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Giubileo, il programma Blue Route valorizza l’offerta ricettiva dei borghi marinari del Lazio

Maurelli (Gal Mare Pesca Lazio): "Questi luoghi hanno un enorme potenziale turistico"

«I borghi marinari, che includono 645 Comuni in Italia, di cui 24 nel Lazio, sono luoghi di grande potenziale per le loro caratteristiche ambientali, storico-culturali e artistiche, ma vengono spesso penalizzati dalla mancanza di politiche di marketing territoriale e di sviluppo turistico strutturato». Lo ha dichiarato Marco Maurelli, presidente del Gal Mare Pesca Lazio, durante il workshop “La Blue Route e le grandi opportunità del Giubileo del Mare”, organizzato dal Gal Mare Pesca Lazio insieme al Comune di Pomezia e al Comune di Ardea, che ha visto la partecipazione delle principali istituzioni del territorio, a partire dal sindaco di Pomezia Veronica Felici e del vicesindaco di Ardea, Lucia Anna Estero. «L’obiettivo del programma di rete Blue Route è superare queste criticità, che includono la perdita di identità marittima, politiche urbanistiche inadeguate, eccessiva stagionalità e scarsa progettualità legata all’economia blu», ha aggiunto Maurelli.

In vista del Giubileo universale del 2025, in cui sono attesi a Roma circa 35 milioni di turisti con 400 mila posti letto disponibili, il programma Blue Route propone di gestire il fenomeno dell’overtourism attraverso il coinvolgimento dei 24 Comuni costieri del Lazio, con l’obiettivo di offrire un’accoglienza sostenibile e inclusiva, organizzando flussi turistici lungo i 365 km di costa regionale. Per questa ragione Blue Route punta a creare un’offerta integrata che coinvolga operatori nei settori alberghiero, enogastronomico, culturale e sportivo, promuovendo una nuova cultura imprenditoriale del mare, basata su formazione e specializzazione.

«Il mare è al centro delle politiche legate allo sviluppo locale che la mia amministrazione sta mettendo in campo», ha sottolineato la sindaca di Pomezia Veronica Felici. «Sin dai primi giorni del nostro insediamento abbiamo lavorato per definire e realizzare per il territorio di Torvajanica un progetto di sviluppo capace di coniugare in maniera armonica e complementare le attività di pesca e quelle balneari e turistiche».

Per la vicesindaca di Ardea, Lucia Anna Estero, «il nostro Comune sostiene appieno il settore della pesca e intende impegnarsi con ogni mezzo disponibile a sviluppare le attività condivise con il Gal, in sinergia con gli altri enti interessati presenti in regione e con i Comuni del litorale coinvolti dalle attività del Gal, con l’obiettivo di contribuire, tutti insieme, a uno sviluppo sostenibile di un settore importante come la pesca».

Durante la giornata sono stati trattati alcuni temi cruciali per ampliare un sistema costiero capace di generare ricchezza, valorizzazione e turismo inclusivo e sostenibile. Al convegno, oltre al presidente del Gal Mare Pesca Lazio Marco Maurelli, ha partecipato Stefano Maiandi, presidente di Fiaba Ets, secondo il quale «abbiamo tutti il dovere di costruire insieme un sistema balneare in cui non ci sia più bisogno di parlare di inclusività e accessibilità per persone con disabilità. L’accessibilità deve essere per tutti e questo necessita di un cambio di paradigma nel modo di pensare di ognuno di noi. Lo stabilimento accessibile sarà anche ecosostenibile e sicuro per tutti».

A parlare di sicurezza e innovazione c’era Giancarlo Zema del Giancarlo Zema Design Group: «Ecosostenibilità e sicurezza devono essere un punto di partenza, un valore aggiunto e non un obbligo di legge, che ci consentirà di arrivare ad avere 8000 km di coste gestite in un’ottica di smart green beach: dall’incremento del verde attraverso l’utilizzo delle più efficenti tecniche di piantumazione, fino all’utilizzo dei droni per l’assistenza ai bagnanti in difficoltà, è arrivato il momento di utilizzare le grandi novità che le nuove tecnologie e il mercato ci mettono a disposizione».

Infine, diviene importante la centralità del rapporto tra turismo sostenibile e territorio in chiave di riutilizzo delle risorse. Tale relazione è stata curata da Cristian Chiavetta della divisione Economia circolare di Enea. Sono intervenuti anche Edoardo Bruni, direttore del Museo del mare del Comune di Noto, che ha evidenziato il tema della valorizzazione dei beni museali e archeologici dei borghi marinari portando l’esempio del Comune di Noto; Roberto Camerota, delegato alla pesca del Comune di Pomezia, che ha fatto il punto sulla pesca di Pomezia e Ardea e sulle opportunità di promuovere il polo della pesca di Pomezia e Ardea, il quale potrebbe generare importanti benefici per il territorio e per il comparto pesca; e Laura Castellani di Itssi Xcellence, che ha focalizzato l’attenzione sull’importanza di formare i cittadini per prepararli al cambiamento dei territori.

Le conclusioni del workshop sono state affidate all’assessore alle attività produttive di Pomezia Antonino Laspina, il quale ha ribadito «l’importanza di costruire un nuovo modello e di puntare alle sfide giubilari come punto di partenza per un territorio così importante come Pomezia, a partire da Torvajanica, che merita di essere identificata in un piano integrato in una visione di marketing territoriale che manca ormai da tempo».

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