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Spiagge da sdemanializzare: la proposta Baretta convince i balneari

Il sottosegretario all'economia Baretta ha oggi illustrato i capisaldi della riforma del demanio marittimo studiata dal governo: sdemanializzare le aree in concessione e assegnarle agli attuali titolari senza evidenze pubbliche. L'ipotesi è stata approvata con riserva dalle associazioni di categoria.

Sdemanializzare le aree in cui insistono gli stabilimenti balneari e assegnarle agli attuali concessionari senza passare per le aste. Questa la soluzione proposta dal governo Letta per risolvere il caos delle concessioni demaniali marittime, oggetto di un’annosa contesa tra l’Unione europea – che con la direttiva Bolkestein intende mandarle a evidenza pubblica –, i balneari che rivendicano i loro diritti imprenditoriali e lo Stato italiano che finora non ha mai assunto una chiara posizione.

Prima di valutare con completezza l’idea del governo, occorre naturalmente attendere l’uscita della bozza di legge prevista per la prossima settimana. Ma i suoi punti cardine sono stati annunciati già oggi da Pier Paolo Baretta, sottosegretario al ministero dell’economia, che ha incontrato stamane a Roma i rappresentanti delle principali associazioni balneari, il delegato Anci al demanio marittimo Luciano Monticelli, il direttore dell’Agenzia del demanio Stefano Scalera e alcuni parlamentari di Pd e Pdl competenti in materia. 

Le associazioni di categoria hanno espresso un apprezzamento con prudenza sulla proposta di Baretta, condividendone gli assunti di base ma rimandando il giudizio alla visione del testo. Il governo Letta intende inserire la maxi riforma del demanio marittimo all’interno della nuova legge di stabilità, ma prima occorrerà confrontarsi con i rappresentanti degli imprenditori balneari: a Roma sono in programma altri incontri che partiranno dallo studio di una prima bozza di decreto.

Quello di oggi è stato solo un appuntamento interlocutorio, senza alcun testo di legge su cui confrontarsi. I suoi contenuti sono però stati sintetizzati molto chiaramente da Baretta, che ha sottolineato l’intento del governo di tutelare la peculiarità delle imprese di spiaggia. Così Sergio Pizzolante (Pdl), che ha partecipato all’incontro, ne riassume i contenuti: «L’idea condivisa è che l’Italia deve riaprire un confronto in Europa per il riconoscimento della peculiarità delle nostre coste e dell’offerta turistico-balneare italiana. Il governo presenterà la prossima settimana una proposta unica su concessioni, revisione dei canoni e soluzione per pertinenze (maxi canoni). Per quanto riguarda le concessioni, si sta definendo una proposta così articolata: sdemanializzazione delle aree frontali delle spiagge dove insistono gli immobili dello stabilimento, con valore economico calmierato definito a livello nazionale e opzione all’acquisto a favore del concessionario uscente; la linea di delimitazione fra patrimonio e demanio sarà oggetto di un’attenta valutazione; mentre l’area demaniale rimanente dovrebbe essere assegnata con diritto di prelazione, sulla base di un progetto di servizi e senza componente economica, con l’obiettivo di garantire l’unitarietà di gestione della spiaggia. La proposta complessiva, che include la soluzione sui maxi canoni pertinenziali, dovrebbe essere inserita nella prossima legge di stabilità . Mi sembra che, anche se sono necessari approfondimenti, si stia percorrendo la giusta strada per garantire la continuità di gestione delle nostre spiagge e far così ripartire investimenti e innovazione».

