Lazio Vacanze al mare

Sperlonga, tra Ulisse, Tiberio e il mare

Un viaggio tra storia imperiale e tradizione balneare

Un viaggio approfondito tra la storia imperiale di Tiberio, i vicoli bianchi del borgo e la tradizione balneare della costa laziale. Questo articolo è un racconto dettagliato pensato per chi ama la lettura, le storie dei territori e il piacere di scoprire un luogo senza fretta.

È nella luce bianca delle case, nelle torri che guardano ancora il Tirreno, nelle pietre del borgo e soprattutto nel mare. Lo stesso mare che duemila anni fa entrava nella villa di Tiberio e faceva da sfondo alle sculture con cui l’imperatore aveva trasformato una grotta in una sorta di teatro dell’Odissea.

Oggi, poco più in là, ci sono gli stabilimenti balneari, i lettini sulla sabbia, i bambini che escono dall’acqua, i tavolini dell’aperitivo e le barche che passano davanti alla costa.

È difficile trovare un luogo in cui la distanza fra una giornata al mare e l’età imperiale romana sia così breve.

Forse è proprio per questo che Sperlonga non si lascia raccontare come una semplice località balneare. Il suo fascino sta nella sovrapposizione: il borgo medievale sopra la spiaggia, la villa romana sotto il promontorio, il pescato del giorno accanto a un ingrediente agricolo antico, la bottega artigiana accanto al cocktail bar.

Bisogna venire qui per il mare, certo. Ma poi bisogna avere la curiosità di chiedersi chi lo abbia guardato prima di noi.

Il bianco e il blu

La prima volta che si entra a Sperlonga si capisce immediatamente perché il paese sia diventato una delle immagini più riconoscibili della costa laziale.

Il centro storico sembra scivolare dalla collina verso l’acqua. Le case imbiancate a calce si stringono l’una all’altra, interrotte da archi, scalinate, piccoli passaggi e terrazze. Non c’è una vera separazione fra architettura e paesaggio: il bianco delle abitazioni sembra prolungare la luce del cielo e, nelle giornate limpide, il blu del mare diventa quasi l’unico colore necessario.

Ma il borgo non è nato per essere bello. È nato per proteggersi.

La posizione elevata sul promontorio permetteva di controllare il mare e di difendersi dalle incursioni che per secoli minacciarono questa parte della costa. Da qui anche la presenza delle torri costiere, sentinelle costruite quando il Tirreno era ancora una frontiera pericolosa.

La più celebre è Torre Truglia, costruita nel 1532 su una precedente struttura e più volte ricostruita. Oggi è uno dei simboli di Sperlonga e sembra quasi appartenere naturalmente al paesaggio: una piccola architettura di pietra affacciata sull’acqua, più contemplata che temuta.

È una delle trasformazioni più curiose di questo paese. Quello che un tempo serviva a sorvegliare l’orizzonte oggi serve, indirettamente, a ricordarci quanto sia cambiato il nostro rapporto con il mare.

Perdersi nel borgo

Il centro storico conviene attraversarlo senza un itinerario troppo rigido.

Si può partire da Piazza della Libertà, infilarsi in Via Giosa, scendere verso Via del Porto e poi tornare indietro seguendo una scala che non si ricordava di aver visto all’andata.

Sperlonga è fatta per questo genere di piccole perdite di orientamento. A ogni angolo compare un frammento diverso: una porta, un balcone, un arco, una nicchia votiva. E poi, improvvisamente, il mare.

La sua bellezza non è quella ordinata di un centro storico costruito secondo un progetto unitario. È una bellezza cresciuta nel tempo, modellata dalle necessità, dalle famiglie, dalle trasformazioni e infine dal turismo.

Il bianco delle case, così iconico oggi, ha anche una ragione pratica: la calce era un materiale semplice, disponibile e adatto al clima mediterraneo. Nel corso del Novecento quel carattere è diventato anche un tratto estetico, fino a trasformare Sperlonga in una delle località più fotografate della costa.

Scorcio attraverso un arco del borgo di Sperlonga con vista sulla spiaggia e sul mare
Scorcio panoramico tra i vicoli bianchi di Sperlonga affacciati sulla spiaggia.

Ma se ci si ferma alle fotografie, si perde la parte più interessante.

Santa Maria di Spelonca

Nel cuore del borgo si trova Santa Maria di Spelonca, la chiesa più antica di Sperlonga, documentata già nel 1135.

È una chiesa che appartiene alla dimensione raccolta del paese. Non ha bisogno di imporsi sul paesaggio: bisogna cercarla, entrarci e lasciare per qualche minuto la luce accecante delle strade.

All’interno sono conservati altari, cappelle e opere che raccontano la storia religiosa della comunità, fra cui la cappella del Presepe e quella dedicata a San Domenico.

La chiesa è inoltre interessata da interventi di restauro che stanno restituendo attenzione a una parte ancora poco conosciuta della storia artistica di Sperlonga, compresi elementi pittorici antichi.

