Norme e sentenze

Tar conferma estensione concessioni balneari per emergenza Covid

Il tribunale amministrativo del Molise ha emesso una delle prime sentenze positive sulla legge 77/2020, che ha giustificato il prolungamento al 2033 con la situazione pandemica

Due ordinanze del Tar Molise (le numero 9 e 10 del 15 gennaio 2021) hanno accolto le domande cautelari relative ai ricorsi proposti da due imprenditori balneari del Comune di Petacciato per l’estensione delle concessioni demaniali ai sensi dell’art. 182 comma 2 della legge n. 77 del 17 luglio 2020 (legge di conversione del cosiddetto “decreto rilancio”). Si tratta di due ordinanze molto innovative, poiché incentrate sulla richiesta di estensione delle concessioni demaniali marittime inserita all’interno di un contesto normativo di recente emanazione e diverso rispetto a quello tradizionalmente richiamato. Infatti lo scenario emergenziale generato dalla pandemia Covid-19, da cui è scaturita una connessa e conseguenziale crisi economica, ha rappresentato la ragione fondamentale per la quale il legislatore ha compreso e promosso l’esigenza di assicurare misure per sostenere proprio le categorie più colpite, tra le quali rientra indiscutibilmente il settore turistico-balneare e, in particolar modo, i concessionari stagionali.

Come noto, nell’ultima stagione estiva si sono registrate drastiche perdite nel settore balneare, e questo ha quindi indotto il legislatore ad assicurare un sostegno per i titolari delle concessioni demaniali marittime consentendo loro di permanere sull’area, a esclusione solo di quelle concessioni già decadute o revocate per fatto del concessionario. Così, l’emanazione dell’articolo 182 del decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020 (“decreto rilancio”), convertito nella legge 17 luglio 2020 n. 77, ha rappresentato il chiaro intento legislativo di ristorare gli operatori del settore turistico balneare.

Nel richiamare l’applicazione di tale norma sulla base di queste ragioni di merito, i due balneari molisani hanno presentato le rispettive istanze a manifestazione del proprio interesse diretto a proseguire lo svolgimento dell’attività sull’arenile ricevuto in concessione. Il diniego dell’amministrazione comunale, per di più basato su una motivazione incongrua e scarna, ha dunque costretto i due concessionari a ricorrere in giudizio, nella convinzione che la corretta interpretazione e applicazione della norma portasse a riconoscere direttamente l’estensione al 2033, stante la titolarità della stessa concessione demaniale (al tempo della proposizione dell’istanza ancora non scaduta) e l’espressa dichiarazione di interesse a voler permanere sull’area demaniale concessa.

Il Tar Molise ha compreso tali ragioni e, soprattutto in un’ottica di bilanciamento di interessi tra le esigenze dei ricorrenti e la necessità di un esercizio del potere amministrativo nel rispetto dei principi di efficacia ed economicità, oltreché facendo prevalere la necessità di assicurare la continuazione aziendale anche al fine di tutelare gli interessi della stessa amministrazione, ha inteso sospendere ogni effetto dei provvedimenti emessi dal Comune, affinché la stessa amministrazione riesamini le istanze presentate.

Sebbene la vicenda ancora non sia definitivamente chiusa, le recenti pronunce emesse dal Tar Molise fanno ben sperare in una sempre più definita affermazione delle proroghe delle concessioni balneari nel nostro ordinamento, in cui allo stretto richiamo di una norma emergenziale, possano invocarsi legittimamente anche disposizioni emesse in contesti ordinari.

