Veneto

Tari, bollette shock fuori stagione: esplode la protesta dei balneari

Conguagli a quattro zeri e attività ferme: i gestori degli stabilimenti di Chioggia denunciano aumenti insostenibili e chiedono un confronto immediato con l’amministrazione.

Una nuova stangata colpisce gli stabilimenti balneari proprio nel momento dell’anno più difficile. A far esplodere la protesta è l’arrivo dei conguagli della tassa sui rifiuti (Tari), recapitati in questi giorni a decine di concessionari di Chioggia (Venezia) e da pagare entro il 31 dicembre. Un tempismo che i gestori definiscono “disastroso”, perché coincide con la chiusura dei bilanci e con entrate ridotte al minimo.

A raccogliere il malcontento è Giorgio Bellemo, presidente dei balneari di Ascot, bersagliato da messaggi di rabbia e richieste di aiuto: “C’è un’esasperazione palpabile. I miei associati sono stanchi, sentono di essere arrivati al limite. Parlare di rivoluzione non è più un’iperbole”, ha dichiarato a Chioggia Notizie.

Gli importi dei conguagli, in molti casi, superano facilmente le quattro cifre. Una situazione che pesa come un macigno sui conti delle imprese balneari, già provate dagli aumenti degli ultimi anni. “Chi pagava 17.400 euro a trimestre – spiega Bellemo – ora si trova a dover versare altri 8mila euro di conguaglio. E non sono casi isolati. Alcuni sono già corsi in banca per chiedere una rateizzazione”.

La revisione più recente delle tariffe, approvata dal consiglio comunale a maggio malgrado le critiche dell’opposizione, ha comportato un rincaro medio del 6% per le famiglie e del 13% per le imprese. Sommando gli adeguamenti degli ultimi tre anni, si arriva a un aumento complessivo del 40% tra il 2022 e il 2025.

L’assessora al bilancio Paola Orlando ha difeso la manovra, ricordando che le tariffe sono state determinate secondo le linee guida dell’Arera. Il Piano economico-finanziario 2025, predisposto da Veritas e validato dal Consiglio di bacino, rispetta il limite massimo di crescita delle entrate tariffarie (9,6%) e registra un aumento dei costi dell’8,25%. L’amministrazione assicura inoltre di aver introdotto correttivi per oltre 659 mila euro per contenere l’impatto sugli utenti. Ma per i balneari non basta. Da tempo questi denunciano l’assenza di un modello tariffario che tenga conto delle peculiarità del settore, dove molti stabilimenti si affidano a gestori privati per la raccolta dei rifiuti. E ora, con gli ultimi conguagli, la tensione è arrivata al punto di rottura: “Serve un confronto serio – insiste Bellemo –. Non è più sostenibile. Un lido medio paga 45mila euro all’anno per la concessione demaniale, ma ben 71mila euro solo di Tari. È una sproporzione che non possiamo più accettare”.

© Riproduzione Riservata

Clicca qui sotto e inizia a seguirci sulle nostre pagine social per rimanere aggiornato

Mondo Balneare

Dal 2010, il portale degli stabilimenti balneari italiani: notizie quotidiane, servizi gratuiti, eventi di settore e molto altro.
Follow Me: