Del lido “L’Oasi” di Tropea rimane solo il ricordo. La deliziosa struttura in legno che sorgeva sul lungomare “Antonio Sorrentino” lungo la spiaggia di Marina del Convento è stata prima irrimediabilmente danneggiata dal crollo di un consistente tratto in cemento della passeggiata antistante l’ingresso, e successivamente abbattuta dal mare in tempesta di questi giorni.
Il crollo della struttura è avvenuto attorno alle 17 di ieri pomeriggio. Le varie parti in legno che ne costituivano la pavimentazione, assieme agli arredi e agli strumenti delle cucine, sono stati ridotti in pezzi e trascinati un po’ dappertutto lungo il litorale cittadino. Tutta la spiaggia di Marina del Convento fino alla baia di Rocca Nettuno è stata infatti letteralmente ricoperta di macerie e pezzi di legno della struttura del lido.
Vanno così in frantumi tanti anni di onesto lavoro e di sacrifici del proprietario Filippo Il Grande e della sua famiglia, che negli anni si erano contraddistinti per il loro modo innovativo di fare accoglienza e ristorazione. Il lido, infatti, era un punto di ritrovo non solo per molti giovani, ma anche luogo in cui venivano organizzate spesso, durante i mesi della bella stagione, tanti appuntamenti mondani, incontri culturali, serate musicali.
Impossibile quantificare il danno economico subìto non solo da questo caparbio imprenditore, ma dall’intero comparto. Tutti i lidi cittadini, infatti, stanno subendo danni a causa del maltempo. Il più danneggiato è, al momento, il lido Charly, seguito dal lido La Pineta e dal Costa degli Dei, senza contare i danni che stanno subendo l’Acquamarina Beach e l’Albatros. Soltanto per rimettere in piedi una struttura come quella distrutta ieri occorrerebbero dai 200mila euro in su, ai quali andrebbero aggiunti i costi per un nuovo avviamento e le spese per sostenere una campagna di marketing capace di riportare la clientela sui livelli di quella guadagnata negli anni.
Insomma, il comparto balneare cittadino è stato messo in ginocchio dai crolli del lungomare e dal maltempo, ma le responsabilità di questi eventi vanno rintracciate anche a livello amministrativo, poiché tutto ciò era prevedibile da tempo e forse troppo poco è stato fatto per evitare che accadesse.
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