Scarica i testi delle ordinanze

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Cristina Manocchio

Cristina Manocchio

Avvocato, ha conseguito la laurea magistrale in giurisprudenza presso l’Università LUMSA di Roma e, successivamente, il diploma di Scuola di Specializzazione in Professioni Legali. Ha svolto la pratica forense presso l’Avvocatura di Stato e un periodo formativo presso il Consiglio di Stato (IV Sezione).
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    Ma se sono gli unici che hanno lavorato quest’estate , altro che pandemia , erano tutti in spiaggia dopo il lockdown, la scusa della pandemia non regge , è già tanto che sono rinnovate per il 2021 , poi gare, attendiamo la pronuncia della corte costituzionale, poi vedremo , il tar ormai non conta

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    Marco, Lei purtroppo parla senza la minima cognizione di causa e solo per partito preso. Le concessioni demaniali non sono soltanto spiagge o lembi di sabbia ma anche hotel, ristoranti, bar, attività commerciali (su cui sono stati fatti investimenti importanti sia come subentro che come lavori edili e di allestimento ) che quest’anno sono stati chiusi, come minimo, per 5 mesi e nonostante questo hanno pagato concessione demaniale, tasse comunali (vedi ad esempio la Tari), bollette di energia elettrica e mille altri balzelli senza alcuna riduzione. Invece di riempirvi la bocca di assurdi proclami per veri e propri espropri dovreste provare sulla vostra pelle cosa significa semplicemente mantenere questi beni, che hanno costi di manutenzione impensabili, in perfetto stato. Se poi si vuole fare un distinguo e costatare che alcuni concessionari non meritano di mantenere il titolo concessorio per come gestiscono il bene demaniale, questo è un altro discorso, ma ovviamente bisognerebbe valutare ogni singolo caso e chi non merita dovrebbe semplicemente subire regolare procedimento di decadenza, come tra l’altro già previsto. Cordialità.

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      È un po’ un discorso complesso , ma comunque riferito alle spiagge. Certo ha ragione anche lei, ma non è che ora per il COVID prolunghiamo di 15 anni perché non è corretto proprio per niente , e a chi ha perso il lavoro cosa facciamo ? Gliele diamo un altro ? E quale gli diamo ?purtroppo è fantasia questa, chi ha perso il lavoro non ne avrà un altro , non vedo perché invece debbano essere prorogate le concessioni, a maggior ragione bisogna fare le gare per dare la possibilità a tutti di gareggiare in questo momento è ritrovare il lavoro , non si può fare di tutta l’erba un fascio anche in questo contesto, le proroghe non dovevano esserci a prescindere dal COVID
      Buona serata

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    Il titolo parla di CONCESSIONI BALNEARI non hotel , quindi nelle concessioni balneari rientrano anche gli hotel ? Bene non sapevo di questa cosa , quindi si può gareggiare anche per un hotel o attività commerciale ? quali sono questi hotel a concessione statale ? Così a titolo informativo, per fare un po’ di chiarezza anche alle altre persone che come me hanno un locale fronte strada nel lungo mare e pagano come te le ristrutturazioni edili ,la tari ,l’Imu ,la tosap, e soprattutto gli AFFITTI mensili ai proprietari delle mura , che fanno quanto le tue tasse e il tuo canone statale messe assieme tutto l’anno ,gli affitti si pagano fior di quattrini ogni mese lo sai ? E se non le paghi sei fuori nel giro di due mesi , o sei convinto che le paghi solo tu le tasse ? Invece a me risulta che c’è gente che da 50 anni si tramanda la concessione di padre in figlio a costo ridicolo, con un subentro gratuito, bella la vita eh , ma finisce la pacchia tanto , io i bar delle spiagge li ho visti belli pieni e anche le spiagge erano belle piene , e per me una concessione balneare significa spiaggia chiosco lettini ombrelloni , invece guarda un po’ si scopre un nuovo mondo , ora spuntano anche gli hotel , per carità …..

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    Giusto Giulio, sono d’accordo sul fatto che le persone scrivono senza minimamente capire e sapere niente…..bisognerebbe proptio rispettare il lavoro e gli investimenti, ricordarsi che il bene pubblico difficilmente viene gestito bene senza investimenti importanti e soprattutto se parliamo di concessioni demaniali che la gente, il contribuente vuole questo cioe’ i servizi…..per scegliere luoghi e servizi migliori….

