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Riforma spiagge, Ricci a Draghi: “Basta fake news sui balneari”

Il presidente di Itb Italia Giuseppe Ricci ha scritto una lettera aperta al premier Mario Draghi in merito al riordino delle concessioni balneari che sarà esaminato nei prossimi giorni in Senato. «Fra qualche mese torneranno i turisti nelle località balneari – scrive Ricci – e noi torneremo ad aprire i nostri stabilimenti e a lavorare per i turisti italiani e stranieri, con la speranza che il vento cambi, soprattutto per chi vive ora nell’incubo delle bombe e per noi che viviamo di turismo. A tale proposito vorrei ricordare i nostri nonni e i nostri genitori che, sopravvissuti a una disastrosa guerra mondiale, hanno fatto nascere e crescere dalle macerie quelli che oggi sono apprezzati stabilimenti balneari, che hanno permesso lo sviluppo la sopravvivenza e lo sviluppo di intere popolazioni costiere. Tutto ciò lottando contro burocrazia, leggi complicate, passaggi di competenze, difficoltà naturali, provocatori e ostilità professionali. E oggi, nel mezzo di una pandemia, con disfattisti e provocatori sempre pronti a criticare e a sabotare il lavoro di tanti di noi, causando spesso problemi aggiuntivi».

«Per tutto ciò, presidente Draghi – prosegue il presidente di Itb Italia – sgombriamo il tavolo dalle fake news: non è vero che le risorsa spiaggia scarseggia, come sostengono gli interessati difensori della direttiva Bolkestein! Le nostre spiagge e le nostre coste hanno tanto spazio da offrire a chi vuole vivere le sue vacanze in libertà, nel rispetto delle regole dettate dai piani regolatori di spiaggia, che hanno permesso uno sviluppo importantissimo per l’economia delle nostre aree costiere. Voglio poi ricordare che le nostre strutture balneari non sono servizi, ma beni messi a disposizione dei turisti balneari e che sono costruite nel rispetto dei piani regolatori».

«La nostra cultura di gente di mare ci porta ad avere il massimo rispetto delle risorse naturali, attenzione all’ambiente e all’ordine pubblico. Perciò respingiamo le fake news su paventati e artatamente raccontati favoritismi alle imprese e sull’elargizione di indennizzi. La vita dei balneari è difficile perché bisogna sempre tutelare l’ambiente, fare attenzione alla sicurezza delle spiagge, lottare contro chi vuole approfittare della stagione estiva per i propri obiettivi (non sempre onestissimi), ma noi non abbiamo paura dei disonesti o dei furbastri: operare nel turismo balneare è la nostra missione e la nostra passione», conclude Ricci. «Noi siamo i difensori ultimi del turismo famigliare e delle vacanze dal tratto umano: quindi, presidente Draghi, non permetta che escano proprio le nostre famiglie e i nostri collaboratori dalla gestione delle concessioni per far posto a sordidi speculatori. Noi vogliamo, con il suo aiuto, far capire a tutti che lo Stato è presente, che i diritti dei cittadini sono difesi e i lavoratori sono tutelati: in altre parole, noi difendiamo oggi e sempre la cultura del turismo balneare italiano, un unicum in Europa e nel mondo. Lo difendiamo oggi mai e smetteremo di difenderlo, combattendo con passione la nostra battaglia».

pouf Pomodone

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Itb Italia è un'associazione nazionale di imprenditori del turismo balneare.
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    • no sei tu che deliri e pure tanto—-vieni in piazza a protestare se hai le palle non da dietro la tastiera…..

      • e per tua conoscenza draghi nessuno lo ha eletto e non solo; sulla sua testa pendono quasi un milione di denunce che le procure stanno cercando di affossare…..secondo te è normale che un premier con tutte queste denunce possa parlare e decidere a nome di noi tutti e approvare qualunque porcata senza passaggi parlamentari? che cosa paghiamo a fare i nostri politici? ti sembra che ci sia uno stato di diritto democratico o una dittatura? se ci tieni tanto portalo a casa tua……noi saremo a roma e manifesteremo per i nostri diritti e le nostre aziende anche con presidi giornalieri davanti montecitorio…non ci fermerete …burocrati privi di dignità

      • arnaldo c è lhai con me? perche se è con me che hai rivolto la tua frase dimmi come fai ha contestare quello che ho detto……smentiscimi

  1. Mario Mchele says:

    I maligni non fanno bene ne per se, ne per la propria famiglia e ne per gli altri.
    Il lavoro va ‘ sudato onestamente .
    Solo un miracolo fa cadere la manna dal Cielo !!!
    Il lavoro c’e’ per tutti ma bisogna procurarselo senza dormire notte e giorno !!!
    Michele Orchidea.

