Opinioni

“Balneari, Croatti sbaglia: chiediamo solo certezza del diritto”

Dopo 14 anni di calunnie, falsità e inadempienze sui balneari, è ora di ristabilire la verità

Le parole del senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti, che ha giudicato “debole e perdente” la strategia della mappatura delle coste italiane portata avanti dal governo Meloni, rappresentano una posizione fuori fuoco e priva di qualsiasi aderenza con la realtà dei fatti. Esiste la direttiva Bolkestein, con i suoi 46 articoli e 118 considerando, ed esiste la “direttiva Croatti”: quale delle due dovrebbe applicare il governo Meloni per disciplinare le concessioni balneari? Io credo che dopo 14 anni di calunnie contro la categoria dei balneari, di falsità sui contenuti della Bolkestein (per esempio, affermando che sia stata scritta per mettere all’asta le concessioni balneari), e di inadempienza dei governi precedenti – che sono l’unico vero motivo dello stallo attuale, del quale le uniche vittime sono i balneari stessi – sia ora di ristabilire la verità. Verità che per fortuna è scritta nero su bianco nella direttiva stessa.

La direttiva Bolkestein ha alcuni nobili obiettivi che si leggono nel primo considerando:

  • creare nuovi e migliori posti di lavoro;
  • implementare la capacità competitiva delle aziende esistenti;
  • migliorare la qualità ambientale.

La “direttiva Croatti” ha invece come obiettivo l’eliminazione di privilegi, e chi sono i privilegiati deve averlo stabilito la Corte di giustizia di Croatti, presieduta da lui stesso.

I balneari chiedono solo il pieno rispetto dei principi europei e nazionali. Chiediamo che venga usato il grande mercato unico europeo per raggiungere l’obiettivo primario dell’Unione stessa, che è la coesione sociale. Non si tratta di un concetto astratto, ma come recita l’articolo 174 del Trattato fondativo dell’Unione europea, rappresenta quel benessere diffuso che si raggiunge solo se uniti vinceremo la concorrenza, o almeno sapremo stare al passo con il mercato americano e con i mercati asiatici, sempre più agguerriti in tutti i settori, compreso quello turistico. Per vincere quella che è a tutti gli effetti una guerra economica, la Bolkestein prevede uno strumento, ovvero la certezza del diritto (si veda l’articolo 11 sulla durata illimitata del titolo autorizzatorio), unico vero pilastro per sostenere gli investimenti che ogni azienda deve fare per rimanere sul mercato.

I balneari non sono criceti in gabbia costretti a pedalare per raggiungere la carota come premio di consolazione, donata dall’assessore di turno come premio per un bel progettino sulla carta. In base alle costituzioni italiana ed europea, siamo imprenditori che tutti i giorni si confrontano nel mercato libero, e non certo solo alla scadenza della concessione! Secondo i veri principi europei, il grande mercato unico deve rispondere ad alcuni parametri (compreso quello della scarsità del bene) che valgono per tutti i 27 paesi, non certo per fare un favore ai balneari italiani, bensì per mettere in atto quelle procedure di unità che possono farci vincere o almeno soppravivvere nella grande competizione mondiale (si veda l’articolo 46 della Bolkestein: “Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva”).

A questo proposito, un monito va fatto anche al governo. Non sono né le Regioni, né tantomeno i Comuni i destinatari di una direttiva europea, ma come si legge chiaramente nell’ultimo articolo della Bolkestein, sono i governi degli Stati membri. Tutti i 27 Stati, ricordiamolo, e non solo quello a forma di stivale!

La “direttiva Croatti” sembra invece che voglia prevedere l’indebolimento delle aziende europee, scatenando un’inutile guerra interna (vista ancora l’ampia disponibilita del bene a livello nazionale ed europeo) che andrebbe solo a favorire le economie extraeuropee. Confidiamo quindi in Giorgia Meloni, sicuri che saprà ristabilire in Italia e in Europa la corretta applicazione dei principi europei, con il solo fine ultimo di implementare l’economia di tutto il grande mercato unico europeo.

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Ezio Filipucci

Presidente regionale di Assobalneari-Confindustria Emilia-Romagna e titolare del ristorante Sirena di Riccione con la famiglia dal 1980. In precedenza è stato presidente dell'Associazione ristoranti di spiaggia di Riccione e vicepresidente regionale di Fiba-Confesercenti.