Un’ampia operazione di controllo sul sistema delle concessioni demaniali marittime e sulle attività economiche collegate agli stabilimenti balneari è stata condotta dai Carabinieri nel Vibonese, con l’obiettivo di verificare la regolarità amministrativa delle strutture e accertare eventuali interessi o infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia legale.
L’attività info-operativa, coordinata dal Comando provinciale dell’Arma di Vibo Valentia, ha interessato otto Comuni costieri: Pizzo, Vibo Valentia, Briatico, Parghelia, Tropea, Ricadi, Joppolo e Nicotera. Alle verifiche hanno preso parte il Nucleo Ispettorato del Lavoro, i Nas e il Gruppo Carabinieri Forestali, con accertamenti estesi a tutti gli aspetti connessi alla gestione degli stabilimenti.
Sotto il profilo antimafia, in sette casi le concessioni demaniali marittime sono risultate intestate a persone fisiche prive dei requisiti previsti dall’articolo 67 del Codice antimafia, a seguito di condanne per reati riconducibili alla criminalità organizzata. In altre situazioni le criticità hanno riguardato la composizione societaria, con la presenza di soci non in possesso dei requisiti richiesti o soggetti destinatari di provvedimenti interdittivi antimafia. A questi si aggiungono otto ulteriori casi nei quali sarebbero emersi elementi indicativi di un possibile rischio di infiltrazione mafiosa, situazioni trasmesse alla Prefettura di Vibo Valentia per le valutazioni di competenza. Nei casi in cui i beneficiari delle concessioni avrebbero attestato falsamente il possesso dei requisiti di legge, sono state individuate sei ipotesi segnalate anche alla Procura della Repubblica.
Per quanto concerne la regolarità dell’utilizzo delle aree demaniali, in 21 casi gli stabilimenti balneari sarebbero stati avviati in completa assenza del contratto di concessione. Altri tre casi hanno riguardato attività esercitate sulla base di una concessione intestata a un soggetto giuridico diverso, senza che fosse stata autorizzata la procedura di sub-ingresso. Per queste posizioni è stato dato impulso ai procedimenti previsti dal Codice della navigazione, coinvolgendo i Comuni competenti per l’eventuale adozione di provvedimenti di decadenza dalle concessioni.
I controlli hanno inoltre portato alla luce, in alcuni stabilimenti, opere edilizie apparentemente abusive realizzate su aree demaniali, nonché criticità ambientali legate alla gestione degli impianti fognari e degli scarichi. Sul versante della tutela del lavoro sono state riscontrate irregolarità relative alla sorveglianza sanitaria, ai rapporti di lavoro e agli obblighi in materia di sicurezza, mentre gli accertamenti hanno riguardato anche la gestione dei rifiuti e il rispetto delle disposizioni ambientali.
Una parte dell’attività ha interessato la sicurezza alimentare all’interno delle strutture controllate: i militari hanno rinvenuto alimenti privi della necessaria tracciabilità oppure conservati in condizioni non conformi alle disposizioni vigenti, disponendo in questi casi il sequestro.
Il bilancio complessivo dell’operazione indica 17 persone deferite in stato di libertà per violazioni riconducibili, a vario titolo, all’occupazione abusiva di aree demaniali marittime, alla realizzazione di opere e manufatti abusivi, a violazioni igienico-sanitarie e ambientali e alla detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione. Sul piano amministrativo sono state contestate numerose violazioni riguardanti sicurezza e regolarità del lavoro, igiene, autocontrollo alimentare, tracciabilità e conservazione degli alimenti, gestione dei rifiuti, scarichi e autorizzazioni relative all’utilizzo delle aree demaniali. Le sanzioni amministrative già quantificate superano complessivamente i 70mila euro, mentre ulteriori importi sono ancora in fase di quantificazione. Secondo quanto riferito dall’Arma, l’attività restituisce un quadro articolato del sistema degli stabilimenti balneari del Vibonese, dove accanto alle verifiche sulle infiltrazioni mafiose sono emerse numerose violazioni amministrative, ambientali, lavoristiche e sanitarie, con l’intento di rafforzare la vigilanza su uno dei settori economici più importanti della costa e di tutelare il corretto utilizzo del demanio pubblico e la trasparenza delle attività imprenditoriali.
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