  2. In Liguria esiste l’assurdità del ridicolo 14 per cento di spiagge libere. Una vergogna mondiale. Il cittadino che paga laute tasse è espropriato in favore degli speculatori del danio pubblico.
    Non è un questione di cambiare padroni, è che vogliamo la libertà e le spiagge libere, almeno in una percentuale umana. Ci sono molto più poveri che mi ricchi in Italia però ci sono più spiagge per ricchi che non spiagge libere. È ora di finire questa buffonesca ingiustizia che ha favorito un esiguo numero di privati amici di compiacenti politici o amministratori. Basta truffe al popolo!

    • Antilobby says:

      In Versilia le concessioni marittime occupano oltre il 90% del demanio marittimo è sono tutte attaccate l’una con l’altra con la conseguenza che ci sono rari varchi per accedere al mare. Dove vado io ho potuto notare che vi è solo una spiaggia libera vicino al pontile……. Nella riforma de demanio marittimo ci deve essere l’obbligo per ogni comune marittimo di prevedere la presenza di spiagge libere almeno non inferiore al 35% dell territorio demaniale. Qualora si dovesse accertare una presenza di spiagge libere inferiore al 35% il comune deve essere obbligato a ripristinare tale obbligo con la diminuzione del territorio demaniale dato in concessione.

      • su questo sono d accordo con te antilobby, ecco perchè una mappatura del territorio è indespensabile….ma se in versilia scarseggiano aree libere cosa dire ad esempio della calabria della sicilia della sardegna ed altre regioni dove puoi camminare per km senza trovare uno stabilimento? quindi capisci che le mappature dei territori sono vitali….nel lazio unica regione che ha pubblicato la mappatura dove ci sono tutte le concessioni con ml mq vincoli canoni etc su 245 km ci sono si e no il 20 25% di suolo occupato… e la regione lazio ha anche fatto una legge dove il 50% del territorio deve essere libero……come ci dovremmo comportare ?

        • Antilobby says:

          ….. adesso è un casino perché c’è stata la sentenza delCds è la politica non aveva provveduto a riformare il demanio marittimo.

        • Ernesto se la legge laziale da te riportata dice che le spiagge libere devono essere il 50% e occupate sono circa 20/25% va da sé che da assegnare è rimasto poco se pensi alle aree rocciose, non accessibili, prossime ad aree portuali o industriali, spiagge sotto i 150 metri, ecc..finalmente anche tu con il tuo commento dimostri che la risorsa è scarsa, nel Lazio molto scarsa. Grazie del regalo inaspettato.

    • Ti do ragione: servono più spiagge libere. Attenzione però che le gare significano più e non meno spiaggia occupata.

      • Antilobby says:

        Ma ai comuni marittimi gli devi mettere l’obbligo di mantenere una certa percentuale di spiaggia libera come ho riportato in precedenza

        • Sì certo, sogna. Mi dispiace offenderti ma non hai chiaro come vanno le cose. Rosignano o come si chiama docet.

        • Antilobby says:

          ……. Tale obbligo deve essere applicato a prescindere che la risorsa sia più o meno scarsa in modo di accontentare quelle persone che non vogliono o non possono andare nei bagni marittimi a pagamento….

        • Antilobby says:

          …….. scusate ma quando il governo Berlusconi inserì le concessioni demaniali nella Bolkestein era obbligato a farlo o è stata una contropartita con l’Europa?

          • laplayacz says:

            Già! Proprio Berlusconi ci ha messo in questo casino. Peccato che nessuno delle sue fidanzate abbia uno stabilimento balneare altrimenti ne saremmo già fuori…

  3. Complimenti presidente Ricci, bellissima lettera, sperando che il destinatario, almeno per una volta, preferisca le piccole imprese familiari italiane, e non i grandi gruppi, spesso suoi “amici”, come più volte dimostrato nelle sue storiche “azioni”.

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