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Balneari, Buratti (Pd): “Puntare su atti formali per tutelare imprese”

La ricetta del deputato dem per la riforma delle concessioni di spiaggia

Sfruttare la legge sugli atti formali, che prevede di ottenere una nuova concessione demaniale di durata ventennale in base a un piano di investimenti, per tutelare le attuali imprese balneari passando dalle evidenze pubbliche. È la proposta avanzata dal deputato del Partito democratico Umberto Buratti, intervistato dal quotidiano Il Tirreno, per risolvere l’enorme problema provocato dalla recente sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la proroga delle concessioni al 2033 e imposto al governo italiano di riassegnarle entro due anni tramite bandi di gara.

pouf Pomodone

«La materia è complessa e ha tantissime implicazioni, perciò credo che vada valutata tecnicamente e non facendo leva sulle facili emozioni delle campagne elettorali a venire», esordisce Buratti nell’intervista. Secondo il deputato dem, la soluzione deve partire dal «perimetrare le tipologie di concessioni interessate e poi scrivere le regole per le evidenze pubbliche» per riassegnarle. Per le comparazioni, riflette ancora Buratti, «il canone demaniale non potrà essere un criterio», poiché «potrebbe favorire chi ha denaro facile»; dunque la soluzione proposta dal deputato è di «estendere a livello nazionale le norme della legge toscana 31/2016 che disciplina il procedimento amministrativo con eventuali comparazioni fra i partecipanti, che a fronte di nuovi investimenti riconosce la possibilità di chiedere una maggiore durata delle concessioni da 6 a 20 anni». Si tratta in sostanza dei cosiddetti “atti formali” già previsti dall’articolo 1, comma 253 della legge italiana 296/2006.

In merito alle tempistiche della riforma generale delle concessioni, aggiunge ancora Buratti nell’intervista al Tirreno, il termine del 2023 imposto dal Consiglio di Stato «burocraticamente e umanamente sarà difficilissimo da rispettare da parte degli uffici. Fare una comparazione di diverse offerte diventerà molto complicato; basta questo per prefigurare la grande responsabilità dei dirigenti che dovranno firmare questi atti. Penso infatti che se i procedimenti potranno iniziare il 1° gennaio 2024, dureranno ragionevolmente un lungo tempo necessario alla valutazione e comparazione delle offerte, forse anni se scatterà anche un più che probabile contenzioso sull’assegnazione. Ecco perché proporrò al tavolo dei gruppi di maggioranza che la concessione resti al concessionario attuale fintanto che il provvedimento diventerà definitivo, se non vogliamo che sorgano problemi serissimi sulle spiagge nell’estate 2024 e in quelle seguenti».

Il riordino del settore, conclude Buratti, dovrà inoltre «modificare l’articolo 49 del Codice della navigazione sulla devoluzione delle opere non amovibili allo Stato al termine della concessione, in linea con i principi europei della Carta di Nizza, e riconoscere il valore delle aziende esistenti».

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  1. Certo che stare al governo, fa perdere ogni cognizione di causa, puntare e chiedere un nuovo piano di investimenti su un territorio che ha un tessuto socio economico eterogeneo, a piccole e micro imprese familiari con fonte di piccolo reddito in periodo di crisi economica per la pandemia da covid-19 e costretti a pagare tasse in Italia che non ha eguali, e che oltretutto già hanno investito e stanno attraversando un periodo molto difficile, vuol dire essere vessatori e discriminatori, e poi come la mettiamo nelle regioni e nei comuni dove non ci sono piani dei lidi, non ultimati in via definitiva, devono fare un piano di investimenti su strutture precarie sull’arenile. Ma dai!

  2. Siamo alle solite “avere la moglie ubriaca e la botte piena”. La L.R. Toscana n.31/2016 è stata, per la parte dell’indennizzo al concessionario uscente, cassata dalla sentenza della Corte Costituzionale n.157/2017 perché ritenuta non conforme al diritto dell’Unione europea ed, in particolare, con il citato art. 12 della direttiva servizi. Non capisco come il riconoscimento del valore commerciale all’eventuale concessionario uscente, possa essere accettata ora dalla Corte!.. Forse demolendo l’art.49 del C.d.N., ma così facendo, indirettamente lo Stato creerebbe ancora una volta, una norma in contrasto con il diritto Europeo, cambiando le carte in tavola ad un rapporto giuridico esistente, e creando di fatto una rapporto di favore all’attuale concessionario. Occorre una riforma seria …..così facendo, la fine di una siffatta norma, seguirebbe lo stesso iter della L.145/2018 con grave danno sia per la categoria balneare sia per l’Ente gestore. Occorre una riforma seria ed inattaccabile dal punto di vista del diritto europeo!