Così Riccardo Borgo (presidente Sib-Confcommercio), Fabrizio Licordari (presidente Assobalneari-Confindustria), Cristiano Tomei (coordinatore Cna Balneatori) e Vincenzo Lardinelli (presidente Fiba-Confesercenti) hanno commentato la proposta: «Dalla riunione si è intuita, finalmente, la volontà di trovare soluzioni condivise in ordine all’annoso problema sulla necessità di assicurare la continuità e la certezza del domani alle 30.000 imprese balneari italiane e ai loro 100.000 addetti diretti. Premesso che tutti i partecipanti al tavolo hanno concordato che sia prioritariamente necessario verificare a fondo e con forza con l’Unione europea gli stessi meccanismi di salvaguardia adottati dalla Spagna, si è ipotizzata la possibilità di introdurre nel nostro ordinamento meccanismi giuridici in grado di consentire la stabilizzazione delle imprese. In particolare è stata trattata l’ipotesi di rivedere l’assetto giuridico-normativo delle aree su cui insistono le imprese balneari. Tale nuovo assetto potrebbe concedere alle imprese esistenti la possibilità di acquistare parte delle aree sulle quali insistono i servizi di spiaggia e quelli accessori senza modificare l’attuale assetto delle spiagge. Riteniamo l’ipotesi interessante e certamente da approfondire, condizionando il giudizio alla certezza della proposta che riguarda la possibilità di attuare un’opzione certa a favore degli attuali concessionari, e che tutto il sistema, notoriamente diversificato sul territorio nazionale, possa esservi compreso. Un altro elemento fondamentale è quello che sia previsto un periodo transitorio sufficientemente lungo e tale da consentire da una parte l’effettuazione della complicata operazione tecnico-giuridica, dall’altra, essendo necessari investimenti, possa consentire alle imprese di reperire tali risorse. Crediamo, poi, sia importante rimarcare la necessità per le imprese balneari di mantenere l’unità funzionale tra le varie componenti aziendali. Riteniamo che proposte così innovative, anche se di valore, debbano essere valutate passo passo tra le varie componenti interessate per essere certi che gli obiettivi siano concretamente raggiungibili. Nel corso dell’incontro con Baretta si è trattato anche delle circa 150 aziende che hanno visto incrementare il canone di concessione per oltre il 1500%, canone insostenibile e tale da condannarle al fallimento. Abbiamo tutti condiviso la necessità di trovare la migliore e più rapida soluzione, sia per quanto riguarda i canoni pregressi che quelli futuri. Il sottosegretario, infine, si è impegnato a presentare alle imprese balneari e al parlamento una ipotesi di lavoro congiunto in tempi brevissimi, considerato che è scaduta la moratoria che prevedeva le sospensione delle procedure».

Positivo anche il commento dell’associazione Itb Italia tramite le parole del suo presidente Giuseppe Ricci, che ha da sempre puntato sulla sdemanializzazione per salvaguardare le attuali imprese balneari: «Finalmente si incomincia a ragionare su cose concrete. Cerchiamo di dare sempre più forza alle proposte per difendere tutta la categoria. Siamo veramente a un passo dal traguardo, e se tutti spingiamo nella stessa situazione, questa volta possiamo farcela. Per questo, lunedì 7 ottobre, vi invitiamo alla fiera Sun di Rimini. Uniti si vince».

Hanno partecipato all’incontro anche il vicepresidente Pdl al Senato Maurizio Gasparri, la senatrice Pd Manuela Granaiola, i deputati del Pdl Ignazio Abrignani e Sergio Pizzolante, i deputati Pd Anna Giacobbe, Silvia Velo e Franco Vazio, e il responsabile Pd al turismo Armando Cirillo.

Questo il commento dei deputati Pd presenti alla riunione: «L’incontro convocato oggi dal sottosegretario Baretta con le associazioni degli operatori del settore balneare ha segnato un passaggio importante sia per la prospettiva della categoria, sia per risolvere l’emergenza dei maxi-canoni. Il governo riaprirà a livello comunitario la discussione sulla direttiva Bolkestein per sostenere la specifica qualità di quel settore in Italia. Pensiamo, intanto, a soluzioni legislative che non contrastino con il dettato comunitario, ma siano in grado di dare certezze agli operatori, premiando e incentivando la capacità di investimento, la qualità dei servizi, il contributo che devono e possono dare alla tutela e alla valorizzazione di un bene pubblico molto importante loro affidato, le nostre spiagge. Consideriamo rilevante anche l’impegno a dare soluzione, in quel quadro, anche al problema di coloro che hanno avuto aumenti dei canoni anche del 1500-2000% con arretrati insostenibili. La disponibilità dichiarata delle associazioni del settore a collaborare per superare le situazioni di sperequazione che ci sono, con differenze rilevantissime tra caso e caso, può aiutare a realizzare anche una sanatoria per i “maxi canoni” con uno sforzo solidale. Ora è necessario un lavoro intenso e condiviso di costruzione delle proposte di merito. L’intenzione del governo di inserire la soluzione di questi temi nella legge di stabilità garantisce su tempi davvero ravvicinati».

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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