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Balneari, Forza Italia boccia ddl: ‘Pd vuole distruggere aziende’

Il partito di Berlusconi invoca il ''modello spagnolo'' per ''impedire la vittoria delle multinazionali''

Fermare la legge delega, riportare tutta la materia del ddl sulle concessioni balneari all’esame del parlamento e assicurare una proroga delle concessioni di almeno trent’anni, sul modello spagnolo, in modo da difendere le aziende italiane dagli interessi del grande capitale e delle multinazionali. Così Forza Italia, in una conferenza stampa tenutasi oggi a Roma, ribadisce la sua netta opposizione alla delega sulla revisione delle concessioni, lanciando la campagna “Il futuro non è un gioco” e accusando il Pd e il governo di «volere la distruzione di un settore composto da oltre 30mila aziende a conduzione familiare e che assicura un milione di posti di lavoro».

«Oggi – ha esordito il capogruppo Renato Brunetta durante la conferenza stampa – lanciamo una grande campagna di comunicazione contro la direttiva Bolkestein che minaccia interi settori dell’impresa italiana a favore degli interessi delle cooperative e del grande capitale attraverso gare improbabili. Chiediamo un approfondimento dell’esame del ddl lavorando a una soluzione sul modello spagnolo».

La campagna di comunicazione lanciata da Forza Italia, dal titolo “Il futuro non è un gioco“, intende opporsi alla direttiva Bolkestein nel suo complesso. «Abbiamo promesso agli ambulanti, ai tassisti, ai balneari e a tutte le imprese che ricadono nel ‘pasticciaccio brutto’ della Bolkestein che noi ci opporremo sempre e comunque e che al governo cambieremo la normativa», ha detto Brunetta, mentre il senatore Maurizio Gasparri ha così rincarato: «Le condizioni del mercato sono mutate. Meglio attrezzarsi a un contenzioso europeo unitario, di tutte le forze politiche, per rivedere la Bolkestein ed escludere alcuni settori, a cominciare dalle imprese balneari, dalla sua applicazione».

«Per colpa di una continua incertezza normativa – ha poi attaccato Deborah Bergamini, responsabile comunicazione Forza Italia – si sono bloccati gli investimenti in un settore cruciale per il turismo e l’economia italiana. Il Pd sta cercando di mettere in crisi e giocare con il futuro di un modello aziendale che è un gioiello, proponendo un riordino delle concessioni senza avere un’idea chiara della situazione reale. Ci chiediamo perché il Pd abbia tanta fretta. Pensiamo che l’obiettivo sia mandare all’aria il settore con il metodo delle aste».

Presente alla conferenza stampa anche Sestino Giacomoni, che ha lanciato un appello alle associazioni dei balneari a far sentire la loro voce durante la campagna elettorale che probabilmente si terrà «sotto l’ombrellone», nei prossimi mesi estivi: «Ci saranno comizi on the beach. Gli stabilimenti, accanto agli aperitivi, potrebbero comunicare ai propri clienti quali sono le forze politiche che li hanno difesi, ha aiutato il loro settore, e chi invece voleva danneggiarli».

Queste, infine, le dichiarazioni della deputata Sandra Savino: «L’attuale governo, come ogni governo di sinistra, che a parole si dice attento a temi come la crescita, l’occupazione e lo sviluppo, nei fatti non perde occasione per mettere un freno a quei settori che rappresentano un esempio virtuoso di libera impresa e che andrebbero tutelati e incentivati, invece che presi di mira da politiche assurde. Fermo restando che ogni regione ha le sue peculiarità (e in questo senso, provenendo io dal Friuli Venezia Giulia, non posso non segnalare le difficoltà rappresentate per la mia regione dai regimi fiscali e canoni di attracco fortemente competitivi delle vicine Slovenia e Croazia), il governo si deve rendere conto che il settore è una risorsa nel suo complesso, un settore che produce occupazione, che garantisce la manutenzione e la tutela dell’ambiente e che non può essere azzerato e costretto a ripartire, magari dopo essere stato ceduto in blocco a qualche multinazionale attraverso un’asta».

«Questo Paese, e soprattutto i comparti che funzionano e che rappresentano da sempre un modello del fare impresa come solo noi italiani sappiamo fare, ha bisogno di chiarezza, di mani libere, di norme chiare, di certezze. E invece – ha concluso Savino – oggi non è nemmeno dato sapere quante concessioni demaniali sono presenti sul territorio nazionale».

Assobalneari-Confindustria era presente alla conferenza stampa con il presidente nazionale Fabrizio Licordari e con alcune delegazioni provenienti da Emilia-Romagna (Ferrara, Riccione, Bellaria), Toscana (Versilia), Liguria, Lazio, Campania. «Esprimiamo soddisfazione per una presa di posizione così importante e netta da parte dei massimi esponenti del partito», ha commentato Licordari a margine dell’incontro.

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