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Ancona, la spiaggia è scomparsa. Manifestano i balneari

La violenta mareggiata di venerdì scorso ha distrutto uno stabilimento già crollato due anni fa. Scomparsi 600 metri di fronte-mare. Domani la manifestazione sotto la Regione.

Gli imprenditori balneari marchigiani manifestano sotto la Regione contro la scomparsa delle loro aziende. Ma questa volta non a causa della Bolkestein, bensì dell’erosione costiera: le violente mareggiate abbattutesi venerdì scorso a Porto Recanati hanno infatti danneggiato diversi stabilimenti, in particolar modo il Palm Beach (nella foto di Federico De Marco), e hanno sommerso la spiaggia fino a rendere impraticabile il lungomare.

Nel video qui di seguito, girato da Cronache Maceratesi, la grave situazione è bene evidente.

Alla luce di questa minaccia, gli imprenditori hanno annunciato che alla manifestazione di domani grideranno le loro ragioni sotto il palazzo della Regione, proprio mentre si terrà il consiglio regionale, armati di lettini, sdraio e ombrelloni per trasformare la piazza in una spiaggia. La manifestazione era già in programma dallo scorso giovedì, ma la rabbia degli operatori è aumentata a causa delle mareggiate dello scorso fine settimana: la prima dell’inverno, che però ha già danneggiato molto gli stabilimenti.

Gli operatori turistici sono furiosi con l’ente: «Sono spariti 6oo metri di fronte-spiaggia e la Regione neanche si degna di rispondere agli appelli», dice Andrea Marcelli, consigliere dell’Abat incaricato della tutela delle coste di Porto Recanati.

La furia del mare è arrivata fino alla strada provinciale: «A questo punto viene da augurarsi che crolli la strada – prosegue Marcelli – visto che solo con le catastrofi sono in grado di prendere decisioni».

L’Abat ha anche espresso la sua solidarietà ad Anna Procaccini, titolare del Palm Beach. «Siamo molto vicini ad Anna, ci auguriamo con tutto il cuore che il suo stabilimento superi l’inverno. Dopo il crollo di due anni fa non merita ulteriori danni. Purtroppo la decisione deve essere presa in Regione. Il problema comunque riguarda tutta l’economia di Porto Recanati. Non tutelare il comparto turistico significa colpire tutte le attività della città e di conseguenza anche delle aree limitrofe. Apriremo gli occhi a chi fa finta di non vedere».

L’Abat provinciale è compatta a sostegno degli operatori di Porto Recanati e ha già cominciato un’azione di volantinaggio per sensibilizzare tutti i cittadini: «Dobbiamo portare quante più persone possibile sotto il palazzo della Regione – continua Marcelli – Martedì si riunisce il consiglio e parleremo con i capigruppo di maggioranza e opposizione. Stiamo anche cercando delle vie per portare la protesta all’attenzione nazionale». L’Abat porterà alla manifestazione ombrelloni e lettini. «Non portiamo la sabbia perché non ce l’abbiamo più. L’erosione delle coste e la mancanza di azioni di difesa non ci ha lasciato più spazio per piantare gli ombrelloni e mettere le sdraio. Allora le portiamo ad Ancona, magari hanno l’idea di attirare i turisti al palazzo della Regione visto che ignorano le richieste di oltre 300 operatori del settore».

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