Attualità

Siccità, le buone pratiche dei balneari per risparmiare acqua

Molti lidi hanno attuato accorgimenti per contrastare la carenza idrica

Il riscaldamento globale di causa antropica ha provocato l’estate più calda nella storia dell’umanità, e con essa una grave situazione di carenza idrica. Ma anche in questo caso, i balneari italiani stanno dimostrando di essere sensibili alle tematiche ambientali e in molti stabilimenti sono state messe in atto delle pratiche straordinarie per il risparmio di acqua, come hanno invitato a fare le amministrazioni regionali e comunali. D’altronde, ha segnalato la Coldiretti, la siccità in corso non sta colpendo solo i settori dell’agricoltura e dei trasporti, ma anche quello del turismo: per questo è necessario che ogni impresa faccia la sua parte, e gli stabilimenti balneari più virtuosi non si sono certo tirati indietro.

In particolare, per adattarsi alle situazioni estreme e per prevenire e ridurre gli sprechi, i gestori delle spiagge hanno adottato dei piccoli accorgimenti e delle pratiche di buonsenso mirate verso l’ecosostenibilità. Tra queste c’è il divieto all’utilizzo delle docce per usi non necessari, con cartelli che sensibilizzano i turisti sulla carenza idrica. A Cogoleto, in Liguria, si è andati addirittura oltre, chiudendo del tutto le docce sulle spiagge libere: «Una decisione – spiega il sindaco Paolo Bruzzone – presa per garantire approvvigionamento ad abitazioni civili e attività commerciali, che naturalmente verrà rivista appena le condizioni lo consentiranno. Oggi l’appello che mi sento in dovere di rivolgere ai cittadini, per scongiurare provvedimenti ancora più restrittivi, è quello di limitare il consumo di acqua per attività non necessarie».

Gli stabilimenti balneari più green e sostenibili non si sono limitati ai divieti, ma hanno anche installato cellule fotovoltaiche e pannelli solari termici per diventare autosufficienti dal punto di vista energetico, nonché incentivato la mobilità alternativa, la raccolta differenziata e l’abbandono della plastica, al fine di evitare l’immissione in acqua di microplastiche nocive per la fauna e l’alimentazione dell’uomo.

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