Non ha fatto nemmeno in tempo a riprendere possesso del proprio stabilimento balneare – che comprende anche la sua abitazione privata – che ha dovuto di nuovo andarsene. È un’odissea senza fine, quella del titolare dei Bagni Liggia di Genova Claudio Galli: lo scorso novembre la procura di Genova, che già nel 2019 dispose il sequestro della spiaggia in concessione, aveva chiesto e ottenuto la confisca anche dell’intera struttura, ritenendola abusiva in quanto la proroga del titolo fino al 2033 è in contrasto col diritto europeo; poi due settimane fa è arrivato il colpo di scena, ovvero il provvedimento di dissequestro firmato dal gip Riccardo Ghio. Tuttavia il pm Walter Cotugno ha subito depositato un appello contro l’ordinanza di dissequestro e il tribunale del riesame, che ha trattato la questione lunedì scorso, ha deciso di annullare il provvedimento di dissequestro in quanto «le argomentazioni indicate dal giudice per le indagini preliminari per revocare il sequestro non costituiscono elementi nuovi, ma una mera diversa valutazione degli elementi già esistenti al momento delle due pronunce di legittimità intervenute nel caso concreto».
Il caso dei Bagni Liggia è di rilevante interesse nazionale poiché seguendo lo stesso ragionamento che il pm di Genova ha fatto per lo stabilimento di Galli, qualsiasi giudice italiano potrebbe far sequestrare migliaia di stabilimenti balneari in tutta la penisola. E lo scenario rischia di diventare presto realtà: secondo quanto riferito a Mondo Balneare da fonti interne alla procura, ci sarebbero infatti indagini in corso anche su altre concessioni della provincia, che potrebbero generare ulteriori sequestri. D’altronde lo stesso Galli ad agosto 2020 aveva invitato le procure di tutta Italia, a titolo provocatorio, a sequestrare tutti gli stabilimenti balneari esistenti, sostenendo che se la proroga non è valida per la sua concessione, allora non deve esserlo nemmeno per i suoi colleghi.
Ora al titolare dei Bagni Liggia resta solo la carta del ricorso in Cassazione, mentre il governo proprio in questi giorni sta lavorando a una riforma generale delle concessioni balneari che potrebbe risolvere l’impasse una volta per tutte.
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