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Vietato fumare in spiaggia, arriva la legge

Appena entrate in vigore le norme che inaspriscono le misure anti-fumo, il Codacons chiede un'ulteriore estensione dei divieti.

È entrato in vigore lo scorso 2 febbraio il decreto legge sui tabacchi che aumenta le restrizioni per i fumatori. Ma pare che ancora i divieti non bastino, tanto che il governo sarebbe pronto a estendere il divieto di fumo anche alle spiagge. A chiederlo è anche il Codacons, che nei giorni scorsi ha lanciato l’appello per proibire il fumo sotto l’ombrellone.

Al momento, infatti, il decreto legge che ha recepito la direttiva europea 2014/40/UE – lo stesso che da alcune settimane ha fatto spuntare sui pacchetti di sigarette le immagini shock al posto delle scritte in nero – vieta di fumare nei luoghi affollati solo nelle strutture ospedaliere e in presenza di minori o donne in gravidanza. Ma già lo scorso anno il ministro della salute Beatrice Lorenzin aveva fatto presagire l’intento di vietare il fumo in spiaggia: ne avevamo parlato in un articolo pubblicato a gennaio 2015, anche se questa restrizione non ha poi trovato posto nel recente decreto. Forse i tempi non sono abbastanza maturi per un ulteriore inasprimento delle regole anti fumo?

Di certo, per gli operatori balneari la legge rappresenterebbe una svolta: se da una parte toccherebbe forse a loro vigilare per impedire le trasgressioni, dall’altra parte si risparmierebbero le ore di lavoro passate la sera a raccogliere i mozziconi di sigaretta che i più maleducati abbandonano sulla sabbia, e che rappresentano il principale rifiuto in riva al mare.

Intanto il Codacons nei giorni scorsi ha divulgato un comunicato per affermare che «i tempi sono maturi per seguire l’esempio di alcune amministrazioni locali che già sono intervenute sul punto estendendo il divieto di fumo anche sulle spiagge, dove ricerche scientifiche – svolte da ricercatori dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano sulla spiaggia di Bibione (Venezia), prima località balneare italiana ad avere bandito, nel 2014, il fumo sulla battigia – hanno avuto risultati tanto significativi quanto incredibili: in certe condizioni, l’inquinamento generato dalle sigarette fumate sotto gli ombrelloni può superare quello che si registra in una zona a elevato traffico di auto».

«Tanto è stato fatto negli ultimi anni – precisa Marco Maria Donzelli, presidente Codacons – per mettere pienamente a conoscenza dei fumatori i rischi ai quali vanno incontro con il fumo di sigaretta, ma troppo poco invece è stato fatto per quanto riguarda ai danni prodotti dal fumo passivo. Le ricerche dimostrano quali catastrofici danni possono essere prodotti dal fumo passivo, e le spiagge si rivelano essere un luogo in cui i livelli superano quelli di allerta. Chiediamo che su tutto il territorio nazionale venga esteso il divieto di fumo nelle spiagge, la salute dei cittadini non può passare in secondo piano rispetto a niente».

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