La procedura d’infrazione aperta dall’Unione europea contro l’Italia sulle concessioni balneari resta formalmente aperta. A confermare che non ci sono le condizioni per un rinvio generale o per un proscioglimento è la risposta della Commissione europea all’interrogazione presentata dall’eurodeputato Roberto Vannacci, che aveva chiesto l’archiviazione del dossier dopo l’ordinanza della Corte di giustizia UE sulla valutazione della scarsità delle risorse costiere.
La posizione di Bruxelles rimane netta: la direttiva Bolkestein continua ad applicarsi alle concessioni turistico-ricreative sul demanio marittimo. Quando le aree utilizzabili risultano limitate, l’assegnazione dei lotti deve avvenire obbligatoriamente tramite procedure selettive trasparenti, senza possibilità di rinnovi automatici dei titoli in scadenza.
La scarsità delle spiagge e i criteri europei
La Corte di giustizia, con l’ordinanza del 10 luglio 2026 nella causa C-574/25 (Balneari Rimini II), aveva ribadito che spetta alle autorità nazionali accertare se una risorsa naturale sia scarsa, sotto il controllo giurisdizionale. La Commissione europea non contesta questa ripartizione di competenze, ma precisa che la valutazione italiana deve poggiare su criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori, considerando le superfici effettivamente utilizzabili e la scala comunale delle concessioni.
Il calendario delle gare e l’orientamento dei Comuni
Per gli operatori e i Comuni costieri il calendario normativo resta confermato. La legge fissa al 30 giugno 2027 il termine per l’avvio delle gare e al 30 settembre 2027 la conclusione delle procedure di assegnazione, con eventuali proroghe previste soltanto in presenza di impedimenti oggettivi e documentati.
La Commissione ha inoltre preso atto con favore dell’avvio delle procedure di gara in diversi Comuni italiani, considerandole un segnale di applicazione concreta delle regole europee. È il caso anche di alcune realtà della costa romagnola, dove la definizione dei bandi e dei criteri di valutazione rappresenta ora il principale nodo operativo per le amministrazioni locali.
Le priorità per la redazione dei bandi
Il messaggio giunto da Bruxelles è chiaro: non vi sono i presupposti per archiviare l’infrazione né per dilazionare ulteriormente le evidenze pubbliche. In questa fase, la qualità dei bandi conterà quanto il rispetto delle tempistiche. Trasparenza, concorrenza effettiva, valorizzazione della professionalità, dei progetti e dei servizi offerti dovranno bilanciare la componente economica dell’offerta, evitando che l’accesso alle spiagge sia determinato esclusivamente dalla capacità di spesa dei grandi gruppi.
La stagione 2027 segnerà quindi un passaggio strutturale per il comparto balneare italiano, rendendo i prossimi mesi decisivi per Comuni, concessionari attuali, concessionari uscenti e nuovi aspiranti gestori.
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