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Riforma spiagge, fermento delle Regioni: ‘Governo in ritardo’

In attesa della legge-delega che continua a essere rimandata, fioccano i tentativi di colmare il vuoto normativo a livello locale.

Si sta giocando nelle Regioni la partita più importante sulle concessioni balneari. Mancando ancora una legge di riforma nazionale – più volte annunciata e rimandata – sono in atto numerosi tentativi di colmare il vuoto normativo a livello locale, tra chi ha già varato una legge regionale (la Toscana) a chi chiede a ogni governatore di approvare testi simili (Cna Balneatori) per tutelare gli stabilimenti che non possono più contare sul rinnovo automatico delle concessioni a causa dell’applicazione della direttiva europea Bolkestein.

Ieri, intanto, la Conferenza delle Regioni si è riunita a Roma proprio per discutere sul tema, approvando all’unanimità un ordine del giorno che sollecita al governo a concludere la situazione, adottando una normativa che tuteli l’esistenza delle attuali imprese balneari. Normativa che il governo intende avviare con una legge-delega, attualmente oggetto di un difficile negoziato con la Commissione europea che sta facendo allungare i tempi e spazientire le associazioni balneari che vorrebbero chiudere la partita entro il 2017, come hanno chiesto alla recente fiera Sun di Rimini (vedi notizia). 

Al documento delle Regioni hanno lavorato la Liguria, attraverso l’assessore Marco Scajola che coordina il tavolo interregionale sul demanio, e l’Abruzzo in quanto coordinatore del tavolo sul turismo. «Sono soddisfatto che ancora una volta le regioni abbiano dimostrato di essere compatte e propositive, al di là delle differenze politiche, su tematiche delicate – ha sottolineato Scajola – Fino a oggi il governo non ha dato risposte, né presentando una legge nazionale per garantire le aziende balneari italiane, né relazionando le Regioni sull’evoluzione degli incontri con la Commissione europea a cui ritengo si debba chiedere un periodo transitorio di almeno 30 anni, come hanno ottenuto altri paesi europei».

Cna Balneatori, intanto, ha portato avanti il suo progetto per chiedere a tutte le Regioni costiere l’approvazione di una legge regionale che garantisca il legittimo affidamento alle attuali imprese. Il testo, redatto con gli avvocati demanialisti Roberto Righi ed Ettore Nesi, vorrebbe istituire un regime di “doppio binario” con «la tutela dell’affidamento dei titolari di concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative nei limiti precisati dal diritto eurounitario» e allo stesso tempo «il rilascio di nuove concessioni demaniali marittime su aree disponibili con finalità turistico-ricreative in base a procedure di selezione tra i candidati potenziali secondo criteri obiettivi di imparzialità, di trasparenza e di pubblicità, nonché nel rispetto dei principi di concorrenza, di libertà di stabilimento, di garanzia dell’esercizio, dello sviluppo, della valorizzazione delle attività imprenditoriali e di tutela degli investimenti». Il testo completo della proposta di legge è scaricabile cliccando qui.

Cristiano Tomei, coordinatore Cna Balneatori, ha inviato oggi la proposta di legge agli assessori al turismo di tutte le Regioni costiere, chiedendone l’immediata approvazione secondo quanto deliberato dall’assemblea sindacale che la scorsa settimana al Sun di Rimini ha avallato il progetto all’unanimità (vedi notizia).

In Toscana, infine, continua la fibrillazione per la legge regionale che consente agli imprenditori balneari di ottenere una nuova concessione ventennale presentando un piano di investimenti. La legge è stata impugnata dal governo, ma è tuttora in vigore in attesa di giudizio e può nel frattempo costituire un salvagente per quegli imprenditori che non vogliono attendere la riforma nazionale. Proprio per illustrare il metodo da seguire per ottenere il nuovo titolo, giovedì prossimo a Piombino è in programma un importante convegno di cui abbiamo diffuso i dettagli in questo articolo.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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