    • la politica puo fare e deve fare( altrimenti chi comanda qui in italia se un parlamento eletto democraticamente non puo decidere nulla s? .basta con l europa dei burocrati delle dittature e delle imposizioni. Buratti ha presentato una proposta e non sta certamente a noi dire o fare ma c è un parlamento che decide non draghi giavazzi mario monti franco etcc (guarda caso tutti personaggi non eletti ma riconducibile al bilderberg) …forse la polonia e ora anche l ungheria non vi stanno insegnando nulla .chi ha ascoltato le parole di mario monti ieri? perchè non vi leggete l articolo di Francesco Giubilei su il giornale.it …. Bufera sulla censura UE. Cancellata la nostra storia. perche la Cartabia non spiega (dato che i suoi spostamenti sono pagati con fondi pubblici) agli italiani cosa è andata a fare in America 15 giorni fa( per una vacanza forse?).oppure in contemporanea il draghi ci fornisca il perchè del ricevimento a palazzo chigi di un certo klaus schwab. non capite che siamo in una dittatura.ma quando vi svegliate e aprite gli occhi.ci stanno portando via la vita

    • Nikolaus Suck says:

      Bravissimo Ciro è esattamente così. Il riconoscimento del valore aziendale costituirebbe un vantaggio competitivo per l’incumbent e una barriera all’ingresso per nuovi operatori, entrambi vietati non solo dalla direttiva ma anche dalla normativa sulla concorrenza. E non a caso l’avviamento è da sempre escluso sia dalla legge che dalla Cassazione e i giudici amministrativi per le imprese su concessioni che sono a tempo per definizione, e chi le avvia lo deve sapere e non può pretendere di farsi pagare un proprio errore di percezione.
      Ha ragione non sarà accettato mai. Ma per loro l’importante è prendere e guadagnare ancora altro tempo oltre a quello già regalato dalle varie proroghe senza le quali le concessioni sarebbero scadute da molti anni. Perché le concessioni scadono, tutte, sempre.

    • Le carte in tavola le hanno cambiate già a noi…fate pace.
      Io sono concessionario dal 2004,ho fatto una scelta di vita,mi sono venduto casa perché c’erano leggi che mi davano certezza e diritto,10/20 dipendenti.
      Non mi dite rischi d’azienda,già l’ho superato quando ho investito in questo lavoro,consapevole pure delle mareggiate che per fronteggiarle quasi tutti i guadagni li ho buttati lì per mettere in sicurezza
      Fate pace e quando fate i gattini da tastiera riflettete perché comincio a pensare che la vostra battaglia non è contro i balneari ma è il vostro lavoro,qualcuno vi paga perché non ha senso quello che fate
      Usate profili falsi,dimostrate turbamento

      • Nikolaus Suck says:

        Nessuna legge le dava e ha mai dato “certezza e diritto”. Tanto meno per fare una “scelta di vita”. Le concessioni pubbliche sono e sono sempre state a tempo per definizione e non lo si poteva ignorare.

        • Spiega però alla gente e agli operatori che scadenza nn significa cambio e buona uscita , significa termine entro cui tu puoi usufruire del bene, nulla vieta che lo stesso se usato bene, per la collettività e secondo l’indirizzo dato non possa essere , come è stato sempre fatto per decenni utilizzato dallo stesso operatore., credo anche meritatamente nella stragrande maggioranza dei casi. Discorso diverso e se nel termine c’era scritto non puoi più usufruire dello stesso alla scadenza . Così e certo che generi un affidamento, se nn specifico e certificato nero su bianco ma certamente di fatto avvenuto , soprattutto per chi insiste prima del 2006. Però i nostri grandi giudici dicono il contrario , ecco perché è la politica che deve mediare anche e soprattutto a livello europeo , mettendo nero su bianco quello che è ovvio. Ovverosia a parità di condizioni chi di quel bene ne ha fatto un lavoro e una ragione di vita deve poter continuare ad operare nel pieno rispetto della legge e delle regole che gli vengono imposte. La semplice sostituzione di operatore e solo in applicazione di un principio economico erroneamente applicato alla categoria, ottimo per altre ipotesi , dove si parte da zero e si deve decidere il nuovo e nn per chi ne ha in azienda consolidata ancorché il bene sia pubblico .

