Attualità

Riforma spiagge, Costa: ’30 anni di transizione? Molto difficile’

Il ministro lo ha affermato ieri al convegno di Bari, caratterizzato anche da qualche polemica.

«Difficilmente il periodo transitorio potrà durare trent’anni». Lo ha detto il ministro agli affari regionali Enrico Costa, intervenuto ieri all’assemblea degli imprenditori balneari pugliesi organizzata da Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti Puglia. Costa, che è coordinatore della riforma che intende istituire le evidenze pubbliche delle concessioni (e prima delle quali le associazioni organizzatrici chiedono appunto una transizione di trent’anni), ha però precisato che «abbiamo previsto la tutela dell’esperienza e della professionalità, e abbiamo evidenziato come elemento anche il valore commerciale».

L’incontro di ieri, tenutosi a Bari in una sala affollata, ha visto un grande interesse della platea ma anche qualche tensione dovuta ai malumori della categoria. Non tutti gli imprenditori sono infatti d’accordo con l’impianto del disegno di legge che la settimana prossima sarà discusso in parlamento, e oltretutto due associazioni di categoria, escluse dal tavolo dei relatori, hanno polemizzato per questo accaduto: si tratta di Assobalneari-Confindustria, con il presidente pugliese Michelangelo Di Pace che precisa di «non essere stato coinvolto nell’organizzazione del convegno e nemmeno invitato a parlare tra i relatori», nonostante il logo dell’associazione fosse in locandina, e di Federbalneari, con il presidente salentino Mauro Della Valle che attacca il Sib per la sua «azione scorretta» attraverso una lettera aperta che abbiamo pubblicato in questo articolo.

Per quanto riguarda i contenuti del convegno, il ministro Costa e il deputato Sergio Pizzolante (relatore della legge in commissione finanze) hanno confermato che, a loro parere, i contenuti del disegno di legge sono l’unica strada per tutelare le attuali imprese rimanendo allo stesso tempo coerenti con lo scenario normativo europeo e italiano. Tuttavia Antonio Capacchione, presidente Sib Puglia, ha fatto presente che «è inaccettabile che il governo voglia portarci via le nostre imprese», poiché «in Italia ci sono enormi spazi per il rilascio di nuovi titoli, a partire dalla Puglia dove solo il 9% del demanio costiero è occupato da stabilimenti».

Riportiamo qui di seguito una sintesi, in ordine sparso, degli interventi di ieri a Bari.

L’intervento di Enrico Costa (ministro agli affari regionali) è stato così riassunto dall’Ansa:

«Non ci deve essere nessun braccio di ferro tra balneari e governo, ed è evidente che nel nostro provvedimento noi abbiamo previsto una forte attenzione alla storia, ai sacrifici, al percorso che hanno caratterizzato le imprese, specialmente le piccole». Così il ministro per gli affari regionali, Enrico Costa, ha risposto oggi a Bari ai giornalisti che gli chiedevano se ci sarà un ennesimo braccio di ferro tra governo e balneari sulla normativa che rivede le modalità per ottenere concessioni per spiagge e stabilimenti. Costa, che oggi ha partecipato a un convengo sul tema nel capoluogo pugliese, ha spiegato «di aver contribuito attivamente alla redazione del disegno di legge-delega che ritengo equilibrato: questo disegno di legge – ha evidenziato – è stato discusso in tutte le sue fasi, in tutto il suo iter, con molti rappresentanti delle associazioni. Ovviamente il Parlamento potrà anche migliorarlo».
«Abbiamo previsto – ha sottolineato il ministro – la tutela dell’esperienza, della professionalità, e abbiamo evidenziato come elemento anche il valore commerciale, la tutela degli investimenti; e abbiamo previsto un periodo transitorio per l’entrata in vigore della normativa». Questo periodo durerà trent’anni?, è stato chiesto a Costa, che ha risposto: «Difficilmente durerà 30 anni, bisognerà argomentare le ragioni che possono determinare una differita entrata in vigore della normativa, perché quando cambia l’assetto, deve cambiare anche l’organizzazione affinché la macchina amministrativa sia una macchina adeguata».
«Nel corso degli anni – ha aggiunto Costa – non sono stati messi a punto dei progetti organici, si è sempre tentato di tamponare la situazione attraverso delle proroghe che poi alla fine non hanno retto». Riguardo alle modalità per le concessioni, il ministro ha precisato che «ci sarà una procedura di selezione che tenga conto dell’esperienza e della professionalità delle imprese».

