Confartigianato Imprese Demaniali

#Spiaggiachepassione, il flashmob dei balneari: “Più certezze su concessioni”

Vanni: "Siamo pronti a essere nuovamente il perno dell’offerta turistica balneare futura, ma la politica apra gli occhi e dia certezze alle imprese per liberare gli investimenti"

«Siamo abituati a rimboccarci le maniche e a lavorare, chiediamo di poter continuare a farlo in un quadro di certezze che consenta alle imprese di investire e innovare». Sono le parole di Mauro Vanni, presidente di Confartigianato Imprese Demaniali, pronunciate questa mattina al Bagno 62 di Rimini, durante il flashmob organizzato insieme a Sib-Confcommercio dal titolo #Spiaggiachepassione per condividere coi turisti la perdurante provvisorietà delle 30.000 imprese turistiche che operano sul demanio pubblico in seguito all’approvazione definitiva del ddl concorrenza, che obbliga a riassegnare le concessioni balneari tramite gare pubbliche entro il 2024.

«La storia del successo dell’offerta balneare italiana ci vede protagonisti, mentre ora un manipolo di burocrati vuole lustrare una medaglia da esporre all’Unione europea, mettendo a rischio l’organizzazione vincente delle spiagge italiane», ha aggiunto il presidente di Confartigianato Imprese Demaniali.

«Tranne rarissime eccezioni – ha proseguito Vanni – nei mesi scorsi tutti i partiti hanno sostanzialmente aderito alla nostra richiesta di procedere a evidenze pubbliche che riconoscano il valore del lavoro e del sacrificio che le imprese hanno profuso, anche a vantaggio dell’eccellente modello turistico balneare di cui disponiamo in Italia. Eppure siamo ancora qui, con una sentenza del Consiglio di Stato che azzera tutto, consegnandoci all’incertezza».

«Oggi abbiamo voluto raccontare queste cose ai turisti, sgombrando il campo da posizioni medievali che ancorano al populismo il loro pensiero. Noi pensiamo che contino di più i fatti, il lavoro, il sacrificio e la passione per il territorio», conclude Vanni.

Il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad, insieme a Mauro Vanni, presidente di Confartigianato Imprese Demaniali. Il simbolo della campagna è un cuore nelle mani. Sul retro, alcuni degli scatti che compongono il visual della campagna.
Il video-teaser della campagna #Spiaggiachepassione

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    • Nikolaus Suck says:

      Infatti, quando il feudo medievale (ammesso che sia proprio il riferimento) sono proprio le loro concessioni!
      Vogliono “investire e innovare” come se potessero e dovessero farlo solo loro. Quando invece nella competizione di investimenti e innovazioni ce ne saranno di ben maggiori per aggiudicarsi le concessioni!

  1. Lorenzo Pinto says:

    Bella la foto…
    Quel gesto che fanno con le mani non è un cuore, ma il “mazzo” che fanno ai turisti, italiani e stranieri da oltre un secolo, appena si azzardano a mettere piede in spiaggia.
    E hanno pure la pretesa che a continuare a lucrarci siano sempre gli stessi.
    Ma roba da matti…

    • Tu come la vedi la spiaggia futura? La vuoi tu una concessione balneare?
      Cosi vediamo cosa sai fare al di fuori di parlare a testa di cazzo, cosi fai pagare di meno e sono tutti felice e contenti

      • Lorenzo Pinto says:

        Sì, se mi gira di farlo, partecipo!
        Qualche problema?
        Ho gestito realtà di servizio al pubblico e concessioni ben più complesse di un pulcioso stabilimento!
        Capito, bello di casa?
        Troppo bene vi hanno abituato, caro mio!
        Ma ora BASTA!

      • Ripetiamo il concetto per chi non lo avesse capito : a gestire le spiagge non devono esser sempre gli stessi , punto e basta !

      • Fra lavoro gratis e speculazione passa una bella differenza : a noi dà fastidio che questi profitti sono stati realizzati sul terreno pubblico , che è nostro e non di chi lo ha avuto in concessione.

  2. Caro Lorenzo , non capisco quale sia il suo problema nessuno obbliga nessuno uno può scegliere di andare in trattoria, al ristorante o mangiare a casa sua e così in spiaggia , personalmente non ho mai costretto nessuno ad entrare nel mio stabilimento balneare , anche se devo dire che spesso i clienti tornano , e qualcuno anche da qualche anno , o sono tutti stupidi o forse ritengono che i servizi che ricevono sono adeguati alle loro aspettative e ad un prezzo corretto.IO lo stabilimento balneare l’ho regolarmente comprato , mi sono fatto fare un mutuo che sto onorando ogni 4 mesi ,non me lo sono trovato sotto l’albero di Natale ,ho investito molti soldi ed ora le garantisco che se quello stato che dovrebbe tutelare le imprese le vuole far chiudere , si dovrà provvedere ad una soluzione che sia intelligente ed equa per tutte le parti interessate .

    • É insopportabile che si usi l’aggettivo possessivo di fronte alla parola stabilimento. Non esiste il suo stabilimento , la spiaggia è di tutti e basta ! Non esiste un’impresa ma solo una gestione su area pubblica.
      Lo Stato deve tutelare i beni pubblici e impedire che questi poi diventino privati nella sostanza o nella forma ; le concessioni rinnovate sempre agli stessi gestori costituiscono vera e propria ingiustizia e psicologicamente van determinando la convinzione da parte di chi li ha avuti in concessione che quelle spiagge fossero di proprietà privata.
      Questo è quello che non possiamo e non dobbiamo tollerare : le spiagge son di tutti !

  3. salvinicrepa says:

    Non avete capito niente, il Lollo è un personaggio inventato dalla redazione per creare un sano dibattito sull argomento concessioni. E senz altro piu sano di quello che invece ha voluto evitare Draghi.

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