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Spiagge libere con bagnini e defibrillatori: il progetto in Liguria

Nonostante la legge non preveda l'obbligo, nel ponente ligure si lavora per attrezzare dei presidi col servizio di salvataggio e primo soccorso.

Bagnini di salvataggio, defibrillatori a due passi dal mare e una rete di sicurezza tra stabilimenti balneari attrezzati e spiagge libere. Un progetto di cui si parla da tempo anche in Liguria e ora, finalmente, dalla teoria si passa alle prime sperimentazioni.

«Il bagnino nelle spiagge libere non è previsto per legge, ma come si può pensare che negli arenili dove ogni fine weekend si ritrovano centinaia di persone non ci sia alcun presidio di sicurezza?», spiega Alessandro Fiorito, vicesindaco di Noli e promotore dell’iniziativa. «Così ci siamo messi al lavoro per salvaguardare la salute di tutti mettendo a disposizione un gruppo di salvamento e acquistando due defibrillatori da utilizzare in caso di emergenza».

«L’obiettivo è mettere un presidio ogni 80 metri, ma al momento le nostre risorse non lo permettono – continua Fiorito – eppure riusciamo a coprire comunque tutto il litorale grazie alla collaborazione con i bagnini degli stabilimenti vicini che sono in contatto diretto con quelli del consorzio, pronti a intervenire per qualunque necessità. Un servizio che può rivelarsi anche un volano turistico per chi cerca un’offerta di qualità».

Specie in una regione da sempre meta di un turismo familiare, quindi con bambini piccoli e genitori che cercano oltre a mare, panorama e servizi turistici anche quelli relativi alla sicurezza. Un primo passo verso quello che potrebbe diventare un modello regionale da seguire e applicare in tutte le spiagge libere della Liguria.

«Gli ultimi incidenti gravi e i decessi in mare sono avvenuti sempre su arenili senza presidi», ricorda Enrico Schiappapietra, presidente regionale del Sib, il Sindacato italiano balneari aderente a Fipe-Confcommercio. «È inaccettabile che nel 2017 nelle spiagge libere ci sia un cartello che avvisi i turisti del pericolo sicurezza per la mancanza di un servizio di salvataggio».

Sul tavolo sono pronti a confrontarsi i rappresentanti dei 1.300 stabilimenti della riviera, la capitaneria di porto e la Regione. «Basterebbe unire le forze – prosegue Schiappapietra – e avviare una collaborazione virtuosa tra pubblico e privato. Da anni si cerca un progetto comune seguendo l’esempio di altre regioni, ma senza alcuna soluzione concreta. Si potrebbe partire con un progetto condiviso già la prossima estate, per cui molti sindaci si sono fatti avanti ma non riescono, da soli, a coprire il costo del servizio».

E il progetto potrebbe aprire anche nuovi sbocchi professionali: già nei 1300 stabilimenti liguri ogni estate oggi trovano lavoro circa 10 mila persone impegnate nelle operazioni di salvamento.

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Sib Confcommercio

Il Sindacato italiano balneari si è formalmente costituito il 14 dicembre 1960 e, attraverso la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), aderisce alla Confcommercio - Confturismo.
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