        • No mr Suck,
          se il diritto di insistenza non fosse esistito non ci sarebbe stato il bisogno di abrogarlo.
          I concessionari che hanno investito sino ad un certo anno (2009) lo hnno fatto sulla base di norme che davano certezze. Le leggi erano sbagliate? Forse, ma l’errore non lo hanno fatto gli imprenditori, che sono incolpevoli.
          Apprezzo e condivido gran parte dei suoi interventi ma su questo concetto, che lei ha esposto plurime volte, ha un punto di vista che, sommessamente, non riesco a condividere

          • Nikolaus Suck says:

            Forse bisogna intendersi sul significato di certezza. Il diritto di insistenza dava certamente un “vantaggio”, e per questo è stato abrogato. Ma non una “certezza”. Infatti non era un diritto assoluto a stare lì sempre e a prescindere, ma solo un diritto di prelazione, ovvero ad essere preferiti a parità di condizioni ad altri candidati. Ovvio fosse un vantaggio, perché bastava accettare di praticare le stesse condizioni promesse da un altro per restare. Ma se non lo si accettava, poteva subentrare e subentrava l’altro. Quindi non eliminava né la necessità del procedimento di comparazione, né la possibilità di perdere la concessione a favore di altri. Non è questione se la norma fosse “sbagliata” o no (e lo era tanto che si è dovuta abrogarla), semplicemente la “certezza” o sicurezza che, rischiando, ci avete voluto vedere tecnicamente e legalmente non c’era, tutto qui. e non è una lettura mia, è confermata da fiumi di giurisprudenza pluridecennale. Saluti.

      • roberto infatti è proprio cosi come hai detto .e ti posso anche garantire che io so benissimo chi sono chi difendono, e per chi lavorano e qual è il loro scopo ultimo . Basta pensare che sono sempre qui vigili a commentare ( e sempre in un senso e mai propositivi, e questo la dice lunga riguardo la loro presunta imparzialità ) ogni tipo di iniziativa e si preoccupano anche se dei giudici emeriti della corte costituzionale ( quindi non degli sprovveduti) mettono in luce delle discrepanze in merito alla sentenza vergognosa del cds ( chissà da chi è stata scritta) . Forse non vi è chiaro che non tutti sono come patroni griffi . ringrazio il giudice emerito paolo maddalena e gli altri due emeriti che stanno aiutandoci in questa lotta

      • E’ tutto vero Roberto.
        Ma occorre separare il lavoro, il proprio lavoro, e la proprietà.
        Il tuo lavoro è ottimo. Hai sicuramente scelto le procedure e le persone idonee.
        Ma dove lavori, la spiaggia, non è una tua proprietà. Non hai, in altre parole, la tua fabbrichetta o il tuo capannone.
        Il suolo dove tu lavori è anche il mio.
        E quindi io, e tutti gli “io” che possiedono quel terreno decidono che la spiaggia va assegnata al migliore. Che non è, e quì sono d’accordo, un parametro ed una scelta prettamente economici.
        Ma basta considerare quella spiaggia come la tua. Roberto e tutti i Roberto d’Italia operano su Concessioni. Non proprietà. E’ diverso.

    • Il valore aziendale all’uscente non deve essere riconosciuto dall’entrante. Nel nuovo ordinamento le parti non devono negoziare nulla. Il concessionario ha rapporto solo e soltanto col concedente (i.e. si mette in affari con ‘quelli che stanno in comune’), salvo che le parti si accordino spontaneamente. È al limite un problema (forse un dovere morale?) dello stato regolare il rapporto con gli operatori del vecchio ordinamento che hanno mandato avanti la baracca per tanti anni. Il governo per colpa della pandemia si ritrova con un sacco di soldi prestati dall’Europa che non sa come spendere. Aiutiamoli a spenderli!

      • Sarebbe l’unica cosa congrua da fare, (non giusta ma congrua), lo Stato mi paga il valore che avrei realizzato vendendo e poi ne fa quel che gli pare!

        • Certo. Un indennizzo va dato.
          Tutte le opere, regolari e non abusive, debbono essere riconosciute. Ma non dallo Stato. Dall’entrante. E sia chiaro. E’ un accordo commerciale non un indennizzo dovuto.
          Se quelle opere sono state fatte lo sono per sfruttare al meglio la propria concessione. Per ottimizzare i guadagni. Bene. Se l’entrante è d’accordo ci sarà una compravendita d’immobili.
          Altrimenti si buttano giù e si ricomincia d’accapo.
          Il problema è sempre quello. E’ una Concessione. Temporanea. Non è una proprietà peraltro mai acquistata.

