Norme e sentenze

Sì alle vasche idromassaggio negli stabilimenti balneari

Il Consiglio di Stato ribalta una sentenza avversa e dà torto alla Soprintendenza che aveva impedito l'installazione delle strutture in alcune spiagge di Rimini.

Il Consiglio di Stato legittima l’installazione delle vasche idromassaggio negli stabilimenti balneari. Con una sentenza emessa lo scorso 11 giugno, i giudici hanno ribaltato una pronuncia del Tar Emilia-Romagna, dando torto alla Soprintendenza e dando così il permesso a uno stabilimento balneare di Rimini di montare le due vasche che erano state precedentemente impedite.

I fatti risalgono al 2003, quando la Soprintendenza ha annullato l’autorizzazione per l’installazione di due vasche idromassaggio completamente interrate con pedana in legno nello stabilimento balneare n. 62 di Rimini. Il titolare della spiaggia ha presentato ricorso al Tar, che si è espresso nel 2013 confermanto il niet della Soprintendenza e costringendo così l’imprenditore a rivolgersi in Consiglio di Stato.

I tempi della giustizia sono stati nel complesso piuttosto lunghi, ma alla fine il Consiglio di Stato ha ribaltato la decisione del Tar, non solo per lo stabilimento 62 ma anche per altre spiagge riminesi che nello stesso periodo avevano avevano subìto un analogo rifiuto e che si erano unite al ricorso.

Nelle sue motivazioni, il Consiglio di Stato ha ritenuto legittime le procedure individuate dal Comune di Rimini per consentire l’installazione delle vasche idromassaggio “nella fascia di arenile tradizionalmente riservata ai servizi, a ridosso della strada litoranea e quindi più arretrata rispetto alla linea di battigia“; oltre a sottolineare che le opere sono precarie, amovibili e temporanee, con una struttura che “presenta dimensioni e caratteristiche tali da non precludere ulteriormente la permeabilità visuale tra la spiaggia e l’abitato retrostante” e che dunque è compatibile con il vincolo paesaggistico.

Al contrario, i giudici hanno ritenuto errate le motivazioni della Soprintendenza che ha voluto impedire l’installazione: “Viceversa la motivazione del provvedimento d’annullamento della Soprintendenza, oggetto d’impugnativa, nel lamentare che l’intervento edilizio “risulta incoerente con la percezione armonica del paesaggio… in cui le visuali prospettiche dall’entroterra verso il mare e da un punto all’altro della costa si sommano e si concentrano in modo tale da esprimere con grande intensità i valori paesaggistici dell’ambiente del mare”, data la polisemia dell’aggettivazione impiegata, è generica ed indefinita già sul piano semantico – prima ancora che giuridico“.

Per leggere la sentenza integrale, clicca qui.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mondo Balneare

Dal 2010, il portale degli stabilimenti balneari italiani: notizie quotidiane, servizi gratuiti, eventi di settore e molto altro.
Seguilo sui social:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *