Sib-Confcommercio

Riforma spiagge, Sib scrive a Centinaio: ”Tavolo sia celere”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che il presidente del Sindacato italiano balneari ha inviato ieri al ministro del turismo.

Il tavolo tecnico interministeriale sull’applicazione della direttiva Bolkestein alle concessioni demaniali marittime con finalità turistiche ricreative (vedi notizia, NdR) è guardato con fiducia e speranza dalle 30.000 imprese che occupano direttamente 100.000 addetti e che costituiscono la balneazione attrezzata italiana, da anni comparto importante e decisivo per l’offerta turistica del nostro paese.

Ribadiamo l’apprezzamento degli imprenditori balneari italiani verso questa meritevole iniziativa e riconfermiamo la disponibilità della nostra organizzazione di categoria a partecipare e contribuire. Nel contempo, però, non possiamo non evidenziare che i tempi di lavoro di questo tavolo, che è finalizzato a produrre un documento “nel quale tracciare la strategia di uscita dalla Bolkestein” da portare poi in Europa, rischia di confliggere con l’urgente necessità di soluzioni celeri e, per certi versi, immediate.

Le è ben nota la ineluttabilità immediata di mettere i balneari, colpiti dalle recenti mareggiate e dagli effetti nefasti dell’erosione costiera, nelle condizioni di poter ricostruire le proprie aziende così come la necessità di evitare, da subito, rovinose azioni esecutive e provvedimenti di decadenza per i cosiddetti pertinenziali. Per non parlare dell’urgente necessità di sospendere l’incomprensibile obbligo di smontaggio delle strutture che rischia, proprio in questi giorni, di portare ad azioni penali, sequestri e, peggio ancora, a provvedimenti di revoca, o della obbligatorietà di un intervento chiarificatore per le “cartelle pazze” in materia di Imu e Tari che sono arrivate a molti imprenditori balneari.

Ecco perché, impregiudicato il lavoro del tavolo tecnico, che si spera celere e fecondo, e fatto salvo la ricerca di soluzioni più avanzate, riteniamo doveroso e non dilazionabile l’adozione di immediati provvedimenti normativi che mettano in sicurezza e diano un briciolo di serenità a questo settore. La legge di stabilità e il decreto fiscale in discussione in questi giorni in parlamento, a nostro avviso, costituiscono il veicolo normativo per l’adozione di siffatti provvedimenti urgenti e non più rinviabili.

Come nostro contributo, abbiamo inviato ai parlamentari di ogni schieramento dieci proposte di emendamenti. Confidiamo nel suo impegno e interessamento per l’approvazione di queste proposte, o di altre analoghe, con la certezza che vorrà evitare il rischio che il tavolo tecnico possa costituire un comodo alibi per ormai inaccettabili rinvii di misure di salvaguardia che al contrario vanno adottate qui e ora per garantire un futuro alle 30.000 aziende balneari italiane.

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Antonio Capacchione

Avvocato, presidente nazionale del Sindacato italiano balneari - Fipe Confcommercio dal 2018, già vicepresidente vicario.
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