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Sib: “Spiagge luogo perfetto per vacanze, sbagliato distruggerle con una legge”

Capacchione: "Bisogna evitare un errore tragico: il decreto Infrazioni cancella migliaia di aziende prevalentemente a conduzione familiare e con esse due secoli di storia gloriosa del nostro turismo"

«Le spiagge italiane costituiscono il luogo preferito per le vacanze». Lo ha detto Antonio Capacchione, presidente del Sindacato italiano balneari aderente a Fipe-Confcommercio, ieri in occasione della 45^ Giornata mondiale del turismo, quest’anno dedicata al tema della pace, partecipando a Trani a un incontro organizzato dall’Arcidiocesi. «Il mare infatti anche quest’anno è stato scelto da oltre 36 milioni di turisti italiani e stranieri per la molteplicità dei servizi, l’alta professionalità e un’accoglienza che non ha eguali», ha aggiunto Capacchione. «Il balneare costituisce il segmento più importante del turismo italiano. Anche quest’anno la vacanza è stata sinonimo di “vacanza al mare”. Bisogna evitare un errore storico che sarebbe tragico per il nostro paese: distruggere, con una legge sbagliata, migliaia di aziende prevalentemente a conduzione familiare e con esse due secoli di storia gloriosa del nostro turismo».

«Anche quest’anno i 30.000 imprenditori balneari e i propri dipendenti hanno lavorato con incertezza e angoscia a causa delle gravi problematiche che attanagliano il settore», ha proseguito Capacchione. «Senza futuro non c’è lavoro e senza lavoro non c’è dignità. Le nuove disposizioni sulle concessioni demaniali contenute nel decreto legge n. 131/2024 (il decreto infrazioni approvato il 4 settembre dal consiglio dei ministri, NdR) sono sbagliate, ingiuste ed estremamente dannose per il nostro paese».

«È assolutamente necessaria, quindi, una riforma per questo comparto cruciale per l’Italia in quanto, da anni, contribuisce in maniera determinante all’occupazione e, soprattutto, all’economia», ha concluso il presidente del Sib. «Bisogna intervenire subito per riscrivere la norma che tuteli correttamente i diritti degli attuali concessionari e un modello di balneazione che il mondo ci invidia. Questo provvedimento legislativo, infatti, non applica correttamente la direttiva Bolkestein, così come interpretata dalla giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea. Serve non una norma tampone, ma una legge di riordino organico del settore».

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Il Sindacato italiano balneari si è formalmente costituito il 14 dicembre 1960 e, attraverso la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), aderisce alla Confcommercio - Confturismo.
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