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    MYLON TYNDELL says:

    Questo Marco e Diario hanno lo stesso spirito di un milanista che scrive in una chat di interisti
    E senza avere cognizione di causa …

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    MARCO purtroppo l’ignoranza, intesa non come insulto (non mi permetterei mai intavolando una discussione civile) ma come “ignorare la materia” è cattiva consigliera. La pandemia da Covid-19 non è certo un pretesto ma indubbiamente ha aggravato una situazione già in precedenza molto difficile (con canoni demaniali a carico dei pertinenziali insostenibili e un’enorme incertezza relativamente agli investimenti non essendoci garanzie certe sul futuro). Ma davvero pensa che se anche si andasse a gara, le concessioni potrebbero essere assegnate al primo che ne fa richiesta che ha appena perso il lavoro e magari vive in situazione di indigenza? Ma ha la minima idea di quanto possa costare allestire una spiaggia con annesso bar ristorante (sdraio, ombrelloni, arredamenti, cucine, attrezzature varie, allestimenti, stoviglie, permessi, corsi obbligatori e chi più ne ha più ne metta) o crede che le verrebbe regalata? È al corrente che è necessario rilasciare una fideiussione a garanzia e che occorre dimostrare di avere una comprovata esperienza nel settore da più anni? Mettiamo anche che tutto questo sia fattibile, mi spiega cortesemente cosa dovrebbero andare a fare gli attuali gestori? Non perderebbero ugualmente il lavoro almeno 30.000 concessionari che a loro volta mantengono intere famiglie oltre a dar lavoro a svariate migliaia di dipendenti? Non si creerebbe allo stesso modo un enorme problema sociale visto che a suo avviso sarebbe la ricetta giusta per recuperare posti di lavoro?
    Sempre per mancanza di conoscenza dell’argomento PAOLO le concessioni demaniali marittime sono spesso erroneamente associate alla semplice spiaggia con sdraio e chiosco ma in realtà c’è di tutto su suolo demaniale. Premesso che sempre per “ignoranza” parla (non conoscendola di persona non mi permetto di darle del “tu”) senza sapere quali spese sostengono alcune strutture in concessione demaniale (30.000 euro di Tari potrebbero bastare magari?) la mia domanda è semplice: ma a Lei la sua attività è stata regalata o per rilevarla ha pagato una buona uscita? O può essere che magari l’abbia vinta all’asta? A meno che il suo locale non valga nulla (ma a questo punto ci sarebbe un problema di gestione) cosa ne penserebbe se qualcuno lo reclamasse e volesse prenderlo gratuitamente? E come la metteremmo se si fosse indebitato con un mutuo (aperto magari come la maggior parte dei balneari ha fatto, per rilevare una concessione demaniale e per arredare e allestire la struttura) per dare un futuro ai suoi figli e subisse un esproprio? Su cosa potrebbe contare come entrata per poter far fronte all’impegno preso? Un’ultima domanda: i lavori di straordinaria amministrazione chi li paga? Lei o il padrone di casa? È al corrente che questa voce è a carico del concessionario mentre in un contratto tra privati è a carico del proprietario? Ci è stato fatto dono di un cervello, per cui sarebbe opportuno utilizzarlo prima di proferire parola. Con rispetto.

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      Concordo in pieno con Lei.
      Forse le uniche concessioni accessibili, economicamente parlando, sarebbero state quelle concesse ai venditori ambulanti. Ma per queste il nostro caro Di Maio si è affrettato ed imposto per la loro esclusione dalla Bolkestain. Forse poco appetibili o forse guidato da uno spirito solidale, dato il suo trascorso di venditore di borghetti.

