Il consiglio dei ministri non ha varato nessun provvedimento sulle concessioni balneari, come le associazioni di categoria Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti chiedevano di fare prima della pausa estiva. Quello di ieri era l’ultimo giorno utile per farlo. È stato quindi confermato lo “sciopero degli ombrelloni” di due ore, in programma domani dalle 7.30 alle 9.30. Sia il governo che la commissione europea hanno detto ieri che sono in corso interlocuzioni, ma per gli operatori del settore non basta.
Le concessioni balneari sono scadute il 31 dicembre 2023 e dovranno essere riassegnate entro la fine di quest’anno attraverso dei bandi pubblici. Lo prevede la legge 118/2022 (legge concorrenza) approvata due anni fa dal governo Draghi, ma il governo Meloni non ha mai varato il decreto attuativo per introdurre dei criteri nazionali sulle gare. Di conseguenza, gli enti locali si stanno apprestando ad avviare le procedure ognuno per conto proprio, con regole e meccanismi diversi di località in località. Le associazioni Sib e Fiba chiedono soprattutto che il governo approvi delle linee guida nazionali per il calcolo degli indennizzi economici a favore dei concessionari uscenti, a carico dei subentranti. Ad oggi la legge italiana non li prevede e si tratta di una materia che solo il legislatore nazionale può disciplinare. I balneari rivendicano di essere titolari di imprese private, seppure su suolo pubblico, e per questo ritengono di avere diritto a un indennizzo pari al valore aziendale.
Ieri il ministro agli affari europei Raffaele Fitto ha detto che su questo tema «c’è un confronto sul parere motivato della commissione europea che va avanti, con le sue complessità». Fitto si riferisce alla procedura di infrazione avviata lo scorso novembre contro l’Italia, accusata di non avere ancora fatto partire le gare sulle concessioni balneari previste dalla direttiva Bolkestein. Anche una portavoce della commissione Ue ha confermato che Bruxelles «è in stretto contatto con le autorità italiane per discutere possibili soluzioni» sulle concessioni balneari, ricordando che il parere motivato «è l’ultimo passaggio prima di un possibile deferimento alla Corte di giustizia Ue». Che arriverà se l’Italia non concluderà i bandi entro la fine di quest’anno.
Le garanzie sulle interlocuzioni in corso non sono bastate a Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti, che hanno confermato lo sciopero. «Non vi è ancora alcun provvedimento legislativo che dia certezza agli operatori pubblici e privati sulla questione balneare», hanno affermato in una nota congiunta i presidenti Antonio Capacchione e Maurizio Rustignoli. «Siamo quindi costretti a confermare la mobilitazione della categoria con la chiusura degli ombrelloni di due ore prevista per venerdì 9 agosto. Constatiamo comunque che “fonti di governo” lo hanno preannunciato in uno dei prossimi consigli dei ministri. È un segnale che non intendiamo sottovalutare, pertanto nei prossimi giorni si riuniranno nuovamente gli organismi dirigenti per valutare la situazione che da anni tiene con il fiato sospeso 30.000 imprese e 100.000 addetti diretti, ed eventualmente confermare o sospendere le altre successive manifestazioni previste per il 19 e il 29 agosto». Sib e Fiba avevano infatti annunciato che, in assenza di provvedimenti, lo sciopero degli ombrelloni si sarebbe ripetuto il 19 agosto per quattro ore e il 29 agosto per sei o otto ore.
Anche gli enti locali sono sempre più indispettiti contro l’inerzia del governo. Dopo che Abruzzo e Toscana hanno approvato le loro leggi regionali per disciplinare i bandi, l’Emilia-Romagna ha annunciato che farà lo stesso. Così ieri l’assessore regionale al turismo Andrea Corsini: «Il tempo delle promesse e delle chiacchiere è finito. Ora prendiamo noi in mano la situazione e portiamo i balneari verso un approdo sicuro. Facciamo da soli per salvare i nostri imprenditori e le nostre spiagge. Ci baseremo sul decreto Draghi per risolvere una questione che riguarda oltre 1.500 imprese, parliamo di intere famiglie. E dobbiamo farlo noi, visto che questo governo non solo non ha fatto nulla, ma ha peggiorato la posizione dell’Italia in Europa».
Più diviso è invece il fronte dei balneari. Sib e Fiba sono le due associazioni più storiche e rappresentative, ma nel settore esistono altre nove sigle nazionali e non tutte hanno aderito allo sciopero. Tra queste Confartigianato, il cui presidente Marco Granelli ha inviato alla presidente del consiglio Giorgia Meloni una lettera in cui esprime apprezzamento «per l’impegno del governo nel dialogo con le istituzioni europee sul tema delle concessioni balneari. Un impegno volto a difendere la specificità italiana caratterizzata da un vivace tessuto imprenditoriale radicato nei territori». Il presidente di Confartigianato «ribadisce la fiducia nell’azione dell’esecutivo e conferma la disponibilità a privilegiare dialogo e proposte rispetto a espressioni di protesta che non contribuiscono alla risoluzione dei problemi delle imprese e penalizzano gli utenti».
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