Queste, invece, le parole del deputato Sergio Pizzolante (Ap-Ncd), di cui ci è stato trasmesso l’audio:

«Il testo della legge di riforma delle concessioni balneari è già stato assegnato alla commissione finanze, poi passerà alle attività produttive, visto che i temi affrontati sono vari e trasversali. La settimana prossima inizierà la discussione anche con le sigle sindacali. Insomma, ci troviamo alla vigilia dell’approvazione, che avverrà – credo – entro un mese e mezzo per poi arrivare alla parte più importante, cioè la struttura dei decreti attuativi, che richiederà un lavoro di minuzia ancora più serio e articolato.
La sentenza della Corte di giustizia europea dello scorso 14 luglio ha stabilito una precisa direzione, e si tratta di una legge e non di volontà politica. Sarebbe facile promettervi di darvi 50 anni di proroga, ma dato che un giudice ha stabilito che non si può fare, è inutile anche solo pensarci. Noi non vogliamo prendere in giro nessuno, ma vogliamo fare un patto coi balneari – anche se non tutti i loro rappresentanti hanno la stessa posizione. Vogliamo approvare una legge inattaccabile, non voglio arrivare più nella condizione di panico in cui il settore si trovava prima della sentenza europea. Perciò in questi mesi abbiamo lavorato a un testo che sia compatibile con l’attuale quadro normativo, che non riguarda solo la Bolkestein ma anche i trattati europei. E per questo stiamo sostenendo che, anche se c’è un cambio di regime, le imprese esistenti vanno tutelate e non possono essere cancellate da una legge, ma solo dal mercato. E questo può essere fatto con una fase di transizione, con il riconoscimento della professionalità in fase di evidenza pubblica e con l’obbligo del riconoscimento del valore commerciale, che rappresenta un grande deterrente per chi vuole subentrare. Ricordiamo che in Toscana le oltre 400 domande di “atto formale” non hanno avuto richieste concorrenti, proprio grazie al valore commerciale. Sono dunque convinto che il nostro è il percorso migliore per tutelarvi, e chi dice cose diverse sta sbagliando».

Questi i punti affrontati da Antonio Capacchione, presidente Sib-Confcommercio Puglia:

«La situazione di grande incertezza che le imprese balneari stanno vivendo da sette anni è drammatica: non conosciamo il futuro delle nostre aziende che abbiamo creato, soprattutto in Puglia, dove la balneazione si è sviluppata negli ultimi decenni, grazie a dei ragazzi che hanno trovato un’occasione di lavoro nella gestione delle spiagge. In Salento ci sono 283 stabilimenti balneari e altri 92 saranno aperti nei prossimi anni: con questi, solo il 9% del demanio marittimo pugliese è oggetto di concessione, perciò ci sono spazi enormi per il rilascio di nuovi titoli. Perché allora qualcuno si è posto l’obiettivo di togliere le concessioni a chi le ha già? È una cosa inaccettabile, oltre che controlegge: la sentenza europea del 14 luglio, infatti, è vero che afferma che la proroga automatica e generalizzata non è conforme alla direttiva Bolkestein, ma allo stesso tempo sostene che le concessioni rilasciate prima del 2009 sono tutelate dal legittimo affidamento».
Capacchione ha esordito dicendo che «è ormai tempo di passare dagli slogan generici tipo “no alle aste”, che nessun balneare vuole, al lavoro concreto per risolvere la questione balneare, che per noi significa trent’anni alle imprese esistenti, indennizzo al termine di questo periodo e sdemanializzazione delle aree di sedime delle strutture». Per quanto riguarda la manifestazione del 15 marzo, il presidente Sib Puglia ha ribadito che la sua organizzazione è «fermamente contraria, perché l’obbligo della pubblica evidenza non deriva solo dalla Bolkestein su cui la protesta si concentra, così come è sbagliato bocciare un provvedimento normativo che invece va migliorato e precisato: la bocciatura del provvedimento farebbe rimandare tutto alla prossima legislatura, con danni evidenti alla categoria».

