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Associazioni balneari chiedono incontro ai ministri Savona e Stefani

Sib, Fiba e Oasi lanciano l'allarme sulla mancanza di una norma che, se prolungata, causerebbe ''un esito disastroso per il settore''.

Un incontro con i ministri agli affari europei Paolo Savona e agli affari regionali Erika Stefani per «chiarire e illustrare la drammatica situazione in cui versano le imprese balneari italiane». Lo chiedono le associazioni di categoria Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti e Oasi-Confartigianato, che hanno inviato oggi una lettera ai due neoministri.

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Nella missiva, le tre sigle lanciano l’allarme sull’assenza di una riforma delle concessioni demaniali marittime, che se prolungata causerebbe «un esito disastroso per il turismo balneare italiano». Per questo, Sib, Fiba e Oasi chiedono con urgenza «un’iniziativa legislativa, da parte di questo governo, che recepisca le ragioni delle imprese che rappresentiamo».

Riportiamo qui di seguito il testo integrale della lettera, firmata dai presidenti Antonio Capacchione (Sib-Confcommercio), Vincenzo Lardinelli (Fiba-Confesercenti) e Giorgio Mussoni (Oasi-Confartigianato).

Lettera di Sib, Fiba e Oasi ai neoministri Savona e Stefani

Illustre Sig. Ministro,

le scriventi Organizzazioni sindacali, maggiormente rappresentative delle 30.000 imprese turistiche balneari del nostro Paese, nell’esprimerLe le più sincere felicitazioni per il prestigioso incarico ricevuto, sono, con la presente, a chiedere un incontro alla S.V. per meglio chiarire ed illustrare la drammatica situazione in cui versano le aziende turistico-ricreative italiane..

Com’è noto, le imprese che operano in questo settore, da ormai troppo tempo, vivono una pericolosissima situazione a seguito del recepimento, nel nostro Paese, di principi comunitari che hanno creato nella categoria uno stato di precarietà e di incertezza nel proprio futuro di imprenditori; ci riferiamo, in modo particolare, alla c.d. Direttiva Bolkestein.

Dopo otto anni in cui lo Stato italiano avrebbe dovuto riformare la materia e nonostante le diverse scadenze (indicate anche per legge), tutte inutilmente decorse, nulla è stato fatto, tranne una proroga delle concessioni attualmente vigenti, che scade il prossimo 31 dicembre 2020.

Pertanto, nella Legislatura che si sta aprendo in questi giorni, si potrebbe determinare un esito disastroso per il turismo balneare italiano avendo eliminato, nelle due precedenti, tutte le norme e disposizioni che garantivano la durata continuativa delle imprese senza aver introdotto, nel frattempo, alcuna norma di tutela per quelle attualmente operanti.

Risulta, dunque, ineludibile e urgente un’iniziativa legislativa, da parte di questo Governo, che recepisca le ragioni delle imprese che rappresentiamo al fine di salvaguardare il turismo che, come è noto, costituisce un settore determinante per l’economia del nostro Paese.

Fiduciosi nell’accoglimento della presente richiesta, l’occasione è gradita per inviarLe i nostri migliori auguri di buon lavoro.

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