  3. On Buratti, l’abrogazione dell’art. 49 e il riconoscimento del valore commerciale delle aziende esistenti, è IL MINIMO che deve essere fatto, al più presto possibile, senza se e senza ma, per ovvie ragioni, nello stesso tempo, non deve essere trascurato la “problematica” BOLCKSTEIN che discrimina gravemente, PENALIZZANDO l’Italia, che ha una economia assai diversa rispetto alla stragrande maggioranza dei Paesi membri; inoltre, i pochissimi Paesi, nostri diretti competitori nell’industria turistica, sono ben lontani dall’applicazione della famosa “direttiva”, a causa delle loro diverse regole interne, non consentiranno mai ciò che si sta profilando nel nostro Paese. Tutto questo, a mio modestissimo avviso, è ASSOLUTAMENTE INGIUSTO, quindi INACCETTABILE, non soltanto per i balneari italiani. Ogni persona dotata di buon senso e rispettosa della GIUSTIZIA, quella vera, dovrebbe condividere, sapendo che nessuna norma potrà mai giustificare un arricchimento senza giusta causa (art 49). Inoltre, modificare delle abitudini quasi secolari, con l’aggiunta di leggi (88/2001) per incentivare ulteriormente gli investimenti, successivamente abrogate, è un indiscutibile inganno.

  4. Tanto tuonò che alla fine si propone il solito rinvio. Per di più l’onorevole non sa che pesci prendere sul diritto europeo. Complimenti alla lobby dei balneari che ha omologato quasi l’intero panorama politico sulle corporazioni mandando in soffitta (ma anche scantinato) la libertà di impresa e mercato.

  5. Come il titanic : l iceberg e’ li di fronte ma il comandante ordina : di tirare dritto tanto la nave non potrà mai affondere,quindi barra dritta.
    Ed invece il comandante fece affondare la nave con tutto l equipaggio.

    Eppure,ancora una volta, sarebbe stato possibile salvarsi con un cambio di rotta.

      • attento che non ci sbatti tu e i tuoi amici sul muro dietro l angolo caro avvocato..non ti rendi conto che si sta spezzando la corda. ma tu chi sei per decidere cosa e giusto o cosa no per decidere la vita delle persone in nome di un europa che anche oggi dimostra la sua idiozia (in un articolo pubblicato da francesco giubilei sul giornale.it dal titolo bufera sulla ue. cancellata la nostra storia )e di politicanti non eletti . ne abbiamo le palle piene. C e un parlamento che dovra esprimersi in merito non tu e i tuoi amici del cds e se non sei contento di vivere in italia puoi anche andartene in un altro paese nessuno ti trattiene ,noi lotteremo fino alla morte non molleremo mai ficcatelo bene in testa e questo perche sappiamo benissimo cosa c e in atto contro di noi e le aziende degli altri settori. sei sempre sul pezzo mattina sera feriali ma veramente credi che crediamo ai treni che volano. si aspetta solo l ok dalle associazioni e poi vedrai

          • suck tu non hai ancora capito che cosa si sta preparando, continua a vivere nel tuo limbo fatato vrdrai che prima o poi tornerai con i piedi per terra .

        • Quindi, adeguandomi al lessico dello scrivente, quello che pensi tu è tutto vero e giusto e quello che pensano gli altri sono stupidaggini ?
          Antonio. Quella spiaggia è robba di tutti. Quella attività viene data in Concessione. Basta con Canoni annui di qualche decina di migliaia di euro e ombrelloni e sdraie affittati a 20 euro al giorno. Basta !!! Vinca il migliore adesso !!!

  6. Non capisco xché la Bolkestein, penalizzerebbe l’Italia.
    Si continua a far credere che la norma sia fatta solo per ” le multinazionali estere”, le mafie etc. che fagociterebbero tutte le attività balneari italiane, in danno degli onesti concessionari attuali, nascondendo la più plausibile delle ipotesi ( in particolare per le piccole e medie concessioni), che l’eliminazione del monopolio di prelazione dinastico, aprirebbe la possibilità di competere, nello sfruttamento del bene pubblico ( ripeto bene pubblico!), ad altri cittadini Italiani aventi stesse legittime aspettative e prerogative, oltre che stimolarne il miglioramento della qualità dei servizi.
    Ben venga anche il monitoraggio delle concessioni su tutto il territorio nazionale. Da qui si vedrà quanti concessionari e da quanti anni hanno sfruttato il diritto di insistenza, anche dopo l’abrogazione ( in forza di norme risapute contrastanti con il diritto comunitario, del 2006 recepito dall’Italia nel 2010 – Governo Berlusconi, Alfano, Maroni etc etc).
    Io spero che si evitino le solite scorciatoie italiane con fini elettoralistici, e, che dal tavolo delle trattative venga fuori soluzione che sappia mediare i diversi interessi in gioco, in maniera strutturata e definitiva. Questa pare un agonia che non soddisfa nessuno, né chi ha le CDM né chi vorrebbe poter partecipare per averle.