È una visita che ha senso proprio perché interrompe la cartolina. Dopo tanta luce, mare e architettura bianca, improvvisamente ci si trova davanti a una Sperlonga più scura e raccolta, quella della devozione e della memoria.

Tiberio e l’Odissea sul mare

Poi c’è la storia più sorprendente di tutte.

La Villa di Tiberio si trova lungo la costa orientale, vicino alla spiaggia di Levante. Fu una grande residenza imperiale affacciata sul mare, articolata in diversi ambienti e dotata di terme, sistemi idrici, peschiere e un attracco privato.

Ma ciò che l’ha resa celebre è la grotta naturale che Tiberio trasformò in uno spazio scenografico.

Qui l’acqua, l’architettura e la scultura erano parte di un unico spettacolo. Al centro della composizione c’erano episodi dell’Odissea: Ulisse, Polifemo, Scilla, il ratto del Palladio.

Il ritrovamento, nel 1957, dei frammenti delle gigantesche sculture cambiò per sempre la conoscenza del sito. Le opere, di qualità straordinaria, sono oggi conservate e ricostruite nel Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga, accanto all’area archeologica.

I resti archeologici della Villa di Tiberio a Sperlonga a ridosso della costa
L’area archeologica della Villa dell’imperatore Tiberio a Sperlonga

Davanti a quei marmi viene spontaneo fare un piccolo esercizio d’immaginazione. Tiberio guardava questo stesso mare. La luce era la stessa, il profilo della costa quasi lo stesso. Cambiavano soltanto le persone, le navi, le parole. E forse il modo di stare davanti all’acqua.

Oggi il visitatore arriva con un biglietto d’ingresso e una macchina fotografica. Allora arrivava un imperatore romano circondato da una corte e da una scenografia mitologica pensata per celebrare il mondo di Ulisse.

Il mare, invece, era già lì.

Le spiagge: la parte balneare fatta bene

Sperlonga è anche, semplicemente, un ottimo posto dove passare una giornata in spiaggia.

Il litorale offre diversi chilometri di costa sabbiosa e alterna tratti più ampi e organizzati ad aree in cui il promontorio diventa più vicino e il paesaggio più raccolto. Le principali zone balneari sono Ponente, Lago Lungo, Levante e Bazzano. Per consultare l’elenco degli impianti della zona è possibile consultare la guida dedicata agli stabilimenti balneari di Sperlonga.

Panoramica dall'alto del litorale di Sperlonga con stabilimenti balneari e ombrelloni
Il litorale attrezzato di Sperlonga con gli stabilimenti balneari.

Per chi cerca esclusivamente spiagge attrezzate, il tratto di Ponente risulta ideale per una giornata di mare comoda: arenile amplio, stabilimenti organizzati, servizi e spazio sufficiente per vivere la spiaggia senza avere la sensazione di essere schiacciati fra un ombrellone e l’altro.

Levante ha un carattere diverso. Qui il rapporto con il paese è più forte e il promontorio accompagna la spiaggia. È il tratto più indicato quando si vuole alternare il bagno alla passeggiata, magari arrivando fino alla zona della villa romana.

Più a sud, Bazzano ha un paesaggio più mosso, con la costa che si fa rocciosa e le pareti del promontorio più presenti. Per una giornata esclusivamente in stabilimento, le opzioni migliori restano tuttavia i tratti principali e più comodamente attrezzati.

La qualità del mare è uno degli elementi che hanno costruito la reputazione balneare di Sperlonga: acqua generalmente limpida, fondali piacevoli e una costa che mantiene un carattere mediterraneo nonostante la forte vocazione turistica.

Nel 2026 Sperlonga ha ottenuto ancora una volta la Bandiera Blu, arrivando alla trentesima assegnazione consecutiva. Un riconoscimento che, più della sua dimensione simbolica, racconta una continuità nella qualità ambiental e nella gestione del litorale.

Ma la vera qualità della balneazione, qui, è un’altra: poter passare dal lettino alla storia antica nel giro di pochi minuti. Non sono molte le località in cui si può fare il bagno e, poco dopo, andare a vedere la villa di un imperatore romano.

Le botteghe e una certa idea di artigianato

Nel centro storico vale la pena lasciare spazio anche alle botteghe. Non tanto per acquistare il classico souvenir, quanto per osservare come il paese abbia trasformato il proprio immaginario in oggetti: ceramiche, lavorazioni decorative, piccoli manufatti, colori che richiamano il mare e le facciate del borgo.

Una realtà come Artigianstrame, nel centro storico, appartiene proprio a questa dimensione: quella delle piccole attività che rendono meno anonimo un paese turistico.

L’invito è semplice: entrare, guardare gli oggetti, chiedere e parlare con chi li vende o li realizza. A volte il rapporto con un luogo passa anche da un oggetto piccolo, soprattutto quando non è stato concepito come semplice merce per turisti.

