Cna Balneari

Tomei (Cna): ‘Giusto che i balneari manifestino a Roma’

Il coordinatore nazionale di Cna Balneatori appoggia il presidio del prossimo 15 marzo e annuncia una richiesta di incontro col ministro Calenda.

Condivido e sostengo le ragioni del presidio di protesta degli imprenditori balneari organizzato per il prossimo 15 marzo a Roma, che corrispondono alla nostra posizione sindacale: contrarietà alle evidenze pubbliche delle attuali concessioni e volontà di applicare il legittimo affidamento per istituire un regime di “doppio binario”, con immediate evidenze pubbliche solo per le aree costiere libere e un lungo periodo transitorio per le attuali imprese, in modo da dimostrare la non inerenza delle concessioni balneari nella direttiva Bolkestein.

A questo proposito, stiamo predisponendo una proposta di modifica del disegno di legge presentato lo scorso 27 gennaio dal consiglio dei ministri. Siamo sicuri che questa istanza rappresenti la volontà di tutte le imprese balneari, dal momento che le nostre posizioni sono state approvate da tutti i concessionari balneari italiani nel corso dell’ultima assemblea nazionale tenutasi lo scorso 20 febbraio a Carrara. Tale assemblea, infatti, è stata aperta al voto di tutti gli imprenditori presenti, anche se non iscritti a Cna, tra cui i rappresentanti di Comitato salvataggio imprese e turismo, Donnedamare e Itb Italia.

Tra l’altro, dopo le tante riunioni fatte in tutta Italia nelle ultime settimane, ci siamo resi conto che si sta venendo a creare una rappresentanza più forte che rispecchia dal basso la volontà delle imprese balneari. E questo si sta costruendo anche attraverso l’istanza sindacale di Cna Balneatori. Di ciò ci faremo forti davanti al governo, per dimostrare che oggi la stragrande maggioranza degli imprenditori balneari ritiene che la posizione da sostenere sia il “no alle aste”.

Per portare avanti questa strategia, intendiamo partire lunedì prossimo dalla richiesta di un incontro con il ministro allo sviluppo economico Carlo Calenda, che di recente ha pronunciato parole non condivisibili sugli imprenditori balneari. Vogliamo far capire al ministro, in maniera oggettiva, la vera fotografia che rappresenta il lavoro delle imprese balneari. Se Calenda ci riceverà, ci presenteremo insieme ai comitati che ci sostengono per portare avanti con chiarezza e fermezza la nostra posizione, supportata dal nostro studio che conferma come il 53% delle imprese balneari sia costituito da aziende familiari, solo il 7% da società di capitali e il restante 40% da ditte individuali. Stiamo quindi parlando di imprese composte da persone comuni che svolgono la loro attività lavorativa con sudore e sacrifici. Inoltre, ricorderemo al ministro che in base agli ultimi studi di settore dell’Agenzia delle entrate, l’81% degli stabilimenti balneari italiani è congruo e coerente con il fisco.

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Cristiano Tomei

Coordinatore nazionale Cna Balneari e Cna Turismo e Commercio.
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