che non sarà cosi, l’azienda che hai creato te la rubano sotto gli occhi con tutto l’avviamento, addirittura te la smonti a spese tue, ma stiamo scherzando? Sono trattative inaccettabili, la logica del cambiare gestore per interessi supremi e generali non ha senso. Fatemi capire ma su che base e competenza credete che i costi non si alzeranno? Come fate a dire che non sarà cosi? a me sembra ovvio, se tolgo l’attuale gestore i prezzi schizzeranno o non rientri affatto nell’investimento. Impossibile. Te la devono dare almeno per 20 anni .Una cosa è affermare dei principi , una cosa è vivere nel mondo reale con i costi reali. Lasciate stare.

  11. Se facessimo così consigli Renzo le aste ci saranno quando andrò al mare con la badante…bel tentativo ma palo fuori, aste subito!

  12. Diario, mi fai morire … dal ridere! Sarei pronto a fare qualsiasi cosa, pur di farti avere un pezzo di spiaggia, libera però! Sicuramente c’è ne sono, probabilmente non vicino a casa tua, ma molti Comuni costieri hanno la disponibilità; difatti, dalle mie parti, tante se ne sono aperte recentissimamente, ed altre se ne stanno aprendo. Ciò che dico, non sono chiacchiere, quando vuoi, lo possiamo verificare!!!

    • Renzo dimmi dove per favore perché io non ho letto nulla sulla gazzetta ufficiale, forse sono su istanza di parte con il modello D1 ma sai devi essere sicuro che sia nel piano d’utilizzo dei litorali, peraltro bloccati, perché sia presa in considerazione. Se però mi sbaglio ne sarei contento, aspetto il comune o i comuni. Grazie

  13. La disparità di trattemento,la tipicità italiana,gli stranieri, le multinazionali…..tutta fuffa per coprire la sola cosa a cui mirate:la privatizzazione delle spiagge!Vergogna all’ennesima potenza!

    • Nikolaus Suck says:

      È esattamente così Ilaria, e difatti almeno uno dei sindacati lo dice e chiede espressamente. Anzi non lo chiede lo pretende come fosse un diritto. E finché c’è gente che , vuoi per ignoranza, vuoi per interesse, vuoi per partito preso, li imbocca facendo loro credere che siccome sono sempre stati lì hanno diritto a stare lì per sempre, e lo chiama pure “legittimo affidamento” (che è tutt’altra cosa è non c’entra niente), di cosa ci si meraviglia?

      • Tutela imprese says:

        Non è una pretesa è logica , oltre ad un interesse a conservare i rapporti giuridici in atto. Ha una vaga idea del contenzioso che si creerebbe? Questa gente non sa nulla su eventuali indennizzi , su come verrà fatta questa gara , se conta l’esperienza e ciò che hai fatto per una vita o no? Per quale motivo dovrebbero fare una gara quando su quel bene insiste la propria azienda, la tutela statale ha una logica molto evidente ( può essere che tutte le forze politiche sono così pazze da evitare di risolvere il problema in 20 anni se fosse così semplice?) . Io veramente sono sconcertato, come si può pensare di gestire una spiaggia a tempo? Per 5 o forse 7 anni , ma di quanto aumenterebbe il costo del servizio al consumatore per massimizzare i profitti in così breve tempo al netto degli investimenti notevoli , perché se non sono notevoli che cavolo di concorrenza sarebbe? Avete una concezione distorta della categoria e soprattutto di questo lavoro è degli effetti economici che questa rivoluzione creerebbe. Sicuramente nessuno di voi è un balneare ne sa qualcosa di come si gestisce una spiaggia.

  14. Hai ragione tutela imprese, nessuno di noi ha potuto o potrà essere un balenare senza i bandi che possono prevedere un tempo anche di 20 anni per rientrare dell’investimento descritto nel piano economico. La posizione dei balneari è comprensibile ma insostenibile perché è innegabile che godano di privilegi non concessi ad altri, anche le cose migliori finiscono prima o poi e io sono convinto che sia il vostro turno.

    • Tutela imprese says:

      Io invece sono convinto che la politica capirà perché la categoria è nel giusto e vuole solo continuare a lavorare non sta rubando niente a nessuno , la miriade di cause che partiranno bloccherà un intero settore e creerà immobilismo oltre che incertezza. Cari signori andiamo incontro ad anni di instabilità , la rabbia ancora non si è manifestata. Se l’Europa non capirà che la categoria balneare non può essere svenduta a chi offre di più avrà molti problemi.La concorrenza deve essere attuata ma come ampiamente spiegato noi non siamo aziende che ci ha concesso lo stato, ma siamo partecipi di una innovazione del mercato del lavoro sulle coste italiane con l’utilizzo di beni pubblici, non possiamo ruotare perché lo stato ci ha concesso di gestire il bene per conto suo, fittandoci con un patto di fiducia l’utilizzo dello stesso e fino a che non è lo stato a dirmi che devo andare perché me lo sono meritato non posso andare via. Sull’ Europa la gente sta capendo che in 20 anni si e passati dal benessere al baratro economico con le politiche del rigore. Ora elargiscono fondi che dovremmo ripagare attutando le riforme . Ma lei pensa sul serio che tutto quello che viene scritto verrà attuato? Adesso è partita la trattativa non possono avere tutto , non questo a discapito di tante imprese . L’attuale commissione ha perso credibilità su tutto dai vaccini alle politiche di rientro dal debito , alla concorrenza attuata solo in per alcuni paesi e non altri, la gente lo sa o pensa che stia sulla luna. Si vota per questo, anche per cambiare l’Europa dall’interno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *