Sulle spiagge liguri si sta consolidando un quadro a due velocità, con grandi gruppi esterni, soprattutto lombardi e piemontesi, già presenti in diversi lotti da Imperia a Bogliasco, da Lavagna a Bonassola, e numerose amministrazioni ancora impegnate a definire le procedure per le nuove assegnazioni. Secondo gli operatori, si tratta dell’inizio di una fase destinata a ridisegnare l’assetto degli stabilimenti balneari nella regione.
L’indicazione che emerge dalle ultime pronunce del Consiglio di Stato è chiara: il 30 settembre 2027 (con avvio dei bandi entro il 30 giugno 2027) rappresenta il termine ultimo massimo stabilito dalla legge nazionale e non una proroga automatica. Per questo motivo i Comuni liguri sono tenuti a procedere senza indugio e le amministrazioni ancora in ritardo si stanno già organizzando per chiudere i bandi molto prima di quella scadenza. Sul fronte degli indennizzi, viene ribadito che non esiste un meccanismo di rimborso automatico: salvo diversa previsione o pattuizione il concessionario uscente è tenuto a cedere gratuitamente le opere non amovibili. Gli eventuali compensi riguardano esclusivamente gli investimenti non ancora ammortizzati, che devono essere rigorosamente documentati e provati.
Da Ventimiglia a Sarzana la situazione risulta “a macchia di leopardo”, con differenze marcate tra amministrazioni che hanno già chiuso le gare, altre che hanno temporeggiato e alcune che avevano tentato proroghe automatiche poi bocciate dal Tar, come Laigueglia, Pietra Ligure e Sarzana. Anche questi Comuni si sono ora organizzati per bandire e chiudere le gare entro il prossimo autunno, applicando le nuove regole che prevedono concessioni da un minimo di 5 a un massimo di 20 anni e una clausola sociale che dà priorità ai lavoratori già impiegati nella precedente gestione.
Il panorama tra Levante e Ponente
Nel levante genovese, Chiavari e Lavagna hanno già concluso tutte le gare. Chiavari, in particolare, aveva bandito già nel 2024 ma per una durata di tre anni, prima che venisse fissato il limite minimo da 5 a 10 anni, e nel 2027 dovrà comunque rinnovare i bandi per i suoi stabilimenti. Genova, da parte sua, si era distinta con una delibera firmata nell’antivigilia di Natale del 2023 dall’allora assessore Mario Mascia, che fissava i criteri per una procedura di evidenza pubblica “con preventivo interpello dei concessionari”: in teoria poteva partecipare chiunque, ma l’eventuale subentrante avrebbe dovuto versare al gestore uscente una quota pari a due volte e mezzo l’ultimo fatturato, meccanismo che di fatto ha fortemente limitato l’ingresso di nuovi operatori.
Guardando al Ponente, la situazione risulta estremamente diversificata. Borghetto Santo Spirito ha riassegnato in via definitiva 19 concessioni su 20, con un solo operatore per lotto, quasi sempre il gestore uscente. Loano ha temporaneamente fermato i bandi per ulteriori verifiche amministrative. Pietra Ligure ha completato la procedura assegnando 40 lotti e, dopo il tentativo di proroga automatica fermato dal Tar, ha visto presentarsi altri candidati, con sei stabilimenti che hanno cambiato conduzione. A Laigueglia il bando si è chiuso il 28 agosto, ma le assegnazioni non sono ancora state definite: su 45 concessioni totali sono state presentate 73 domande, con 26 lotti a candidato unico e 19 con più offerte, e la commissione lavora per chiudere le assegnazioni entro il 31 ottobre. A Finale Ligure, la procedura ad evidenza pubblica per 39 concessioni demaniali, tra stabilimenti e strutture di servizio, si trova attualmente nella fase di valutazione delle offerte.
Una situazione particolare riguarda Spotorno, dove le spiagge libere storicamente rappresentano poco più del 3% della costa, percentuale molto distante dal 40% indicato come obiettivo dal Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo di Regione Liguria: a giugno il Comune ha concluso la procedura per l’assegnazione temporanea di nove lotti, ma solo una parte tornerà ad ospitare stabilimenti balneari con gestori privati, mentre due lotti saranno convertiti in spiaggia libera. A Imperia, il Comune è stato tra i primi in Italia ad iniziare la nuova stagione con concessioni ventennali, completando le gare per moltissimi lotti costieri dal Prino a Borgo Marina fino al litorale di Oneglia, con gestori chiamati a rispettare precisi parametri cromatici, ambientali, paesaggistici e architettonici. Scenario diverso a Ventimiglia, dove il sindaco Flavio Di Muro, dopo aver a lungo differito le concessioni in attesa di chiarimenti normativi, ha annunciato che il bando sarà pronto entro fine anno, comunque in tempo per l’estate 2027.
Clima di incertezza per gestori e clienti
L’elemento comune in tante spiagge ancora in attesa di aggiudicazione resta l’incertezza. I gestori vivono con profonda ansia il momento dell’apertura delle buste, un momento che rappresenta un bivio cruciale tra il proseguire la propria attività o dover chiudere per sempre un’impresa che per molti di loro costituisce il lavoro di un’intera vita. Anche tra i clienti si registra forte apprensione, specialmente per le famiglie più affezionate ai rispettivi stabilimenti balneari, che si tramandano da generazioni lo stesso ombrellone o il posto in prima fila sull’arenile. Il timore principale è che, con un eventuale cambio di gestione, possa venire meno quel rapporto umano e familiare costruito nel tempo, da sempre considerato un vero e proprio valore aggiunto per le vacanze sulle spiagge liguri.
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