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      Giulio che gran bel discorso …quasi quasi mi hai convinto con le tue dichiarazioni , che per carità a seconda del punto di vista che si osservano possono sembrare anche giuste , ma , c’è un ma , il mio punto di vista è differente, andiamo per gradi , per prima cosa parli di canoni demaniali insostenibili , e già questa è una grandissima balla , lo sanno tutti che i canoni demaniali sono ridicoli .
      Secondo punto l’esperienza di gestione , vediamo un po’ , se gestisco un ristorante ho la tua stessa esperienza che ha un ristorante di una concessione balneare, stesso discorso vale per un bar , poi per quanto riguarda aprire le sdraio e gli ombrelloni e servire i clienti a quello ci pensa il bagnino, o tu nella tua concessione ti sdoppi e rispdoppi e fai tutto da solo ? Siamo seri su .
      Per quanto riguarda la fideiussione una volta che sarà definita la questione e si faranno le gare e la concessione sarà stabile per gli anni di ammortamento richiesti per ammortizzare i costi stai pur certo che la banca se sa che ho una concessione demaniale mi stende un tappeto rosso prima di entrare e mi da tutti i soldi che chiedo
      Poi andiamo avanti 30 mila persone che perdono il lavoro , allora fammi pensare ….per prima cosa va specificato che non c’è scritto da nessuna parte che venga persa la concessione quindi il concessionario uscente può benissimo vincere la gara e ottenerla legalmente , se la riprende e finisce lì , se invece la vince un altro non cambia nulla , uno diventa ricco e l’altro ritorna alla vita normale semplice , ha meritato la vittoria e basta ,come funziona negli appalti pubblici, c’è il ricambio , per alcuni appalti c’è anche la rotazione , lo sapevi ? In modo che non si fossilizzi sempre lo stesso , o crede che farà un’opera di carità lasciando le concessioni come sono perché altrimenti come si fa ad andare avanti ? e poi perché io non devo avere il diritto di partecipare a un bene statale /pubblico ? Non esiste proprio .
      A dimenticavo ma lei il cervello non lo ha usato per leggere che le concessioni sarebbero scadute al 31/12/2020 e e che in riferimento all’ordinamento europeo che sta al di sopra della costituzione italiana e che alcuni principi non si possono violare, come quello della libera concorrenza e divieto di rinnovo automatico senza gare ,o lo sapeva e ha fatto finta di niente ? lei invece ha preferito fare investimenti imprudenti, ha preferito fare il furbetto , con la speranza che gli ignoranti sarebbero stati zitti , però purtroppo non è più così , ma non manca tanto eh , la giustizia farà il suo corso non si preoccupi……
      Saluti , cordialità , buona giornata

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        Spagna e Portogallo hanno prorogato rispettivamente di 35 e 70 anni le concessioni. Questo come se lo spiega aspirante concessionario? Il diritto comunitario non ha prevaricato nel loro ordinamento? Non canterei vittoria certa. Ma non si scoraggi, potrà sempre andare a vendere i cocchi sulle spiagge italiane, prima però dovrà pagare il pizzo alla criminalità organizzata.

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          Signor Diego come siamo permalosi , se agli spagnoli sta bene così sono affari loro , pagano le infrazioni e sono fessi e contenti , comunque ne aprofitti vada in Spagna e se la compri li così per 70 anni è apposto , gli da il nome “los bagnos Don Diego de la Vega” , ci sta bene anche il nome , ha notato ? Magari fa successo !in Italia invece stiamo lavorando per fare in modo che si rispettino le regole e si facciano le gare pubbliche in rifermento ai beni pubblici dello stato dei cittadini ,TUTTI ,perché non vogliamo pagare infrazioni impoverendo la
          gente comune e allo stesso tempo arricchire lei , non canti vittoria lei , gli aspiranti concessionari dormono tranquilli , lei con la concessione scaduta non lo so . Ma non si preoccupi la corte costituzionale si pronuncierà a breve .Sono partiti i bandi a Ostia ormai andranno a ruota tutti gli altri caro signor Diego !
          Saluti