    • Competere ad armi pari significare fare come abbiamo fatto noi, o chi prima di noi a cui abbiamo riconosciuto glli sforzi ed il lavoro fatto acquistando le attività a prezzi di mercato, significa cioè andare a prendere un pezzo di sabbia, urbanizzarlo creare infrastrutture (ovviamente seguendo tutte le normative), avviare l’attività, ricostruirla dopo le mareggiate, reinvestire etc. etc. datevi da fare, c’è tanto posto ancora, avrete le vostre soddisfazioni.

  7. Spesso sento paragonare le aste dei bagni con le gare per la gestione dei palazzetti dello sport, delle mense scolastiche, delle pulizie ecc. e mi chiedo: questi non hanno mica costruito a loro spese il palazzetto dello sport o il locale mensa. Non fanno mica la manutenzione annuale, non investono in attrezzature. Sfruttano al meglio il bene per ottenerne il maggior guadagno possibile! Non è la stessa cosa mi sembra.

  8. Quello che dice il senatore Buratti mi sembrano solo utopie amesso che si togliesse art 49 del condice della navigazione sarebbe necessario sostituirlo da un nuovo art 49 altrimenti per il diritto romano andrebbe comunque al demanio proprietario del demanio. Il nuovo art 49 dovrebbe prevedere che al termine della concessione l’immobile rimanesse di proprietà del vecchio concessionario tra parentisi un immobile di facile rimozione che il concessionario si era impegnato a rimuovere al termine della concessione o quando richiesta dall’autorità demaniale molto più praticabile il diritto di superficie di cui parla inascoltato da anni Ricci. Non credo sia possibile prvedere un indenizzo al concessionario uscente pari al valore di mercato tutte le leggi regionali che lo prevedevano sono state dichiarate incostituzionali e europa non aceterebbe mai una legge che prevedesse questo in quanto impedisce la concorrenza. Bisogna essere realisti non è possibile garantire a tutti che alle evidenze pubbliche saranno vinte dai vecchi concessionari e difficilmente chi perdera riceverà il valore economico della sua vecchia concessione anche perche nel 2023 saranno passati 14 anni dall’entrata in vigore della normae qualsiasi vecchio concessionari si è sicuramente almeno parzialmente ristorato a meno che pensasse che la concessione firmata era finta e la sua concessione era eterna tratramandare alle generazioni sucessive

    • si vede proprio che non sei del settore ( intendiamoci non te;ne faccio una colpa ),”parzialmente ristorato”: ma lo sai che quasi ogni anno in un modo o nell altro devi rinnovare e non sono certamente spese di poco conto: mi dispiace ma ascoltare troppo suck non vi fa vedere la verita’ per quello che e’

      • Nikolaus Suck says:

        Solo che tutto, ma proprio tutto, quello che ha detto e previsto suck da quando scrive qui ha trovato puntuale e precisa conferma. Chissa perché.
        Ah giusto è perché sono parte del complotto!

        • suck la prima volta che dici la verita’ specialmente nella parte finale del discorso.non fa una piega come se non sapessimo chi sei e per chi lavori e non c era bisogno di discolparsi con le tue teorie complottistiche ( vittimismo)perche’ qui non ti crede nessuno ( motivo: la tua non imparzialita’ nei confronti del settore e la tua non proponibilita’ a soluzioni il che ti rende solo un vigile controllore per qualcuno) . lo sappiamo tutti suck ,non attacca .Ora possiamo difenderci con argomentazioni valide e senza l ausilio della politica. Buona serata avvocato

  9. Infatti 6/8 anni di periodo transitorio permettevano credo a quasi tutti di assorbire l’impatto un po’ più decentemente.. il mercato aveva tempo di incorporare le nuove informazioni.

