Attualità

”Balneari, evidenze pubbliche in fretta per tornare a investire”

''La legge è migliorabile, ma si agisca entro quest'anno''. Così il ministro Costa ieri a Napoli al convegno di Assobalneari Campania e Federbalneari, di cui pubblichiamo il resoconto.

NAPOLI – La riforma delle concessioni balneari «va conclusa in questa legislatura», altrimenti «tutto il lavoro fatto finora sarà perduto». Per questo il ministro agli affari regionali Enrico Costa, coordinatore del disegno di legge-delega, pur riconoscendo che «il testo è migliorabile con il contributo di tutti in fase di audizione», intende «agire in tempi stretti» per portare a compimento entro dicembre i necessari decreti attuativi, «senza voler partire in quinta, ma senza nemmeno inserire la retromarcia come ancora oggi qualcuno chiede». Costa lo ha detto ieri a Napoli davanti a un centinaio di imprenditori balneari, intervenendo al convegno “Nuova legge per le spiagge” organizzato da Assobalneari Campania e Federbalneari Italia all’Arenile di Bagnoli: «Non faremo tabula rasa delle attuali imprese per fare spazio alle multinazionali – ha garantito – anzi tuteleremo in ogni modo la professionalità e il valore dei concessionari esistenti». Anche se questo significherà passare dalle evidenze pubbliche.

Ma le associazioni Assobalneari Campania e Federbalneari non sono spaventate: «Nessuno può essere più bravo di noi nel vincere le procedure di selezione – ha detto il presidente nazionale Renato Papagni – e l’esempio della Toscana lo dimostra, con oltre 400 domande di rinnovo ventennale che non hanno subìto nessuna richiesta concorrente». Per il presidente regionale Antonio Cecoro il passaggio è «epocale», poiché «dopo dieci anni di incertezza, potremo tornare a fare investimenti a lungo termine». Anche se, per quanto riguarda la Campania, Cecoro ha denunciato «l’inerzia della pubblica amministrazione e la malagestione delle amministrazioni che impedisce ai balneari di pianificare lo sviluppo non solo delle proprie imprese, ma anche dell’intero territorio». E questo fa preoccupare Assobalneari Campania, dal momento che il disegno di legge-delega intende lasciare ampi margini alle Regioni e ai Comuni nella gestione delle concessioni. Un cattivo esempio è proprio arrivato nei giorni scorsi, con l’inaspettata richiesta, da parte dell’Agenzia del demanio locale, di applicare gli ingenti valori Omi a tutte le 150 concessioni balneari di Castel Volturno, anche quelle che hanno solo sabbia senza alcuna struttura.

Qui di seguito, le nostre interviste ad Antonio Cecoro, Luigi Roma, Enrico Costa e Renato Papagni. Segue la sintesi dei principali interventi con i video integrali. Era assente per problemi di salute il deputato Sergio Pizzolante, relatore del ddl in commissione Finanze.
Mondo Balneare era media partner dell’evento.

Antonio Cecoro (presidente Assobalneari Campania): «Stiamo vivendo un passaggio epocale sulle concessioni balneari, con il disegno di legge del governo che, se approvato, ci permetterebbe di tornare ad avere una prospettiva d’impresa dopo dieci anni di incertezza normativa a causa dei contrasti tra il precedente regime italiano e le direttive europee. Questo aiuterebbe anche lo sviluppo degli stabilimenti balneari in Campania, al momento frenato dalla malagestione pubblica e dall’inerzia della pubblica amministrazione, con la mancanza di piani regionali e comunali che ci impediscono di fare impresa in un certo modo. L’esempio migliore, in questo senso, ci viene dalla Toscana dove si è riusciti a pianificare ogni aspetto della balneazione, dando ai Comuni la discrezionalità della progettazione territoriale e rilasciando a oltre quattrocento imprenditori dei titoli ventennali con cui hanno riottenuto la necessaria certezza.
Per chi, come noi, si trova su un bene pubblico, è normale dover affrontare una procedura di evidenza pubblica. L’importante è che si tuteli la nostra professionalità e che si garantiscano dei lunghi titoli per poter fare i necessari investimenti».

