Attualità

Balneari, attenzione a fake news su interlocuzioni governo

In rete stanno circolando informazioni false e inaffidabili

Non c’è nessuna interlocuzione attualmente in corso, da parte del governo, in merito al riordino delle concessioni balneari. Si tratterebbe solo di una fake news diffusa da alcuni sedicenti comitati non riconosciuti. Ad oggi sono per fortuna pochissimi i balneari che hanno creduto a tale menzogna, ma al fine di evitare il rischio che aumentino ulteriormente, è bene mettere in allerta i nostri lettori con alcuni elementi importanti che ci sono stati riferiti in queste ore.

A capo di alcuni dei gruppi informali che diffondono queste false credenze ci sarebbero individui che non possiedono nessuna attività balneare e che avrebbero dei precedenti per truffe online (ma il fatto può essere facilmente verificato con una semplice ricerca su Google). Pur consapevoli che questi non siano fattori sufficienti per giudicare l’operato di un qualsiasi individuo, si tratta comunque di dettagli che dovrebbero mettere quantomeno in allerta. Il timore è infatti che, in questo momento difficile per la categoria, siano in atto tentativi di approfittare della disperazione e della rabbia degli imprenditori balneari per degli intenti poco chiari, ma che non avrebbero nulla a che fare con la tutela delle aziende del settore.

Ogni giorno tra chat, dirette video e gruppi Facebook, vengono diramati messaggi per fomentare l’odio, prendendosela con facili bersagli come i sindacati e la politica, attraverso frasi retoriche e vuote di contenuti. Inoltre, in alcuni di questi gruppi si millantano delle interlocuzioni col governo in realtà inesistenti e si fa credere di vantare dei meriti sulle future decisioni che verranno prese in parlamento per tutelare i balneari. Si tratta di informazioni false e inaffidabili: difatti, non riportano mai nessuna fonte ufficiale e non trovano conferma tra gli interlocutori politici che si occupano della questione.

Tra i bersagli di queste fake news c’è stata anche la nostra rivista, che dopo essere stata sfruttata per farsi conoscere, è diventata oggetto di attacchi denigratori e ripetuti inviti a non essere più seguita: ciò fa temere che i mentitori seriali che stanno a capo di questi gruppi ora avrebbero l’interesse che i loro seguaci non restino informati in maniera più obiettiva e completa, in modo da poter perseguire più facilmente i propri oscuri intenti. Invitiamo perciò tutti i balneari a prestare la massima attenzione e a verificare sempre ogni informazione con più fonti diverse, in modo da costruirsi la propria idea con la propria testa. I balneari sono una categoria di onesti lavoratori e hanno sempre cercato di isolare quelle poche pecore nere che, commettendo illeciti, hanno sporcato l’immagine della categoria: allo stesso modo, è bene diffidare di chi ha avuto e sta dimostrando comportamenti falsi e scorretti. Nel migliore dei casi, il rischio è quello di venire illusi da menzogne sul futuro della propria azienda, anziché essere più pronti a ciò che sta accadendo davvero.

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  1. Balatresi Nocchi Matilde says:

    Corretta questa riflessione. Del resto, se fosse il Governo stesso a far chiarezza sul punto e ad esprimersi finalmente sulla questione del destino dei concessionari, sarebbe più facile per tutti.
    Trovo assolutamente una mancanza di rispetto questo silenzio di un esecutivo che, alla quasi vigilia di Natale, continui a lasciare nel dubbio la categoria dei balneari da un lato e, permettetemi, anche cittadini dall’altra.

    • Forse sarebbe opportuno chiedere alle associazioni di categoria di smetterla di pretendere dal governo cose fuori dal mondo , tra cui l ennesima proroghina tanto per alimentare lo stato di incertezza che invece sostenete di non volere .

