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Torna la protesta dei balneari

'Il 5 aprile di nuovo a Roma per sopravvivere'

Oltre 6.000 imprenditori balneari si riuniranno a piazza Navona davanti al Senato per difendere una categoria di 30.000 imprese e un milione di addetti. Lasceranno le proprie aziende, dove da settimane stanno lavorando per far in modo che gli italiani ed i turisti stranieri possano, anche quest’estate, trascorrere una serena vacanza al mare, ma loro tranquilli non lo sono affatto.

Sono le migliaia di imprenditori balneari che, da ogni parte d’Italia, si trasferiranno a Roma con ombrelloni, sedie a sdraio, lettini, pattini, occupando pacificamente piazza Navona, il prossimo 5 aprile. Intendono manifestare per la sopravvivenza delle loro aziende, per le oltre 30.000 famiglie interessate e per il milione di addetti occupati, poiché è venuta meno la certezza del proprio lavoro di imprenditori turistici e di concessionari demaniali.

Se l’Europa e il Governo hanno decretato che, dal 2016, gli stabilimenti balneari debbano essere assegnati tramite gara, condannando di fatto chi per generazioni si è occupato dei nostri litorali, il più delle volte ridotti a vere e proprie discariche abusive senza alcun tipo di servizio minimo, le imprese del settore non intendono darsi per vinte. E ricordano come le spiagge ripulite, attrezzate e valorizzate costituiscono il fiore all’occhiello dell’offerta turistica nazionale. Ma, tra quattro anni, tutto questo sarà cancellato ed il famoso "Bagno Maria" un ricordo sfumato.

La manifestazione nazionale, organizzata dai due principali Sindacati di categoria SIB, Sindacato Italiano Balneari di FIPE/Confcommercio e FIBA – Federazione Italiana Balneari di Assoturismo/Confesercenti, prevede un presidio davanti al Senato, e fa seguito a quelle già svolte nelle scorse settimane. Gli imprenditori balneari hanno chiesto di incontrare il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per metterlo al corrente della situazione esasperata in cui si trova la categoria, causa la mancata emanazione di una disciplina normativa in grado di tutelare adeguatamente gli interessi delle aziende e l’intero settore del turismo balneare.

Fonte: comunicato stampa Sib

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