A tavola, fra mare e campagna

La cucina di Sperlonga è una cucina costiera, ma ha un piede anche nell’entroterra.

Il pesce naturalmente domina. Alici, pescato del giorno, fritture, primi piatti marinari: sono sapori che non hanno bisogno di essere reinventati.

Ma c’è un prodotto che racconta Sperlonga in modo molto più originale: il Sedano Bianco di Sperlonga IGP. Viene coltivato nell’area dei Pantani, una zona agricola compresa fra il lago e il mare. È un sedano particolarmente tenero e dolce, poco fibroso, che si presta soprattutto a essere mangiato crudo, magari con un buon olio, oppure accanto al pesce.

È il genere di prodotto ideale quando si racconta una destinazione gastronomica: apparentemente umile, ma capace di spiegare il territorio. A Sperlonga, infatti, il mare non cancella la campagna. Le due cose continuano a stare insieme.

Un cesto di vimini con gambi di Sedano Bianco di Sperlonga IGP
Il tipico Sedano Bianco di Sperlonga IGP, eccellenza locale.

E la sera, quando si tratta di scegliere dove sedersi, la scelta dipende da che Sperlonga si vuole vivere.

Se l’idea è cenare dentro la trama del centro storico, fra vicoli e architetture bianche, Gli Archi è il tipo di ristorante in cui la posizione conta quanto il menu: si mangia pesce e materia prima locale, e la serata può continuare a piedi senza dover più prendere l’auto.

Se invece la priorità è il rapporto con il mare, Il Porticciolo, in Via del Porto, cambia completamente atmosfera: qui il paesaggio marinaro non è una decorazione, ma è il contesto stesso della cena. È la scelta più indicata per una serata in cui si vuole prolungare la giornata trascorsa sull’acqua.

Per una terza esperienza, Taverna Ulisse chiude il cerchio con il grande tema della città. Dopo aver visitato la villa di Tiberio e il museo, il riferimento a Ulisse smette di essere soltanto un nome suggestivo: diventa parte del racconto di Sperlonga. È l’indirizzo ideale per chi ama mettere insieme viaggio, storia e tavola.

Piatto di pasta con fiori di zucca e alici fresche della tradizione culinaria di Sperlonga
Primo piatto di mare con alici e fiori di zucca a Sperlonga

Quando arriva il tramonto

C’è un momento preciso in cui Sperlonga cambia. È quando la spiaggia comincia a svuotarsi e il centro storico torna a riempirsi. Le persone salgono dal mare con i capelli ancora bagnati, i negozi restano aperti, le scale diventano più animate e la luce smette di essere verticale.

Il bianco delle case, a quell’ora, diventa caldo.

È il momento dell’aperitivo, preferibilmente da cercare nel borgo più che sulla spiaggia. Non perché il mare non meriti un brindisi, ma perché a Sperlonga il vero spettacolo è vedere il paese trasformarsi.

Al Gorilla Cocktail Bar è possibile fermarsi per un drink senza troppe formalità, lasciando che il locale faccia da punto di sosta durante la passeggiata. È uno di quei posti che funzionano soprattutto quando non si ha un programma preciso per la serata.

Tavolini all'aperto del Gorilla Cocktail Bar tra le case bianche del centro storico di Sperlonga
I tavolini all’aperto nel centro storico di Sperlonga per l’aperitivo

Per un aperitivo più immerso nella vita della piazza, la scelta migliore ricade invece sul Bar Tiberio, in Piazza della Libertà. Qui il piacere è soprattutto quello di stare fuori, guardare la gente passare, ascoltare le conversazioni e lasciare che il tempo si allunghi.

A Sperlonga l’aperitivo non è necessariamente un momento gastronomico. È un modo per passare dalla spiaggia alla sera.

E alla fine resta il mare

Dopo cena, quando il borgo comincia lentamente a svuotarsi, vale la pena tornare verso il mare.

Non serve fare molto: basta fermarsi qualche minuto, guardare le luci sulla costa e pensare alla quantità di persone che hanno fatto la stessa cosa prima di noi. I pescatori, naturalmente. I marinai. I contadini dei Pantani. I viaggiatori del Grand Tour. I villeggianti del Novecento. E, molto prima di tutti loro, Tiberio.

Sperlonga ha cambiato molte volte pelle, ma non ha mai cambiato il suo rapporto con l’acqua. È questo che la rende più interessante di una semplice bella località balneare.

Qui il mare è insieme paesaggio, lavoro, minaccia, mito, villeggiatura e cucina. È davanti alla villa imperiale e davanti agli stabilimenti. Entra nelle fotografie del borgo e nei piatti dei ristoranti. È il punto verso cui conducono le scale e quello da cui, alla sera, si torna indietro.

Forse per questo il modo migliore di salutare Sperlonga è anche il più semplice: tornare a guardare il mare. Dopo duemila anni, è ancora lui a raccontare la storia più lunga.

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