Il Comune di Rimini accelera sulla variante al Piano dell’arenile approvato lo scorso agosto, con l’obiettivo di intervenire su una serie di temi rimasti irrisolti e di introdurre nuovi strumenti per la gestione e la trasformazione del litorale. La proposta, illustrata in commissione dall’assessore all’Urbanistica Valentina Ridolfi insieme ai tecnici comunali, sarà assunta direttamente dal Consiglio comunale con contestuale messa in salvaguardia, nel tentativo di limitare ulteriori contenziosi amministrativi che tuttavia l’amministrazione considera probabili.
Tra i temi principali della variante figurano la destagionalizzazione delle attività balneari, la maggiore flessibilità per gli stabilimenti, le opere pubbliche legate alla sicurezza idraulica, le strutture sportive e soprattutto la disciplina delle piscine e delle terrazze. Uno dei punti più discussi riguarda proprio le piscine nelle macro-aggregazioni. Il Piano vigente consente infatti, per gli aggregati con un fronte minimo di 250 metri lineari, la realizzazione di una piscina fino a 300 metri quadrati, superficie che viene sottratta da quella coperta disponibile. Nel tratto sud del litorale questo potrebbe tradursi teoricamente in 27 macro-aggregazioni e altrettante piscine, per una presenza significativa di nuovi impianti lungo la costa.
Il confronto con gli enti competenti è ancora aperto su numero e dimensioni delle strutture, e un nuovo tavolo tecnico è fissato per il 3 giugno. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è arrivare all’adozione della variante entro l’inizio di luglio, dopo il confronto tecnico sulle piscine previsto a giugno, per poi completare l’iter approvativo in autunno.
La variante introduce una distinzione più articolata tra macro e micro-aggregazioni. Per le prime restano ammesse coperture temporanee invernali delle piscine, mentre per le seconde sarà consentita solo la copertura con teli leggeri e una sola sponda a pendenza contenuta, con profondità massima di 1,20 metri. Tra le novità più rilevanti compare anche l’estensione delle terrazze alle micro-aggregazioni dotate di pubblico esercizio. Finora questa possibilità era riservata alle sole macro-aggregazioni. Le nuove terrazze potranno essere realizzate con scale esterne, ascensori non chiusi, parapetti leggeri e sistemi retrattili di ombreggio come tende e ombrelloni.
Sul fronte della destagionalizzazione, la variante chiarisce gli allestimenti temporanei consentiti nella fase transitoria precedente alla piena attuazione del Piano. Saranno ammessi ombrelloni, tende ombreggianti e chiringuiti, oltre alla possibilità di installare coperture temporanee fino a 1.000 metri quadrati per un massimo di 180 giorni l’anno, così da permettere attività anche nei mesi invernali.
Il testo affronta anche il tema delle emergenze climatiche e delle mareggiate, prevedendo la possibilità di ricostruire strutture demolite da eventi eccezionali. Viene inoltre introdotta maggiore flessibilità sul “campo edificatorio”, con possibilità di ampliamento degli spazi in specifiche condizioni sia per micro che per macro-aggregazioni. Ampio spazio anche allo sport: la variante individua aree ombreggiate dedicate all’attività sportiva, dove potranno essere installate strutture leggere per beach volley, beach soccer e beach tennis utilizzabili anche fuori stagione.
Particolare attenzione viene infine riservata infine agli stabilimenti della zona nord, tra il bagno 23 e il 43, dove la conformazione della spiaggia e la vicinanza degli alberghi rendono necessarie soluzioni più leggere e facilmente amovibili. In questi tratti saranno consentite strutture meno impattanti rispetto agli standard previsti per il resto del litorale.
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