Opinioni

Spiagge, quali tutele per gli attuali concessionari e quali per gli aspiranti?

La delicata questione delle concessioni balneari si trova al centro di un dibattito legale che oppone le disposizioni nazionali alle direttive europee. Questa situazione ha importanti implicazioni sia per gli imprenditori attualmente in concessione, sia per coloro che aspirano a ottenere una concessione demaniale: infatti, mentre i concessionari attuali navigano tra giurisprudenza consolidata e protezioni legali, gli aspiranti concessionari si trovano di fronte a un mercato bloccato e a una ricerca di soluzioni attraverso l’invocazione diretta delle normative europee. La complessità di questo scenario richiede una valutazione attenta del rapporto tra legislazione nazionale e direttive europee al fine di garantire un equilibrio equo per tutti gli attori coinvolti nel settore balneare.
Andiamo a vedere, più in dettaglio, come possono tutelarsi gli imprenditori già concessionari e quelli che aspirano a diventarlo.

Gli attuali concessionari balneari

Non pare possa discutersi che l’attuale normativa di proroga delle concessioni balneari contrasti con l’articolo 12 della direttiva Bolkestein. Pertanto, giudici e autorità amministrative devono ignorare la proroga se si dimostra la “scarsità delle risorse naturali”.

Questa valutazione può considerare la mancanza di aree demaniali libere o limitazioni legislative sull’emissione di nuove concessioni. Gli attuali concessionari possono fare leva su una giurisprudenza consolidata che afferma che gli effetti diretti di una direttiva si producono solo nei rapporti verticali, cioè le direttive europee stabiliscono obblighi di attuazione (ed eventualmente di disapplicazione) a carico degli Stati e non dei cittadini. Di conseguenza, i concessionari – stante sempre l’obbligo di rispettare la legge statale – non sono obbligati a conformarsi alle disposizioni non recepite, che non possono essere fatte valere da uno Stato membro nei suoi confronti.

Premesso ciò, veniamo al tema caldo della proroga della concessione, dove il dettaglio giuridico può creare effetti controintuitivi interessanti. Nel caso il concessionario chieda, in base alla legge statale, la proroga all’amministrazione, quest’ultima deve rigettare la sua richiesta, ma se il concessionario non presenta alcuna domanda, l’amministrazione non può agire contro di lui (per la contrarietà della legge statale alla direttiva immediatamente esecutiva). Più semplicemente: il concessionario, per tutelarsi, non deve inoltrare alcuna richiesta all’amministrazione comunale, bensì “godere” della proroga che è disposta da una legge-provvedimento con effetti automatici. Inoltre, la legislazione stabilisce che l’occupazione dell’area demaniale dei concessionari in proroga è legittima fino a una data specifica, proteggendoli da sanzioni penali per occupazione abusiva.

Gli aspiranti concessionari

Gli aspiranti concessionari affrontano sfide diverse, poiché il mercato è bloccato dalle disposizioni statali contrastanti con la direttiva Bolkenstein. Essi possono invocare direttamente la direttiva stessa per ottenere soddisfazione dei loro interessi e contestare l’inadempimento dello Stato.

La soddisfazione degli interessi degli aspiranti concessionari potrebbe richiedere la pubblicazione di un bando per le aree demaniali libere, se disponibili. Se l’amministrazione dichiara la mancanza di aree disponibili, gli aspiranti concessionari possono perseguire il risarcimento danni per violazione delle direttive comunitarie.

La responsabilità civile degli Stati per la mancata attuazione delle direttive europee è stata riconosciuta dalla giurisprudenza europea; tuttavia il nesso causale tra la lesione dell’interesse a ottenere la concessione e la violazione del diritto dell’Ue deve essere dimostrato caso per caso.

Conclusioni

In conclusione, la protezione legale varia tra i concessionari in proroga e gli aspiranti concessionari. Il rapporto tra i due ordinamenti, nazionale e comunitario, richiede una chiara definizione per evitare disparità di trattamento tra casi simili.

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Enrico Follieri

Avvocato, socio amministratore dello studio Enrico Follieri & Associati.