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Riforma spiagge: Sib, Fiba e Oasi chiedono incontro ai nuovi capigruppo

Subito dopo le nomine, i sindacati degli imprenditori balneari hanno inviato una lettera per chiedere di iniziare l'iter di riforma delle concessioni.

Con la nomina dei nuovi capigruppo dei partiti in parlamento, i sindacati balneari Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti e Oasi-Confartigianato chiedono di far ripartire l’iter della riforma delle concessioni di spiaggia. I presidenti Riccardo Borgo, Vincenzo Lardinelli e Giorgio Mussoni hanno firmato una lettera inviata a tutti i capigruppo per richedere un incontro urgente. Ne pubblichiamo qui di seguito il testo integrale.

Nota congiunta da parte dei sindacati di categoria Sib, Fiba, Oasi ai capigruppo dei partiti in parlamento con la richiesta di un incontro

Gentile Presidente,

è ormai ampiamente condiviso che il turismo italiano costituisca un settore fondamentale per l’economia nazionale e che contribuisca in modo consistente alla crescita complessiva del Paese. Le stime del Piano strategico per il turismo 2017-2022 indicano infatti un peso attuale del settore dell’11% circa sul Pil e del 12,5% sull’occupazione mentre le ultime rilevazioni indicano un suo elevato tasso di crescita.

In questo contesto il turismo balneare ha un ruolo fondamentale, come risulta nell’ultimo report dell’Istat del 30 ottobre 2017 sul “Movimento turistico in Italia” che evidenzia come nel 2016 si sono registrati 403 milioni di presenze (+2,6 % sul 2015) e 116,9 milioni di arrivi (+3,1 % sul 2015) e che “benché i comuni costieri siano meno del 13 % del totale e ospitano il 33,7 % della popolazione italiana, offrono il 56 % dei posti letto e contribuiscono per il 52,7 % al totale delle presenze turistiche registrate nel 2016”. Dati che, per quanto riguarda le località marine, nel 2017 hanno registrato un ulteriore incremento delle presenze del 3,5%.

Incremento che, come si evince dall’indagine “Gli italiani, il mare e gli stabilimenti balneari” eseguita nel giugno del 2017 da “Format Research”, va di pari passo con l’alto gradimento (94,8 %) che i servizi di spiaggia riscontrano presso la clientela che, in particolar modo, ne valuta positivamente la supplenza nei confronti dello Stato per quelli di carattere generale (72,1 %).

Contrasta con questa situazione lo stato di incertezza e precarietà nel quale sono state lasciate da troppi anni le 30.000 piccole e medie imprese che operano in regime di concessione e che del turismo balneare sono elemento fondamentale. Incertezza e precarietà che risale al 2009. Da allora ben cinque governi non sono stati colpevolmente in grado di risolvere il problema per ridare futuro alle imprese e rilanciarne i necessari investimenti.

Ci rivolgiamo alle forze politiche presenti nel nuovo parlamento per sollecitarle a mettere mano con urgenza a una indispensabile legge organica di riforma che metta al centro la necessità di tutelare concretamente le imprese balneari esistenti riconoscendone il ruolo sociale ed economico e, con loro, salvaguardare la peculiarità del turismo balneare italiano, la sua tradizione e specificità.

Chiediamo quindi un urgente incontro al fine di condividere obiettivi e approfondire temi, soluzioni, strumenti e tempi.

Nel ringraziare per l’attenzione, in attesa di riscontro, inviamo i migliori saluti.

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