«La continua incertezza sulle concessioni balneari ha praticamente bloccato gli investimenti». È l’allarme lanciato da Mauro Ciani, segretario generale di Confartigianato Grosseto, che sottolinea un aspetto poco considerato dalla politica, ma che riguarda un intero indotto di aziende italiane, del valore di circa 150 milioni di euro. «Non si acquistano più ombrelloni, lettini, pedalò, giochi per bambini. E le imprese artigiane che producono questi articoli sono alla canna del gas», dice Ciani. «Vogliamo poi parlare di tutte le migliorie alle strutture, delle manutenzioni straordinarie, della sostituzione e dell’ammodernamento degli impianti e dello sfruttamento di fonti energetiche rinnovabili?».
Prosegue il segretario di Confartigianato: «Questa situazione non è uno scenario futuribile, bensì è una triste realtà, attuale e gravissima, che si percepisce concretamente nel nostro sistema produttivo artigiano. E sono molto preoccupato per le possibili conseguenze di bandi concepiti dai singoli Comuni in modo disomogeneo, senza linee guida uniformi e senza garanzie per il nostro sistema economico. Difatti vorrei sottolineare che, a differenza di quanto certa opinione pubblica crede, o viene indotta a credere, non ci sarà un incremento delle spiagge libere e non si creeranno paradisi gratuiti per la collettività. Semplicemente una spiaggia, che adesso è in concessione a un soggetto, potrebbe andare in concessione a un altro soggetto che offre un progetto migliore. E nessuno dice che tale progetto, oltre a dover poi essere realizzato davvero, avrà dei costi e che questi costi verranno inevitabilmente ribaltati sulla clientela».
«A questo si aggiunge il rischio che i grandi gruppi economici partecipino direttamente o indirettamente alle evidenze pubbliche, creando di fatto dei monopoli», conclude Ciani. «Tale situazione estrometterebbe sicuramente i piccoli fornitori locali, panificatori, pasticceri, fornitori alimentari, grossisti, manutentori. Si deve poi considerare che le politiche turistiche locali devono nascere dalle scelte locali, non essere imposte dagli interessi speculativi di chi, una volta raggiunto il proprio obiettivo, se ne infischia dell’economia del territorio».
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