Toscana

Toscana, nuovi valori locali per i sedimenti: più facile il riutilizzo nei ripascimenti

L'obiettivo è favorire il recupero dei materiali negli interventi di ripascimento e difesa della costa

La Toscana compie un nuovo passo nella gestione dei sedimenti marini e nella tutela del proprio litorale. La giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Ambiente David Barontini, ha approvato la proposta metodologica relativa ai valori chimici locali dei sedimenti toscani, uno strumento destinato a rendere più precisa la valutazione della loro qualità e a favorirne il riutilizzo negli interventi di ripascimento e di difesa della costa.

Il provvedimento riguarda una questione centrale per la gestione delle spiagge. Quando vengono effettuati dragaggi, ripascimenti o opere di difesa costiera, infatti, i sedimenti devono essere sottoposti ad analisi per verificarne le caratteristiche chimiche e stabilire le modalità con cui possono essere gestiti e, quando possibile, recuperati.

La nuova metodologia introduce, nei casi previsti dalla normativa, la possibilità di utilizzare valori di riferimento elaborati sulla base delle caratteristiche naturali dei sedimenti presenti lungo le coste toscane, anziché applicare automaticamente i valori stabiliti a livello nazionale. L’obiettivo è tenere conto delle specificità geochimiche del territorio e distinguere le concentrazioni naturali degli elementi presenti nei sedimenti da eventuali situazioni di contaminazione. In questo modo, la classificazione potrà essere effettuata attraverso parametri maggiormente aderenti alle caratteristiche del litorale regionale. Quando le condizioni ambientali lo consentiranno, il sistema potrà quindi facilitare il recupero e il riutilizzo dei sedimenti negli interventi di ripascimento delle spiagge e nelle opere di protezione della costa.

La metodologia è il risultato di un percorso scientifico e istituzionale avviato dalla Regione Toscana insieme a ISPRA, ARPAT e LaMMA, attraverso un accordo di collaborazione che ha consentito di realizzare una banca dati regionale sui sedimenti e di individuare criteri specifici per il territorio. Alla definizione del lavoro hanno inoltre contribuito il CNR e l’Istituto superiore di sanità, mettendo a disposizione competenze scientifiche utili alla costruzione del quadro di riferimento. La banca dati costituisce la base conoscitiva sulla quale sono stati elaborati i nuovi valori locali, con l’obiettivo di disporre di uno strumento omogeneo per la gestione dei sedimenti lungo il litorale toscano.

La delibera suddivide il litorale toscano in cinque zone, stabilendo per ciascuna specifici valori di riferimento da utilizzare nella classificazione dei sedimenti. Per alcuni parametri vengono inoltre individuati valori locali relativi a cromo e nichel, destinati a sostituire quelli previsti a livello nazionale nei casi stabiliti dalla metodologia. Il provvedimento aggiorna così anche le linee guida regionali sulla gestione dei sedimenti, introducendo un sistema maggiormente calibrato sulle caratteristiche ambientali della costa toscana.

Il nuovo strumento regionale si inserisce nel quadro della normativa nazionale sulla gestione dei sedimenti marini. La sua applicazione è resa possibile anche dal recente aggiornamento normativo introdotto dal decreto ministeriale 450 del 2025, che ha confermato la validità dei valori locali già determinati secondo i criteri precedenti. La Regione ha quindi potuto procedere alla formalizzazione della nuova metodologia, definendo i parametri territoriali da utilizzare nelle successive procedure di classificazione e autorizzazione.

Prima che i nuovi valori diventino pienamente operativi è prevista una fase di verifica tecnica, che comprenderà simulazioni finalizzate a testare l’applicazione della metodologia. È inoltre previsto l’aggiornamento del software nazionale Sediqualsoft, che consentirà di applicare automaticamente i nuovi criteri di classificazione. Una volta completata questa fase, i valori locali saranno utilizzati dagli uffici regionali nell’ambito delle procedure di autorizzazione previste dalla normativa ambientale per la gestione dei sedimenti.

La nuova metodologia assume particolare rilevanza per le politiche di difesa del litorale, considerando che i sedimenti rappresentano una risorsa fondamentale per gli interventi di ripascimento. La possibilità di individuare con maggiore precisione le caratteristiche naturali dei materiali presenti lungo la costa può infatti contribuire a rendere più efficiente la gestione dei sedimenti provenienti da dragaggi e altri interventi, favorendone il riutilizzo quando compatibile con i requisiti ambientali. Il principio alla base del nuovo sistema è quindi quello di una valutazione più aderente alle condizioni locali, mantenendo come riferimento la tutela dell’ambiente e il rispetto delle procedure previste dalla normativa.

“Con questo provvedimento facciamo un passo avanti verso una gestione dei sedimenti, più precisa e più aderente alle caratteristiche reali della nostra costa”, spiega l’assessore Barontini. “Abbiamo costruito il percorso insieme alle principali istituzioni scientifiche e ambientali e oggi possiamo utilizzare queste conoscenze per favorire, quando è possibile e nel pieno rispetto delle garanzie ambientali, il riutilizzo dei sedimenti negli interventi di ripascimento e di difesa della costa. È un passo importante per dare una risposta alle emergenze dei territori costieri, ma anche un esempio concreto di come tutela dell’ambiente, conoscenza scientifica ed economia circolare possano procedere insieme”.

Aggiunge il consigliere regionale Gianni Lorenzetti, presidente della Commissione ambiente regionale: “È un passo importante, nel quale ho creduto molto e che ho seguito da vicino negli anni, prima come sindaco e poi come presidente della Provincia di Massa-Carrara, insieme alle istituzioni del territorio attraverso il ROMCAV, la Rete operativa per la manutenzione della costa apuo-versiliese. Ringrazio l’assessore Barontini e la Giunta regionale per questa importante decisione. Non è certamente la soluzione al problema dell’erosione, ma l’inizio di un percorso che può creare condizioni concrete per affrontarlo. Ora dobbiamo trasformare questo lavoro in interventi concreti, con programmazione e risorse”.

© Riproduzione Riservata

Clicca qui sotto e inizia a seguirci sulle nostre pagine social per rimanere aggiornato

Mondo Balneare

Dal 2010, il portale degli stabilimenti balneari italiani: notizie quotidiane, servizi gratuiti, eventi di settore e molto altro.
Follow Me: