Sib-Confcommercio Veneto

Balneari, Berton: “Affrontare le gare con fiducia e sicurezza”

Il presidente di Unionmare: "Le evidenze pubbliche ci chiederanno solo di dimostrare ciò che siamo, ovvero un'eccellenza del settore turistico"

«Unionmare sta contrastando il grande smarrimento provocato dalla sentenza del Consiglio di Stato cercando di far comprendere ai balneari veneti, e mi auguro anche ai colleghi del resto d’Italia, che gli inevitabili percorsi di evidenza pubblica che dovremo affrontare non richiederanno di dimostrare altro che già non facciamo quotidianamente con le nostre aziende, ovvero di essere un’eccellenza del prodotto turistico». Lo ha detto Alessandro Berton, presidente di Unionmare Veneto (costola regionale del Sib-Confcommercio), intervistato da Mondo Balneare (nel video qui sopra). Già a margine della pronuncia di Palazzo Spada che ha dichiarato l’illegittimità della proroga delle concessioni balneari al 2033 e imposto le riassegnazioni tramite gara entro due anni, Berton aveva dichiarato alla stampa locale veneta che «le gare europee non ci spaventano».

«Se dal punto di vista sindacale è opportuno seguire tutti i fronti possibili, a partire dal ricorso a cui sta lavorando il Sib-Confcommercio che sosteniamo con convinzione, dal lato imprenditoriale dobbiamo trasmettere un sentimento di fiducia e sicurezza rispetto al momento storico che stiamo affrontando», ha aggiunto Berton. «Il Veneto ha saputo comprendere prima e meglio rispetto ad altre zone d’Italia la necessità di mettere a sistema le caratteristiche distintive del turismo balneare per porre in sicurezza le nostre imprese. La competizione nel mercato non sarà tra azienda e azienda, bensì tra reti, aggregazioni e gruppi di interesse, e a vincere sarà quasi sempre l’impresa che avrà al proprio fianco la rete più forte».

In merito alla futura riforma del settore, il presidente di Unionmare ha infine detto che «la legge 33/2002 della Regione Veneto potrebbe essere un ottimo spunto, in quanto prevede la realizzazione di progetti di pubblica utilità attraverso la sottoscrizione di un accordo con la pubblica amministrazione che diventa parte integrante della concessione stessa. Questi investimenti devono essere condivisi e presuppongono miglioramenti come l’innalzamento del livello qualitativo non sono per i turisti ma anche per i residenti, o le opere di riqualificazione e di difesa della costa. In un momento storico come quello che ci troviamo a vivere, credo che introdurre questo concetto di “corporate social responsability” a livello nazionale possa dare un ulteriore valore aggiunto e debba essere il punto di partenza per perseguire il legittimo obiettivo della continuità d’impresa facendo opere di beneficio pubblico».

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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