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Balneari, Sib e Fiba a InOut: «Il bando-tipo non basta, servono regole uniformi»

Il futuro delle concessioni balneari e la necessità di regole omogenee per le procedure di assegnazione

All’assemblea nazionale delle imprese balneari a Rimini sono intervenuti i presidenti delle due associazioni, Antonio Capacchione e Maurizio Rustignoli, e il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi. Al centro del confronto le gare per le concessioni, gli indennizzi e la scarsità della risorsa naturale.

Il futuro delle concessioni balneari, il bando-tipo e la necessità di regole omogenee per le procedure di assegnazione sono stati al centro dell’assemblea nazionale delle imprese balneari organizzata da Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti durante InOut, a Rimini. L’incontro, dal titolo «La balneazione attrezzata italiana. Una risorsa del Paese da salvaguardare, non da distruggere», si è svolto alla presenza del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi.

Nel corso dell’assemblea sono emerse le preoccupazioni delle due organizzazioni sindacali per l’incertezza normativa che accompagna la riassegnazione delle concessioni demaniali marittime. Tra i temi affrontati figurano la definizione del bando-tipo, gli indennizzi per gli operatori uscenti e l’applicazione del principio della scarsità della risorsa naturale.

Rustignoli: «Impensabile completare le procedure entro settembre 2027»

Il presidente nazionale di Fiba-Confesercenti, Maurizio Rustignoli, ha espresso dubbi sulla possibilità di concludere in modo generalizzato le procedure di selezione entro settembre 2027.

Secondo Rustignoli, il bando-tipo può rappresentare un riferimento per i Comuni nella predisposizione delle procedure, ma deve essere accompagnato da una valutazione preventiva della scarsità della risorsa naturale. Il presidente di Fiba ha richiamato anche l’esigenza di un intervento del Governo per garantire soluzioni omogenee sul territorio nazionale e una maggiore certezza del diritto.

Nel suo intervento, Rustignoli ha inoltre evidenziato il rischio che le imprese balneari debbano affrontare una stagione di incertezza, con conseguenze sull’organizzazione delle attività e sulla continuità del servizio.

Capacchione: «Il bando-tipo è necessario, ma insufficiente»

Anche il presidente del Sindacato Italiano Balneari aderente a Fipe-Confcommercio, Antonio Capacchione, ha sollecitato un intervento del Governo per definire un quadro normativo più uniforme.

Secondo Capacchione, il modello italiano di balneazione attrezzata, caratterizzato in larga parte da piccole imprese e dalla gestione diretta degli stabilimenti, rischia di essere penalizzato da procedure caratterizzate da incertezza e da costi elevati. Il presidente del SIB ha prospettato il rischio che le nuove assegnazioni favoriscano operatori di maggiori dimensioni, con possibili ripercussioni sulla struttura del mercato e sulle tariffe dei servizi.

Capacchione ha inoltre sottolineato che il bando-tipo, pur rappresentando un passaggio utile, non sarebbe sufficiente da solo a garantire uniformità nelle procedure. Tra le questioni che, secondo il SIB, richiedono ulteriori chiarimenti figurano gli indennizzi, la disciplina delle concessioni e i criteri per valutare la scarsità della risorsa naturale.

L’associazione ha avvertito che, in assenza di interventi normativi, potrebbero aumentare i contenziosi tra amministrazioni e operatori, con conseguenze per le imprese e per le destinazioni turistiche.

Il nodo delle concessioni balneari

Le posizioni espresse da Sib e Fiba si inseriscono nel confronto nazionale sull’applicazione della direttiva europea sui servizi e sulle modalità di assegnazione delle concessioni demaniali marittime. Il settore attende indicazioni più precise su diversi aspetti applicativi, mentre i Comuni sono chiamati a predisporre le procedure nel rispetto della normativa vigente e degli orientamenti giurisprudenziali.

Per le organizzazioni sindacali, la definizione di regole chiare e uniformi è una condizione essenziale per ridurre l’incertezza che grava sugli operatori. Le richieste rivolte al Governo riguardano quindi sia la disciplina delle procedure sia la tutela degli investimenti e la continuità delle imprese che operano sulle spiagge italiane.

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