Norme e sentenze Toscana

Il Tar annulla la delibera del Comune di Grosseto: stop alle proroghe, cresce l’incertezza tra i concessionari.

Doccia fredda in Maremma: il tribunale amministrativo accoglie il ricorso dell'Antitrust

Una vera e propria doccia fredda per i concessionari balneari proprio all’inizio della stagione turistica. Il Tar della Toscana ha accolto il ricorso dell’Agcm (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), annullando la delibera del Comune di Grosseto che prevedeva la proroga delle concessioni demaniali marittime.
La sentenza richiama la necessità di procedure competitive per l’assegnazione delle concessioni, in linea con la direttiva europea Bolkestein, dichiarando illegittime le proroghe automatiche in quanto in contrasto con il diritto dell’Unione europea. Nel pronunciamento, i giudici sottolineano come “le norme interne violino i principi di imparzialità, trasparenza e pubblicità”.


Il provvedimento riguarda 59 stabilimenti balneari della Maremma e rappresenta un fulmine a ciel sereno per l’intero comparto turistico locale. In particolare, il Tar ha bocciato la proroga al 31 dicembre 2024 approvata dal Comune, misura che si inseriva nel percorso avviato dal Governo Draghi per accompagnare la transizione verso il sistema delle gare. Le conseguenze sono immediate e rilevanti: gli operatori si trovano ora in una situazione di forte incertezza, sia sul piano operativo sia su quello economico. Resta da capire se potranno continuare l’attività nel pieno della stagione estiva o se dovranno interromperla.


La sentenza, pur arrivando in una fase avanzata, annulla integralmente la delibera. Nel dispositivo della sentenza n. 846/2026 viene infatti disposto l’annullamento della delibera di Giunta n. 527 del 28 dicembre 2023, con l’ordine all’amministrazione di darne immediata esecuzione.
Nel frattempo, i sindaci toscani alzano la voce: mettere a rischio la stagione significherebbe compromettere un’economia che dipende dal turismo per il 70-80%.


L’origine dell’incertezza risale al 2006, anno di adozione della direttiva Bolkestein, che da allora non ha mai trovato un’applicazione pienamente definita in Italia. Questo ha reso complessa la costruzione dei bandi pubblici. Sebbene una legge del novembre 2024 abbia fissato al 30 settembre 2027 il termine per l’avvio delle gare, prevedendo anche indennizzi per i concessionari uscenti, mancano ancora criteri ufficiali e dettagli operativi da parte dello Stato. Si parla, al momento, solo di linee guida informali e di un possibile bando “tipo” non ancora pubblicato.
La decisione del Tar ha inevitabilmente allarmato tutto il settore. È probabile che il Comune di Grosseto presenti ricorso al Consiglio di Stato. Nel frattempo, si attendono sviluppi rapidi che possano chiarire il quadro normativo senza compromettere la stagione estiva.

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