Lazio

30 stabilimenti balneari di Ostia andranno a gara a gennaio

Lo ha deciso il Campidoglio, che rilascerà concessioni di un solo anno ai nuovi titolari

Il Comune di Roma pubblicherà il prossimo gennaio i bandi per riassegnare 30 stabilimenti balneari di Ostia a nuovi titolari. Lo ha annunciato nei giorni scorsi l’assessore comunale al demanio Tobia Zevi. Le concessioni avranno una durata di un anno, per la sola estate 2025. Nonostante il decreto Infrazioni del governo Meloni, approvato lo scorso novembre dal parlamento, dia tempo ai Comuni fino al 30 giugno 2027 per concludere le gare, il Campidoglio ha deciso di non attendere. Il Comune di Roma non ha adottato il Piano di utilizzazione degli arenili, ma per ovviare al problema farà ricorso alla legge regionale sul turismo 19/2016, che prevede la possibilità di «dare corso a procedure competitive di assegnazione transitoria della concessione (per la durata di una stagione balneare)».

Contro la decisione del Comune di Roma si è schierata l’associazione Federbalneari. Così il presidente Marco Maurelli: «Impostare gare di concessione annuali per gli stabilimenti di Ostia genera forte instabilità nel settore, creando i presupposti per il caos e mettendo a rischio migliaia di lavoratori impiegati nel settore del turismo balneare romano. Prima di procedere con le gare, è fondamentale valutare attentamente i rischi reali per le imprese e i lavoratori. Tra l’altro, una simile iniziativa sarebbe in difformità con la legge 166/2024 appena approvata in parlamento e mancherebbe di un piano di indennizzi per i concessionari uscenti, previsto dalla norma approvata.
Inoltre, senza la definizione dei criteri economici e l’approvazione dei decreti attuativi, previsti entro marzo 2025, non si potrebbero ottenere i benefici economici previsti dalla normativa vigente. Questo rischierebbe di generare un enorme contenzioso, oltre al pericolo di mancati pagamenti dei tributi nei confronti della municipalità e dello Stato, proprio perché si rischierebbe il default per le attuali imprese che vi operano».

In questo contesto, Federbalneari Italia invita anche la Regione Lazio a «prendere una posizione chiara sul tema, al fine di garantire che vi siano delle indicazioni e priorità tali da disciplinare ogni attività da parte dei Comuni anche a livello regionale». Conclude Maurelli: «Non va dimenticato, inoltre, il grande potenziale turistico legato al Giubileo e per il ruolo che il mare di Roma può rivestire, un evento che rischia di essere seriamente compromesso per un’idea non concertata dall’intera amministrazione di Roma e mal coordinata. In assenza di certezze e di un piano turistico adeguato, gli operatori e i loro competitor non possono effettuare gli investimenti necessari per garantire i servizi turistici verso i consumatori finali. Siamo in completo disaccordo con il Comune di Roma anche riguardo al Piano di utilizzo degli arenili, che è ancora in stallo e attende il parere finale regionale. Nella sua versione ipotizzata prevede grandi lotti, difformi naturalmente rispetto a quelli attualmente in concessione e prossimi alla scadenza. Procedendo in questo modo, le nostre aziende sarebbero costrette a chiudere, subendo, oltre al danno, anche la beffa di non poter beneficiare degli indennizzi previsti dalla normativa statale che il Comune di Roma dovrebbe indicare per ogni singola azienda, come prevede la norma. Riteniamo si debba poter applicare almeno i principi base della norma e consentire alle imprese di rimanere in funzione alla legge ovvero fino al 2027 o 2028 in molti casi».

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