 

Renato Papagni (presidente Federbalneari Italia): «Dopo lunghi anni in cui abbiamo affrontato una difficile situazione di incertezza sul nostro futuro, stiamo finalmente lavorando in maniera seria e robusta per riottenere la necessaria sicurezza. Dobbiamo cercare di concludere una legge che garantisca allo stesso tempo certezza agli attuali imprenditori e concorrenza nel settore, e le evidenze pubbliche disegnate dall’attuale governo sono l’unica strada possibile. Le procedure di selezione non ci devono spaventare, perché nessuno è più bravo di noi a vincerle, e l’esempio della Toscana lo dimostra: su oltre quattrocento domande di rinnovo, non si sono registrate offerte da parte di concorrenti. E comunque, anche nell’improbabile caso di perdita, il governo ci vuole garantire l’indennizzo commerciale. Insomma, se questa legge arriverà a concludersi, il settore balneare avrà risolto tutti i suoi problemi. Noi vogliamo sì trent’anni di concessione, ma solo dopo essere passati da evidenza pubblica, così da legittimare subito l’esistenza delle nostre imprese. In questo senso stiamo lavorando per raggiungere una posizione comune con gli altri sindacati maggiormente rappresentativi – Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti e Oasi-Confartigianato – dovendo purtroppo combattere dall’altro lato con chi continua a portare avanti delle tesi irragionevoli».

Luigi Roma (avvocato, consulente legale Assobalneari Campania e Federbalneari): «Chi ha paura di questo disegno di legge è solo perché non lo conosce, e per questo va illustrato in maniera corretta. Il testo si basa su tre capisaldi: l’evidenza pubblica, la tutela della professionalità e il riconoscimento del valore commerciale. Questi bastano per non farci temere che la riforma ci penalizzerà. Inoltre, gli imprenditori balneari non dovranno affrontare da un giorno all’altro un nuovo regime normativo, poiché sarà previsto anche un adeguato periodo transitorio. Così si andrà finalmente verso l’innovazione delle imprese balneari, la certezza del diritto demaniale marittimo e l’uniformità del settore anche per quanto riguarda il pagamento dei canoni.
Inoltre per l’attuazione di questa riforma le Regioni giocheranno un ruolo fondamentale, poiché spetterà a loro prevedere la durata delle nuove concessioni e stabilire il numero massimo di titoli che un singolo imprenditore potrà detenere. Gli interessi in gioco sono rilevanti ed è compito degli imprenditori fare pressione affinché gli enti locali si interessino di questo tema».

Enrico Costa (ministro agli affari regionali): «Il tema delle concessioni balneari ha subìto per troppo tempo l’inerzia da parte dei governi, poiché la materia è ricca di sfumature e di competenze, e per questo era necessario istituire un coordinamento al fine di restituire certezza a tante piccole imprese familiari che avevano fatto una scelta di vita e che stavano andando avanti negli ultimi anni con delle norme pro tempore come le proroghe, che impedivano agli imprenditori di fare investimenti a lungo termine. Dopo che la Corte di giustizia europea ha dichiarato l’illegittimità di qualsiasi rinnovo automatizzato, abbiamo dunque elaborato un provvedimento di riforma che, accompagnando le concessioni alle evidenze pubbliche, garantisca non solo il valore delle imprese esistenti e la professionalità di chi le ha costruite, ma anche un adeguato periodo transitorio. In questo disegno, il mio approccio è stato di tipo liberale, nel senso di voler valorizzare il merito: non faremo dunque tabula rasa della situazione esistente per dare spazio alle multinazionali, il che andrebbe anche contro la tradizione del nostro paese fatta di un’economia basata sulle piccole e medie imprese.
La legge-delega è un provvedimento coraggioso e non blindato, anzi in tanti punti è ancora migliorabile, e proprio per questo in fase di audizione si ascolteranno i contributi di tutti. Io ho solo voluto avviare questo processo di riforma, senza mettere la quinta ma senza nemmeno inserire la retromarcia come ancora qualcuno chiede. Il percorso va concluso in questa legislatura, altrimenti tutto il lavoro fatto fino adesso sarà perduto».

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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