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Calabria, devastazione dopo il ciclone Harry: i balneari hanno bisogno di certezze

In queste ore il Consiglio dei Ministri ha proclamato lo Stato di emergenza.

In queste ore il Consiglio dei Ministri ha proclamato lo Stato di emergenza in Sicilia, Sardegna e Calabria, regioni colpite dal violento maltempo dei giorni scorsi. La proposta dello stato di emergenza è stata avanzata dal ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci nella seduta di oggi pomeriggio del Consiglio dei Ministri, presenti anche i presidenti delle Regioni coinvolte. Per fronteggiare i primissimi interventi previsti dall’articolo 25 lettere a,b,c del Codice di protezione civile, è stata deliberata la somma complessiva di 100 milioni di euro, che graverà sul fondo per le emergenze nazionali. In Calabria intanto si fa la triste conta dei danni. In soli due giorni la devastazione della straordinarietà degli eventi meteorologici ha prodotto enormi danni a infrastrutture, strade, stabilimenti balneari e attività ricettive, investendo in particolare la fascia costiera jonica, compresa la costa affacciata sul Canale di Sicilia. Oltre ai danni materiali, visibili e ingenti, come interi tratti di spiaggia cancellati, arretramenti della costa, crolli e danni gravi alle strutture e al paesaggio che si affacciano sul mare, occorrerà lavorare alla richiesta di ristori e contributi anche per i mancati redditi delle attività produttive, anch’esse duramente colpite.

La richiesta di un tavolo urgente, arriva per la seconda volta, da Francesco Paonessa, portavoce dei balneari calabresi e proprietario di uno stabilimento balneare a Squillace che ha scritto una lettera aperta indirizzata al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ai consiglieri regionali e ai sindaci dei comuni costieri, nei fatti un appello accorato e urgente. Nella lettera, scritta per la prima volta il giorno seguente al passaggio del ciclone Harry, si riportano i timori delle imprese balneari che da generazioni incarnano l’identità del mare e che offrono servizi alla collettività in questo comparto.

Nel documento, Paonessa, rimarca come l’emergenza climatica si intrecci con la complessa questione delle concessioni balneari, resa oggi ancora più rilevante dalla delibera regionale sulla non scarsità delle aree. L’invito è quello di costruire in Calabria un modello nazionale di federalismo balneare, in grado di conciliare tutela delle imprese storiche, apertura alla concorrenza leale e rispetto della direttiva Bolkestein, e che inviti a garantire certezze operative per consentire investimenti e ricostruzione dopo eventi estremi come il ciclone Harry. Al centro della richiesta c’è l’urgenza di un incontro ufficiale tra i massimi soggetti istituzionali, rappresentanti dei concessionari e tecnici competenti, allo scopo di definire tempi e modalità di applicazione della delibera e assicurare una risposta coordinata e concreta alle criticità presenti. Paonessa sottolinea inoltre il ruolo dei sindaci e dei mezzi di comunicazione nel raccontare non solo l’entità dei danni ma anche le iniziative istituzionali e sociali messe in campo per affrontare l’emergenza. L’iniziativa apre pertanto un passaggio istituzionale cruciale per il futuro del settore balneare calabrese, tra emergenze climatiche e questioni normative ancora aperte.

Sul fronte dell’Emergenza il governo ha annunciato che adotterà un nuovo provvedimento interministeriale, per consentire il ripristino e la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate, al termine della ricognizione dettagliata dei danni da parte delle tre regioni. Le attività di ricostruzione saranno coordinate dai rispettivi presidenti di Regione, nominati oggi commissari delegati con ampi poteri di deroga. 🎥 GUARDA IL VIDEO 🎬

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