Attualità

Titolari del Papeete Beach a processo per feste non autorizzate

I fatti del noto locale di Milano Marittima risalgono al 2016. Sul banco degli imputati l'europarlamentare leghista Massimo Casanova.

Sono finiti sul banco degli imputati per fatti risalenti al 2016 i titolari del Papeete Beach di Milano Marittima, i fratelli Rossella e Massimo Casanova – quest’ultimo europarlamentare della Lega dallo scorso maggio (a destra nella foto in consolle con il leader leghista Matteo Salvini). Il processo ha avuto luogo ieri mattina e a darne notizia è stata l’edizione locale di Ravenna del quotidiano Il Resto del Carlino.

Stabilimento balneare noto in tutta Italia da molti anni per i suoi frequentatissimi happy hour, il Papeete di Milano Marittima è salito ai vertici delle cronache nazionali la scorsa estate, grazie all’assidua presenza dell’allora vicepremier e ministro degli interni Matteo Salvini che proprio dalla spiaggia romagnola ha fatto molto parlare di sè tra i selfie scattati sorseggiando vari mojiti e i giri sulla moto d’acqua della polizia fatti dal figlio. Un ciclone giunto fino alla crisi di governo, innescata dal leader leghista direttamente dal bagnasciuga di Milano Marittima. Il titolare del Papeete Massimo Casanova è peraltro un amico intimo di Salvini e lo scorso maggio è stato eletto europarlamentare proprio nelle file della Lega (vedi notizia).

L’accusa per Massimo Casanova e per la sorella Rossella è definita dall’articolo 681 del codice penale, ovvero “apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o intrattenimento“. I fratelli Casanova sono finiti a processo in seguito a una serie di indagini portate avanti dai carabinieri di Milano Marittima a partire dall’agosto 2016, quando alcuni controlli fecero emergere come i momenti di festa in stile discoteca organizzati dal Papeete all’orario dell’aperitivo non fossero in possesso della necessaria valutazione di sicurezza da parte di una commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo. In particolare ai Casanova fu contestato l’allestimento di una pista da ballo con tanto di pedane e consolle, nonché l’ampio superamento della capienza di 200 persone che sarebbe prevista dalle normative in merito. Alla luce di tali rilievi, gli investigatori hanno ritenuto che l’attività prevalente del Papeete non sia la gestione di stabilimento balneare, ristorante e vendita di abbigliamento come dichiarato, bensì soprattutto l’attività di discoteca che invece non risulterebbe agli atti.

Tuttavia è proprio Massimo Casanova, raggiunto al telefono dal Carlino, a bollare tutta la vicenda come una questione burocratica. L’europarlamentare ha infatti dichiarato di «essere assolutamente sereno» e di avere «rispettato tutte le regole e le autorizzazioni richieste».

«Purtroppo le norme sono soggette a interpretazioni – ha detto Casanova – e per questo come Lega continueremo a lottare per la semplificazione e la sburocratizzazione. Le norme sono necessarie ma il turismo vive di eventi, la gente viene in spiaggia per divertirsi e stare in libertà e noi dobbiamo lavorare per farli stare bene». 

© Riproduzione Riservata

Mondo Balneare

Dal 2010, il portale degli stabilimenti balneari italiani: notizie quotidiane, servizi gratuiti, eventi di settore e molto altro.
Seguilo sui social: