L’Arcipelago Toscano, la più grande area marina protetta d’Europa, è un patrimonio collettivo che richiede responsabilità da parte di chi lo vive. Da questo principio è nata l’iniziativa educational della campagna «Stop Food Oilsand Fats in the Sea» alla Marina di Punta Ala, sulla Spiaggia dello Sparviero: un invito a trasformare la vacanza in un gesto concreto di tutela del mare.
Il tema della tappa toscana ha riguardato gli oli alimentari esausti, un problema spesso sottovalutato. Sversare l’olio nel lavandino invece che nelle tanichette di raccolta genera un impatto che arriva fino al mare, aggravato dal riscaldamento anomalo del Mediterraneo registrato nel 2026: le rilevazioni Copernicus mostrano anomalie di +6/+8 °C rispetto alla media 1991-2020, mentre il rapporto “Mare Caldo” di Greenpeace segnala oltre 200 giorni l’anno di ondate di calore marine. In un mare più caldo e povero di ossigeno, il film superficiale creato dagli oli riduce lo scambio gassoso fino a un terzo, favorendo fenomeni di ipossia.
A complicare il quadro interviene la depurazione: gli impianti non riescono a trattenere efficacemente gli oli versati negli scarichi domestici, che possono raggiungere il mare senza essere trattati. Anche gli oli contenuti nelle conserve — tonno, sott’oli, verdure — spesso superiori al 40% del prodotto, finiscono quasi sempre nel lavandino. Recuperarli e conferirli correttamente significa ridurre un carico reale per la costa.
L’educational dedicato alla filosofia della “vacanza responsabile” allo stabilimento Sparviero Beach della Marina di Punta Ala è diventato così un richiamo alle buone pratiche dell’economia circolare: raccolta differenziata corretta, smaltimento dei rifiuti nelle aree dedicate e recupero sistematico degli oli alimentari esausti, sia di cucina sia di conserva.
Sulla spiaggia il messaggio è stato affidato a bagnini e turisti, testimonial della campagna, mentre Marino — il balenottero mascotte dell’iniziativa, che dà il nome alla tanichetta di raccolta — ha animato i momenti dedicati a famiglie e bambini, avvicinando i più piccoli al gesto del riciclo. I turisti sono stati invitati a condividere sui social il proprio impegno nel recupero degli oli, trasformando la vacanza in un gesto di cittadinanza ambientale. «La tutela del mare è una responsabilità che riguarda tutti e che deve tradursi in comportamenti quotidiani concreti», dichiara l’avv. Alessandro Fantini, presidente di Marina di Punta Ala S.p.A. «Come Marina sentiamo il dovere di promuovere una cultura dell’accoglienza e del turismo sempre più consapevole, coinvolgendo diportisti, ospiti e famiglie. Iniziative come questa aiutano a comprendere che anche un gesto semplice, come il corretto conferimento degli oli alimentari esausti, può contribuire alla salvaguardia dell’ecosistema marino e del patrimonio straordinario dell’Arcipelago Toscano».
«Grazie alle maestranze della Marina — evidenzia Piero Camoli, amministratore di Nuova C Plastica e promotore della campagna “Stop Food Oils and Fats in the Sea” — i principi dell’etica della responsabilità hanno potuto raggiungere turisti e diportisti dell’Arcipelago Toscano, che sono diventati a loro volta testimonial del messaggio del Goal 14 dell’Agenda 2030 per la tutela del mare e della vita sott’acqua, in difesa della più grande area marina protetta d’Europa».
La campagna «Stop Food Oils and Fats in the Sea» è riconosciuta da ASviS come Buona Pratica Territoriale (n. 2025/726), in linea con il Goal 14 dell’Agenda ONU 2030, ed è promossa da Nuova C Plastica in partnership con CONOE e le principali aziende impegnate nel recupero degli oli alimentari esausti.
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