A InOut di Rimini, CNA Balneari ha fatto il punto sulle proposte per una riforma equa del settore balneare. Il presidente nazionale Nicola Ghedini ha sottolineato la necessità di superare un’incertezza che dura da oltre 16 anni, individuando nella seconda bozza del bando-tipo strumenti concreti per garantire la continuità aziendale e dare chiarezza ai Comuni.
Tra i passaggi chiave evidenziati da Ghedini c’è la richiesta, formulata da CNA all’articolo 17 dello schema di bando, di inserire il principio della continuità funzionale delle strutture. Un criterio che permette di valorizzare le opere realizzate dagli attuali gestori sul demanio, creando al contempo un oggettivo deterrente per chi punta a speculare senza garantire la continuità del servizio.
«Noi siamo concessionari del bene pubblico, ma siamo proprietari delle strutture costruite sopra. Le due cose devono camminare insieme», ha spiegato Ghedini. Il presidente ha inoltre invitato a non disperdere energie nel dibattito sulla scarsità della risorsa, tema rimasto bloccato nel palleggio di competenze tra Stato, Regioni ed enti locali, concentrandosi invece sull’applicazione di parametri di gara chiari ed equi che consentano agli attuali operatori di continuare a lavorare e investire nelle proprie aziende.
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