È stato prorogato il termine per stipulare le polizze catastrofali, che il governo voleva rendere obbligatorie da ieri, 1° aprile, per tutte le aziende italiane. Per le piccole e micro imprese la nuova scadenza è fissata al 31 dicembre 2025, mentre per le medie imprese al 30 settembre 2025. I balneari erano tra le numerose categorie che avevano chiesto una proroga, a causa dei tanti dubbi applicativi.
«La copertura assicurativa delle obbligatorie polizze calamità non sembra riguardare le mareggiate, che invece costituiscono i rischi per calamità ai quali sono soggette le aziende balneari», aveva denunciato il presidente del Sib-Confcommercio Antonio Capacchione. «A ciò si aggiunge l’incertezza sulla tipologia delle agevolazioni escluse in caso di inosservanza dell’obbligo: se si tratta solo di finanziamenti o erogazioni pubbliche, oppure se le agevolazioni di carattere finanziario riguardano anche quelle fiscali e contributivi».
Anche Federalberghi ha espresso dubbi sulla norma, evidenziando le criticità che riguardano le imprese sulla costa: «È obbligatorio assicurarsi contro le esondazioni, ma sembra che l’acqua alta a Venezia non sia un evento protetto, perché l’acqua della laguna proviene dal mare. Si paga un premio per i danni causati dai sismi, ma poi ci dicono che il bradisismo dei Campi Flegrei non è protetto, perché il sommovimento del terreno non è brusco è repentino. Abbiamo 8.300 km di costa, ma anche il maremoto (che il più delle volte non è altro che un terremoto con epicentro in mare) non è protetto. Si paga per le alluvioni, ma se queste sono causate dalle precipitazioni intense (cosiddette bombe d’acqua), l’assicurazione non paga. Per non parlare del fatto che si interviene a gamba tesa su contratti già stipulati tra privati, chiedendo agli inquilini di pagare al posto dei locatori l’assicurazione sugli immobili, per di più lasciando intendere che l’eventuale risarcimento andrebbe al proprietario».
L’auspicio delle associazioni di categoria e delle imprese turistiche è che il governo e il parlamento si facciano carico della necessità di migliorare la normativa, correggendo gli aspetti più critici.
© Riproduzione Riservata