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            Ha detto benissimo “ Beni dello Stao” la Bolkestain prevede le evidenze pubbliche per i “Servizi”. Questa sarà la motivazione dell esclusione delle concessioni demaniali turistiche dalla suddetta legge.
            Se a Lei le sta bene fare il “turista” dell’impresa balneare a breve termine sono problemi suoi. In questo caso seguirò volentieri il suo consiglio ed andrò in Spagna ad investire nell’impresa turistica balneare. Almeno avrò la certezza di poter gestire fino alla pensione la mia impresa e perché no lasciarla ai miei figli.
            Caro Sig. Francesco

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    sai Mylon che non capisco il collegamento tra i prestiti alla Fiat con la questione delle concessioni ma forse è un test di accesso alla categoria e non essendo un balneare, ancora, non riesco a decriptare il messaggio. aspetto la chiave di lettura del tuo collegamento Fiat/concessioni insieme, ovviamente, alle batterie!

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      MYLON TYNDELL says:

      La vita è fatta a volte di misteri e grandi dogmi, Fiat e batterie sono un percorso iniziatico per divenire balneare
      Risolto l’arcano diverrai concessionario
      Un abbraccio divertito e sincero
      In fondo questa è una guerra tra poveri
      Be seeing you

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    In considerazione del fatto che è presente in chat un mio omonimo, preferisco aggiungere una lettera. Vorrei partecipare solo per chiarire che anche in questo caso la sentenza va letta bene.
    Il TAR ha accolto la sospensiva per difetto di motivazione del comune e per mancanza della fase di contradditorio prevista dall’art. 10 bis della legge 241/90. Non si è espressa in alcun modo sulla proroga al 2033, cosa ben diversa, ha rimandato al comune per correggere gli errori procedimentali e di motivazione.
    Saluti

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    nardi franco says:

    al di la della guerra dei poveri che si sta scatenando con questo rinnovo delle concessioni ( che poi tanto poveri non li definirei i balneari, almeno nella mia zona, visti gli immobili che hanno comperato negli anni ed il tenore di vita che conducono) mi viene in mente solo una cosa semplice. Abbiamo fatto carte false per costituire l’Europa, andando contro anche a tanta gente contraria , ma alla fine è stato partorito questa federazioni di stati con delle leggi comunitarie da rispettare. E proprio ora che in pandemia, dovrebbe finalmente servire veramente a qualcosa, elargendo i famosi miliardi ( ricovery found) per fronteggiare una crisi economica che altrimenti non avrebbe sbocchi, ci avvertono però che giustamente per ricevere gli aiuti, bisognerebbe essere allineati con le regole dettate. Invece noi da una parte vorremmo pigliare ( giustamente per non mandare al fallimento migliaia di attività) dall’altra facciamo orecchie da mercante da oltre un decennio, sulla Bolkeistein, per salvare una “casta” di privilegiati, che con denti ed unghie non vogliono mollare la loro preziosa attività, facendo partorire ad un governo complice e senza palle, leggi e leggine, per contrastare il diritto europeo. Invece di rimandare da più di dieci anni la questione, con false proroghe e nel frattempo paghiamo multe salate per infrazioni, ( soldi pagati da tutti i cittadini per pochi privilegiati) è ora che si affronti a viso aperto la questione e si dia una risposta certa e definitiva ad una categoria, che anche se personalmente ritengo abbia già abbondantemente fruito di un bene comune con lauti ritorni, sia in grado di sapere se può continuare investimenti per una attività che giustamente deve sempre rinnovarsi e progredire, ed in caso contrario si stabilisca i criteri di entrata dei nuovi pretendenti, ed i giusti indennizzi di chi dovrebbe lasciare. Questa impasse a livello giuridico-decisionale non serve a nessuno, se non a scatenare una guerra dei poveri, generata da un vuoto di coraggio decisionale dei nostri governicchi ultimamente succeduti.

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