  10. Chiedo scusa se insisto ma è nn per creare false aspettative, qui veramente l’Europa non ha la benché minima conoscenza di come sono gestite le spiagge in Italia, i risultati sono questi perché la politica non è stata in grado di evitare l’intervento dei giudici che applicano la legge e non la inventano. Parlare di modifiche delle normative europee applicate a questa categoria ad oggi è l’unica strada percorribile, far comprendere la assoluta impossibilità di applicare la concorrenza in questa materia è un assoluto preminente e non rinviabile interesse nazionale. Qua crolla un sistema turistico e tutta la filiera dietro in meno di due anni. La concorrenza si applica dove ci sono abusi e posizioni dominanti e monopolistici non quando togli lavoro ad una famiglia intera , è talmente sconvolgente che nn necessiterebbe nemmeno di un discorso approfondito . Qua nn ci sono multinazionali, tranne piccoli e sporadici casi di aree demaniali con rilevantissimi guadagni , quelli si a carattere di interesse tranfrontaliero certo il resto , che distolgono tutta l’opinione pubblica, le restanti imprese sono il frutto del laborioso artigiano e piccoli impresario italiano , che fa dei sui clienti i sui amici di anno in anno. Ci sono i presupposti per cambiare le regole in Europa e far capire questo , o non oso immaginare cosa saranno le spiagge fra 4 o 5 anni. Una cosa è certa se facciamo decidere i giudici non ne verremo mai a capo , e la politica italiana in Europa che deve essere incisiva , costruttiva e esplicativa dei problemi di così tante famiglie.

  11. Una sola domanda quali altri paesi hanno recepito la bolkstain lasciando libera concorrenza a tutti i cittadini europei così come l Europa chiede.

  12. BRAVO PINO, come non lo sapevi?! Tutti i Paesi membri, la stanno applicando, già da tempo fanno le “ASTE”, Suck e Mistral sono stati in Spagna e in Portogallo come osservatori speciali, quelli si che sono bravi, non come noi italiani delinquenti e mascalzoni che non rispettiamo le leggi e ancor meno la direttiva, ora si ripropongono anche di andare in Finlandia, Svezia, Lituania, Estonia, Polonia, Germania, Belgio, Olanda, Danimarca, in questi Paesi ci sono tantissimi stabilimenti balneari, ne hanno più di noi, quindi, le gare, sono all’ordine del giorno, ed è una cosa bellissima! Tant’è che adesso, anche l’Austria, la Repubblica Ceca, l’Ungheria, la Slovacchia e finanche il Lussemburgo che non hanno il mare, faranno le gare, IN TUTTI QUESTI PAESI, GAREGGIANO TANTISSIMI ITALIANI, quindi, fare le aste anche in Italia, sarà una cosa buona e giusta, “PERCHÉ CE LO DICE L’EUROPA” ! (sic!)

    • Nikolaus Suck says:

      È falsi, quella è la durata massima di concessioni immobiliari di tipo diverso e concessioni di spiaggia non ne esistono. Studia la Ley de Costas del 2013 invece di riferire come certezze cose sentite dire.

  13. Ma, abbiate un po’ di pazienza, è mai possibile che nessuno parla dell’applicazione di questa “grandiosa” direttiva, in quello che è il suo vero CONTESTO che è quello EUROPEO? È mai possibile che l’Italia è obbligata ad osservarla ed altri Paesi no? Considerando ciò che ci dicono, che solo noi italiani non l’abbiamo osservata, devo dedurre che negli altri Stati, le “aste”, già avvengono da tempo. Possiamo sapere dove si sono tenute? Spero che ognuno si renda conto, cosa significherebbe una discriminazione di questo tipo, in termini di investimenti, competitività, occupazione e sviluppo, senza considerare la condanna a morte di 30.000 piccole imprese. Una vicenda, a mio modesto avviso, davvero inquietante.

  14. Il comma 2 dell’articolo 35 dispone, peraltro, che, qualora il titolare della concessione originaria abbia realizzato investimenti addizionali rispetto a quelli in origine previsti e venga dimostrato che non è stato possibile recuperare il valore di tali investimenti, possa richiedere all’autorità competente o il rimborso degli investimenti non recuperati o la proroga della concessione per un periodo massimo di 75 anni.

  15. Pino,riguarda altri casi e altre situazioni.Che investimento si puo’ fare sulle spiagge degli altri stati,che sono tutte libere o al massimo con struttura leggere e amovibi,per giustificare una proroga di 75 anni?Non riguarda le spiagge,ma provate a studiare o perlomeno leggere con attenzione.

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