Campania

Spiagge, proroga annullata: in Campania revocati 2 km di concessioni

Lo scorso giovedì il Tar ha dato ragione al Comune di Bacoli, imponendo di liberare un'ampia area di spiaggia.

1800 metri quadri di concessioni balneari revocati a causa dell’invalidità della proroga al 2020: è accaduto a Bacoli, in provincia di Napoli, dove una sentenza del Tar Campania emanata lo scorso 21 luglio – esattamente una settimana dopo la pronuncia della Corte di giustizia europea sulla medesima proroga delle concessioni balneari – ha dato ragione al Comune e ha imposto di liberare un’ampia area di spiaggia estesa per oltre due chilometri di frontemare.

Questi i fatti: il Comune di Bacoli, allora amministrato dal sindaco 28enne Josi Gerardo Della Ragione (Movimento 5 Stelle), attraverso la delega al demanio affidata al vicesindaco Marco Di Meo ha lavorato fin da subito sul tema delle concessioni balneari per attuare il programma elettorale che prevedeva “più spiagge libere” e “più trasparenza e legalità nella gestione del demanio marittimo”.

Partendo dalla scadenza al 31 dicembre 2015 di tutte le concessioni demaniali, nonostante fossero state prorogate per legge dallo Stato italiano per altri cinque anni fino al 31 dicembre 2020, con una delibera di indirizzo approvata in consiglio comunale il 22 dicembre 2015, l’amministrazione comunale aveva dato mandato agli uffici competenti di non prorogare quelle concessioni di spiaggia, un tempo libera, che erano state date in ampliamento ai concessionari a partire dal 2005, anno in cui veniva adottato il Regolamento per la gestione del demanio marittimo del Comune di Bacoli che prevede che in tutti gli ambiti territoriali vada garantito almeno il 20% di arenile libero.

La delibera di consiglio comunale è stata poi impugnata da numerosi concessionari innanzi al Tribunale amministrativo regionale della Campania, richiedendo anche la sospensiva del provvedimento di revoca degli ampliamenti.

Ebbene, con una serie di ordinanze emanate il 21 luglio 2016, il Tar ha rigettato tutte le richieste di sospensiva che erano state presentate dagli imprenditori balneari, confermando quindi i provvedimenti adottati dal Comune, in attesa poi di pronunciarsi definitivamente nel merito con un procedimento più lungo e per il quale ci vorrà più tempo. Nel frattempo, dopo 13 mesi di mandato, lo scorso 4 luglio il sindaco Josi Della Ragione è stato sfiduciato dalla maggioranza dei consiglieri; ma toccherà comunque al commissario prefettizio attuare le disposizioni del Tar.

L’aspetto più significativo è che le ordinanze di rigetto del Tar non solo danno ragione ai dispositivi adottati dall’ex sindaco Della Ragione in merito alla revoca degli ampliamenti delle concessioni, ma ora il Comune di Bacoli potrà rendere esecutive tali delibere liberando 1800 mq di spiaggia che dovranno necessariamente diventare arenile libero.

Nelle motivazioni del Tar si evincono un paio di passaggi fondamentali che certificano la bontà dell’azione amministrativa, specialmente quando il Tar fa riferimento al fatto che “l’utilizzo pubblico deve considerarsi la regola e la disponibilità privata l’eccezione” e che “la P.A. gode in argomento di lata discrezionalità sicchè – ad un primo esame – non si ritiene irrazionale né la scelta di privilegiare la destinazione a spiaggia pubblica né la delimitazione degli ambiti su cui intervenire“, anche in quanto “trattandosi di concessioni “suppletive”, deve ritenersi che la difficoltà enunciata in ricorso ad usufruire al meglio della area concessa senza l’aggiunta è argomento da valutare ma che -allo stato – deve essere ritenuto (giova ribadirlo) recessivo rispetto all’appagamento diretto dell’utilizzo pubblico dell’area demaniale (non sussistendo espressi od insuperabili divieti ad organizzare tutta l’attività imprenditoriale sulla zona concessa)”.

Questo il commento dell’ex assessore al demanio Marco Di Meo: «Le motivazioni date dal Tar rendono giustizia alla nostra attività amministrativa che è sempre stata mossa dall’interesse per la collettività, nell’attuazione del programma di governo votato dai cittadini e in difesa dei beni comuni. Si tratta di una grande vittoria che s’iscrive in un processo più ampio di ripensamento del demanio pubblico, inteso non più come momento di possibile clientela politica ma quale volano di sviluppo per il territorio. Il percorso intrapreso nei pochissimi mesi di amministrazione puntava a una progressiva restituzione delle spiagge libere ai cittadini di Bacoli, a un più trasparente e corretto utilizzo del demanio e alla creazione di nuove opportunità di lavoro. Sul primo versante le delibere che hanno avuto oggi il via libera da parte del Tar erano solo un primo passo che, in breve tempo, sarebbe stato seguito dalla approvazione del Pua, il Piano di utilizzo degli arenili, del quale era partita la redazione anche in ragione della recentissima sentenza della Corte di giustizia della Unione europea. Il piano di riqualificazione degli arenili pubblici include anche la pulizia periodica delle spiagge al fine di renderle quanto più fruibili possibile, anche nella stagione invernale. Ci dicevano fosse una cosa impossibile ristabilire l’equità e la giustizia e invece ci stavamo riuscendo. Per quanto riguarda la trasparenza e la legalità nella gestione dei beni pubblici è stata effettuata, all’atto di ogni proroga rilasciata ai sensi della normativa nazionale, una attenta istruttoria volta ad acquisire certificazione antimafia, carichi pendenti e regolarità tributaria nei confronti dell’Agenzia delle entrate e del Comune per ogni concessionario. Questa operazione ha consentito un notevole recupero per quanto riguarda i tributi locali e quanti non erano in regola con le tasse in quanto l’atto di proroga è stato condizionato alla preventiva regolarizzazione o rateizzazione. Anche sulla messa a reddito delle aree demaniali era partita un’ imponente azione amministrativa che ha visto la messa a bando di sette specchi d’acqua per finalità di noleggio e ormeggio (con la gara che è ancora in corso) e l’approvazione di una delibera che consentisse la riqualificazione dell’immobile dell’ex Lido Aurora, il cui bando era ormai pronto per essere pubblicato. Insomma, molto c’era da fare e tantissimo ancora resta da fare, noi però avevamo imboccato la strada giusta come dimostrano anche queste decisioni del Tar».

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