L’intervento del sottosegretario Massimo Cassano è stato così diramato dall’agenzia Agenparl:

«Sburocratizzare i settore del turismo balneare, per unire alla difesa delle coste la sacrosanta tutela degli imprenditori». È un appello quello che arriva dal sottosegretario Massimo Cassano, intervenuto a Bari ai lavori degli imprenditori del settore. Un appello che coinvolge tanto il governo centrale, alle prese con la revisione della normativa che rivede le modalità per ottenere concessioni per spiagge e stabilimenti, tanto le istituzioni regionali e locali della Puglia. «Sburocratizzare e utilizzare i fondi seguendo modelli di sviluppo che anche in altre realtà italiane hanno ampiamente dimostrato di potere creare oasi dedicate al turismo e al tempo libero».
Il sottosegretario ricorda come il turismo rappresenti oggi, a livello nazionale, ma specie in Puglia, un’attività in piena crescita. «Sono convinto che per continuare il trend positivo, servono iniziative sinergiche tra le imprese e le amministrazioni. Quelle coinvolte sono diverse, in materia di legislazione concorrente tra Stato e Regione. A fronte di ciò, relativamente agli stabilimenti balneari, vi poi è un provvedimento amministrativo di concessione del demanio marittimo, con cui i beni demaniali possono essere concessi in godimento a determinati soggetti. Com’è noto il demanio marittimo è attualmente oggetto di riforma in Italia. Una riforma che deve necessariamente tenere conto delle aspettative della miriade di piccole e medie imprese che creano sviluppo e occupazione e che potrebbero svolgere la propria attività ben oltre i canonici mesi estivi.
Personalmente – aggiunge Massimo Cassano – sono fermamente convinto che i nostri territori vadano offerti ai turisti, italiani e di tutto il mondo, nelle migliori condizioni possibili, infrastrutturali e di servizio. Possiamo utilizzare a questo scopo una parte dei Fondi europei destinati all’Italia ed effettuare una scelta di valore ambientale con grandi ricadute economiche, perché il turismo è uno dei maggiori produttori di valore aggiunto, direttamente e soprattutto con l’indotto. Posso già in queste sede annunciare il mio sostegno, da senatore e da uomo del Sud, per quanto di competenza, a supporto delle azioni imprenditoriali che si prefiggano di garantire crescita e sviluppo».

Così, infine, l’assessore allo sviluppo economico e al turismo della Regione Puglia Loredana Capone:

«La Regione è parte lesa, al pari degli imprenditori balneari, dalla direttiva Bolkestein, che tratta la situazione italiana come tutte le situazioni europee. Ma ci sono differenze tra gli Stati: l’uguaglianza formale può portare danni, perché si considerano uguali situazioni che sono diseguali: lo dice la nostra Costituzione, che l’uguaglianza deve essere sostanziale. Da noi la nascita degli stabilimenti balneari è avvenuta per fornire servizi a un’utenza di tipo familiare in maniera stabile. Quando le imprese hanno investito, si sono fidate dello Stato di avere una concessione demaniale di lungo periodo. E quindi dovevamo porre dei paletti contro la Bolkestein, che pretende di mettere tutti a gara. Si deve tenere conto della necessità che gli investimenti compiuti, in molti casi con i soldi della Regione – per questo ho detto che siamo parte lese – siano valorizzati. Non possiamo annullare gli investimenti di imprese che danno lavoro alle persone: si deve stabilire un periodo transitorio che consenta l’ammortamento, periodo che sia il massimo possibile, concordandolo con la Commissione europea. Supporteremo in tal senso il ministro Costa rispetto a un’azione che porti a una proroga motivata che salvaguardi sia il diritto all’impresa che il principio della concorrenza».

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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