      • I partiti che ora sostengono il governo in campagna elettorale hanno fatto tante promesse ai balneari ma ora che stanno governando si rendono conto delle difficoltà e in primis devono tutelare gli interessi nazionali (ottenimento dei finanziamenti europei con l’effettuazione delle riforme programmate, mantenere buoni i rapporti con gli organismi europei, approvare la legge di stabilità, ecc.) e non mettersi contro agli organismi europei. Secondo me con il decreto mille proroghe chiederanno uno slittamento, non superiore a sei mesi, dei termini per redigere i decreti attuativi e cercheranno, previo accordo con la UE, di inserire alcune clausole Che possano in qualche modo tutelare gli attuali gestori.

        • Finalmente qualcosa di sensato… tanto la prossima estate si vota… quindi nessuno si intesta il fallimento delle chiacchere elettorali

      • Teo Romagnoli says:

        Ho hai proprio rotto con sto cavolo di “proroghina”.. NOI SIAMO I PRIMI A VOLER REGOLE CHIARE E DEFINITIVE . ETU FARTI UN’ ESAME DI COSCENZA ..ROVINA FAMIGLIE ! NOI CI ABBIAMO MESSO I SOLDI E TU VUOI LA PAPPA PRONTA. VAI A LAVORARE, ZINGARO!

        • Non offendere…. Siete andati aventi con proroghe illegittime….. prima di scrivere collega il cervello (se ce l’hai) alla penna e prendi fiato. P.S. A mondo balneare perché questo commento di offese gratuite viene pubblicato ed altri che sono di parere contrario non vengono pubblicati?

        • Se volevi regole certe non ostacolavi le riforme che hanno tentato di fare negli anni…. Ma volevi mantenere la vostra posizione di vantaggio a rispetto di una azienda che opera effettivamente nel libero mercato….. se siete in questa posizione non prendetela con altri fatevi un esame di coscienza

  2. Fabio moggia says:

    Alex, ho letto qualche passo del tuo “libro” e ti assicuro che non mi sono piaciute assolutamente le tue riflessioni soprattutto fatte da un “giornalista” che dovrebbe tutelare la categoria.

    • Alex Giuzio says:

      Conoscendola, immagino che abbia letto solo i passi che stanno girando in certe chat (peraltro in maniera illecita, in quanto si tratta di contenuti protetti dal diritto d’autore e chi li diffonde impropriamente commette un reato). Sono brani tratti dall’introduzione del libro e decontestualizzati in modo fazioso, in quanto sono riferiti a problemi ambientali che non sono affatto provocati dagli stabilimenti balneari, bensì da altre attività umane molto più pesanti legate al turismo di massa, come i grandi alberghi ed edifici residenziali, o alle ferrovie e alle estrazioni di idrocarburi.

      Alla questione delle concessioni balneari è invece dedicato un capitolo più avanti, che guarda un po’ non è stato diffuso nelle chat, e che la invito a leggere: potrà verificare come si denunci la grave vicenda accaduta negli ultimi anni e si faccia un discorso a favore degli attuali balneari. Così come nel capitolo successivo, dove difendo la categoria dagli attacchi legati al discorso dei “canoni bassi”.

      In generale, prima di giudicare qualsiasi libro sarebbe bene leggerlo per intero anziché limitarsi ai brani che qualche soggetto sta diffondendo in maniera impropria e al solo fine di attaccare il sottoscritto (peraltro continuo a stupirmi che non si abbia davvero nulla di più costruttivo da fare). Se avrà voglia e tempo di farlo e resterà ancora della stessa idea, sono a disposizione per ricevere le sue osservazioni nel merito e a discuterne.

  3. Amico di carlo says:

    Direi che il qatar per ottenere l assoluzione degli “omicidi ” sul lavoro e la coppa del mondo è stato brillantemente in grado di trovare l interlocutore giusto in Europa.
    A noi concessionari , che non abbiamo ucciso nessuno potrebbero anche farci uno sconto a Bruxelles. Con buona pace di Carlo e c.

  4. Teo Romagnoli says:

    Prima verifichiamo tra tutti i soldi trovati degli armadi degli europarlamentari , quanti sono dovuti alla svendita delle spiagge e coste italiane. Sempre se è rasto qualcuno dopo il fuggi fuggi..🤮

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