Si accende lo scontro a Spotorno, nel pieno della stagione turistica, dove i balneari di Spotorno e l’associazione dei bagni marini hanno diffuso una nota ufficiale con cui ricostruiscono la difficile situazione del litorale e i rapporti tesi con l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mattia Fiorini.
Secondo i rappresentanti degli stabilimenti, per molti operatori la stagione sarebbe iniziata soltanto a luglio e in questo contesto verrebbe percepito un atteggiamento ostile da parte del Comune. L’associazione afferma di essere rimasta in silenzio finché era in corso la procedura di assegnazione delle concessioni per l’estate 2026 e di voler ora chiarire la propria posizione sul Piano di utilizzo del demanio (Pud), che ritiene sia stato imposto senza adeguato confronto.
La proposta alternativa dei balneari di Spotorno per salvare le spiagge
I concessionari sostengono di aver presentato una proposta alternativa di Pud, che prevedeva comunque il raggiungimento del 40% di spiagge libere, obiettivo indicato dall’amministrazione, ma senza cancellare alcuno stabilimento balneare.
La stessa proposta viene descritta come frutto di un ridisegno del litorale, con la rinuncia da parte dei concessionari a una porzione delle aree in concessione per creare tratti di spiaggia libera di dimensione media, collocati tra i vari stabilimenti e sorvegliati e mantenuti puliti dagli operatori. L’associazione lamenta che questa ipotesi non sarebbe stata presa in considerazione e che le osservazioni presentate, insieme a quelle di cittadini e commercianti, non avrebbero ancora ricevuto risposta.
Otto stabilimenti cancellati e il rischio per la Bandiera Blu
Nella nota si evidenzia che otto stabilimenti balneari sono stati cancellati e che, a giudizio dei gestori, il Comune non avrebbe sostituito i servizi prima garantiti da queste attività, né investito direttamente in personale per la sorveglianza o in interventi di pulizia della spiaggia.
Secondo i sindacati, tali attività assicuravano servizi che rientrano tra i requisiti per l’ottenimento della bandiera blu, riconoscimento che non riguarda soltanto la qualità delle acque ma anche la complessiva offerta ricettiva e di servizi. Da qui il timore espresso dai balneari di Spotorno sulla capacità della località di mantenere il prestigioso vessillo in futuro.
I progetti ambientali e di cardioprotezione portati avanti dalla categoria
L’associazione richiama inoltre alcuni progetti che sarebbero stati portati avanti dagli operatori negli ultimi anni a favore del territorio. Tra questi viene citato un progetto di cardioprotezione, avviato nel 2025 dal Consorzio “Obiettivo Spiagge”, che avrebbe coinvolto 34 stabilimenti balneari con l’obiettivo di creare una rete capillare di presidi per la gestione delle emergenze cardiache.
In questo quadro, i balneari riferiscono di aver acquistato e installato quindici defibrillatori lungo tutto il fronte mare, con personale abilitato al loro utilizzo. Un’altra iniziativa richiamata riguarda la tutela dell’ambiente marino, con l’introduzione di sistemi di ancoraggio ecocompatibile dei gavitelli dei 200 metri, finalizzati a proteggere le praterie di posidonia oceanica presenti nello specchio acqueo antistante. In relazione a questo progetto, l’associazione afferma che il Comune avrebbe trasmesso una documentazione ritenuta particolarmente complessa, interpretata dagli operatori come un ostacolo all’installazione delle boe.
L’iter burocratico contestato e lo spettro del ricorso al Tar
Per quanto riguarda il percorso di elaborazione del Pud, l’associazione ricostruisce una sequenza di passaggi amministrativi ritenuta problematica. Si riferisce che ad agosto 2024 il Comune avrebbe informato gli operatori della stesura del piano e che la prima riunione con presentazione di alcune slide si sarebbe svolta a novembre 2025, senza però la consegna di documenti completi da esaminare. Solo dopo l’assemblea pubblica di gennaio 2026 e il consiglio comunale di febbraio sarebbe stato possibile presentare osservazioni scritte.
Nella parte conclusiva della nota, i balneari di Spotorno formulano anche valutazioni di carattere giuridico, sostenendo che nel processo di approvazione del Pud vi sarebbe una violazione della legge regionale 13/99, articolo 11 comma bis, in relazione al mancato rispetto della concertazione con i soggetti interessati. I balneari affermano che il piano sarebbe stato loro imposto, determinando un vizio formale che potrebbe incidere sulla legittimità della delibera di adozione e aprire la strada a un eventuale ricorso al Tar.
In attesa di eventuali pronunciamenti delle autorità competenti o di ulteriori risposte formali da parte del Comune, la nota diffusa dall’associazione dei bagni marini e dai balneari di Spotorno rappresenta quindi la posizione ufficiale degli operatori rispetto alle scelte dell’amministrazione sul litorale, nel quadro di un dibattito acceso sul delicato bilanciamento tra spiagge libere, attività economiche esistenti e tutela del territorio.
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