Sindacati e associazioni

Associazione Italia Balneare: “Basta bugie su nostra categoria”

«Da troppo tempo siamo costretti, come categoria di balneari, a subire ingiuste illazioni pubblicate a mezzo stampa o trasmesse in televisione. Che si tratti di numeri o di mera campagna elettorale sviluppata (o troppo spesso vomitata) sulle nostre spalle di lavoratori e quindi sulle nostre vite, ci troviamo quotidianamente di fronte a una comunicazione fuorviante, con bugie e dati sbagliati, non verificati e usati in maniera strumentale». Lo denuncia una nota dell’Associazione Italia Balneare, fondata da Vittoria Ratto, in seguito agli interventi di alcuni politici e giornalisti sulla vicenda delle concessioni balneari, tornata in questi giorni al centro dell’attenzione mediatica.

«L’ultima di una lunga lista di bugie riguarda l’adeguamento Istat per i canoni demaniali, che per il 2024 ha previsto una riduzione del 4,5%, strumentalmente riportata da Europa Verde e dal Movimento 5 Stelle come un’iniziativa governativa per favorire i balneari. Niente di più falso: è stato solamente applicato l’articolo 4 del decreto legge n. 400 del 5 ottobre 1993, che impone di aggiornare annualmente i canoni su indici determinati dall’Istat. Nel 2023, per esempio, c’è stato un aumento del 25%», prosegue la nota.

«Come Associazione Italia Balneare, vogliamo inoltre esprimere tuto il nostro supporto a Fabrizio Licordari di Assobalneari, in questi giorni coinvolto in un enorme lavoro mediatico per cercare di riportare una corretta informazione sull’argomento, anche e soprattutto nei brevissimi frangenti televisivi che gli vengono concessi, e costantemente attaccato da chi invece troppo spesso approfitta del mezzo per diffamare una categoria di lavoratori, rappresentanti della micro e piccola impresa perlopiù a gestone familiare. Perché questi sono la assoluta maggioranza dei balneari, che si trovano a doversi difendere da attacchi quasi sempre indirizzati dalle frange più a sinistra del parlamento, che purtroppo da tempo, a quanto pare, hanno deciso di tradire completamente quelli che in teoria sarebbero i loro valori storici per sposare idee ultraliberiste, caldeggiando ingiuste misure che inevitabilmente andrebbero a favorire i grandi gruppi di capitale e le multinazionali del turismo e non».

Conclude il comunicato dell’Associazione Italia Balneare: «Chiediamo dunque al governo di agire velocemente per mettere in sicurezza un comparto che non solo, come detto, riguarda principalmente delle famiglie di italiani, ma anche un settore strategico come il turismo nonché i confini nazionali. Pur rimanendo convinti che le spiagge riguardino una concessione di un bene e non di un servizio, i dati già in possesso del governo (seppure da completare con il dato aggregato di fumi e laghi) dimostrano che la risorsa demaniale in Italia non è scarsa e dunque, nell’applicare correttamente la direttiva Bolkestein, le spiagge non devono andare a evidenza pubblica. Abbiamo avuto e continuiamo ad avere fiducia in questo governo, ma chiediamo con forza fin da subito una presa di posizione concreta già nei prossimi giorni, quando sarà tenuto a rispondere sull’argomento alla lettera inviata dalla Commissione europea. Siamo stanchi di essere usati come strumento per le campagne elettorali della politica tutta,
e chiediamo in fondo due cose soltanto: verità e giustizia».

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